Televisione

Alla fine degli anni 50 comparve la televisione e fu un dono incredibile, dono in senso lato, come maniera di dire, perché in realtà bisognava pagarla. Dato che bisogna pagarla ed era irrinunciabile, fu sostanzialmente allora che cominciò il sistematico indebitamento collettivo, il sistema delle rate. Tutte le volte che compriamo qualcosa a rate lo stiamo pagando più caro, nessuno si faccia illusioni, visto che paghiamo anche gli interessi. L’indebitamento negli anni 50 comincia con la televisione. Prima nella maggioranza della famiglie non c’erano rate, cioè non c’erano debiti. Come ho già spiegato la narrazione modifica i nostri neuro trasmettitori. Se leggiamo la potenza è piccola, lo scrittore deve essere bravo per trasmetterci emozioni, se qualcuno la storia ce la racconta e ha un minimo di capacità narrativa, la potenza della narrazione di creare emozioni aumenta, se la storia è recitata , sia pure in maniera platealmente falsa (teatro) la sua capacità di dare emozioni aumenta ulteriormente . C’era una legge, non so se sia ancora valida, che prescriveva la presenza di un medico a teatro, così se a qualcuno veniva un malore per la tristezza della morte di Amleto/ Signora delle Camelie, Otello /altri/ lo si poteva soccorrere. In cambio il medico guardava lo spettacolo gratis.
Ancora più potente è l’emozione che può dare una rappresentazione reale (telegiornale) o verosimile (film serie televisiva). Il nostro cervello emotivo non distingue tra vero e falso. Fino alla televisione il ragazzo aveva un solo modello : la realtà che lo circondava. Il modello erano papà e mamma. I maschi cercavano di imitare il padre, appena possibile , anche nel vestiario , e le femmine la madre. Giustamente , perché padre e madre sono per definizione un modello vincente. Il solo fatto che il figlio esista vuol dire che i genitori sono stati un grado di sopravvivere, generare il figlio , mantenerlo. Se il figlio li imita, riuscirà anche lui a sopravvivere a riprodursi e abbiamo salvato i cromosomi e la società . La televisione introdusse nelle case un nuovo modello alieno che il cervello emotivo scambió per realtà . Si creó un fenomeno mai esistito prima: il disprezzo per i genitori. Quello che fece esplodere il 68 in realtà nacque davanti al più bieco e ingenuo consumismo. Nelle pubblicità le madri cucinavano con le calze, i tacchi, un grembiulino su un vestito pastello ed erano truccate. Le nostre , in ciabatte, non reggevano il confronto. Idem i padri. Noi non ce ne siamo accorti, è passato tutto dal cervello emotivo, fuori dalla coscienza, ma la mia generazione ha perso la fede nei genitori perché non erano più il modello, il migliore, meglio se l’unico. Giravamo la manopola dell’oggetto comprato con l’indebitamento , e un mondo inesistente che però sembrava migliore, si parava davanti a noi.
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Silvana DeMari.