Luca Novelli L’ipotesi FitzRoy il cacciatore di diluvi. Noè e la nascita dell’etica.

Luca Novelli presenterà il suo bellissimo libro

L’ipotesi FitzRoy

il Cacciatore di diluvi

Una ricerca sulle origini del mito biblico, tra cambiamenti climatici e glaciazioni. Un viaggio negli Antichi Regni, alle sorgenti del Tigri e dell’Eufrate, fin quasi alla vetta del Monte Ararat

al Museo regionale di scienze naturali via Giolitti 36 Torino

il 30 marzo alle ore 17,30

La locandina è splendida, ma non riesco a carcarla su questo blog. Sulla locandina è scritto che dovrei esserci anche io alla presentazione e invece non ci sarò

Raccomando a tutti questo bellissimo incontro. Luca Novelli è un autore straordinario, una di quelle persone magiche capaci di spiegare in maniera affascinante la scienza e la storia.

Venerdì e sabato sarò a Catania, alla libreria Tempo Libero, spero che Merlino legga in tempo questo blog.

Il libro lo  presenteranno, senza di me, che avevo dato il mio assenso senza calcolare che dovevo essere a Catania. L’incontro di Catania avrebbe dovuto essere in un’altra data, poi slittata per motivi miei, non lo avevo segnato correttamente sull’agenda e hp fatto questo disastro. Perdonatemi tutti: sono pasticciona. Quello di fare pasticci, sbagliare i giorni, confondere gli orari o il calendario è una mia caratteristica. Non sono andata a incontri convinta fossero il giorno dopo (350 ragazzi ad aspettarmi inutilmente a Desenzano del Garda due anni fa), sono andata nel giorno giusto nel posto sbagliato,, ho detto ad un amico che sarei stata onorata di essere alla presentazione del suo libro e invece non ci sarò.

Per favore perdonatemi e continuate a volermi bene lo stesso, tanto sono sempre stata confusionaria e sempre lo sarò.  Il libro di Luca è bellissimo. Particolarmente bello esteticamente : aprirlo è una piacere. Cartine si alternano a disegni, fotografie a schemi. Toccare il libro è un piacere.  Leggerlo è una gioia: la gioia della conoscenza, conoscenza resa semplice, ma mai banale, accessibile, ma non semplificata o appiattita.

Luca Novelli è appassionato di Darwin e anche io: Darwin è il padre della fratellanza tra gli uomini su base scientifica, colui che per primo ha scientificamente intuito  che abbiamo un progenitore comune, che quindi siamo tutti cugini se non di primo grado di secondo.

Il libro parla dei luoghi del diluvio. Ogni civiltà deve avere un passo destro e un passo. Il nostro cervello ha due emisferi, uno funzione per via razionale, per via logica, è analitico e processa un solo pensiero alla volta, l’altro non è razionale processa molti dati contemporaneamente, ed è sintetico.  Quindi io, lo scrittore fantasy, il genere che parla di Dio e della Morte, parlerò del mito.

Il diluvio universale, la distruzione assoluta, metafore di catastrofe, di guerra di lager, di distruzione sommerge il mondo e l’arca porta in salvo la vita facendola galleggiare su un deserto di acqua, perché la vita non sia persa. Noè è uno dei grandissimi profeti, fa il primo Patto con Dio, quindi  è l’iniziatore dell’etica. Prima dell’ebraismo, al di fuori dell’ebraismo la religione era priva di qualsiasi etica. Le divinità sono capricciose e crudeli. L’etica nasce con Noè. E’ Noè che stabilisce le prime leggi, non uccidere, non rubare che poi saranno la Legge definitiva con Mosè, che traversa un deserto di sabbia dopo averne traversato anche lui uno di acqua in salvo su una minuscola arca. Tra le sue leggi: istituire tribunale giusti, il divieto di mangiare parti di animali ancora vivi. Siamo nell’epoca del bronzo. Era frequente, non c’erano i frigoriferi, che si tagliasse una zampa alla capra, rimandando la seconda zampa a qualche giorno dopo e così via. La legge di Noè è anche la prima legge dove c’è compassione per gli animali.

Di Noè è nota anche un’altra storia: si ubriaca e resta lì, per  terra, ubriaco e nudo. Uno dei suoi discendenti, Yafet  entra nella sua tenda camminando in avanti, con gli occhi aperti e  lo vede ed esce indignato e lo dice ai fratelli, i quali vanno a soccorrere, a nascondere il padre  invece camminando all’indietro e coprono il padre. Il giorno dopo Noè indignato con Jafet lo maledice : i suoi discendenti saranno schiavi dei suoi fratelli.

Questo passaggio della Bibbia è sempre stato citato dai propugnatori dello schiavismo perché la afferma. Ne siamo certi? In realtà la sta negando.  Questo meraviglioso  racconto ci dice come i capostipiti di tutte le genti siano fratelli. Ed ora analizziamo la storia. Noè si ubriaca. Non avrebbe dovuto farlo. I profeti della Bibbia, sono uomini, non semidei. Sbagliano. Mosè non avrà il permesso di entrare nella Terra Promessa, Giona sconta la sua vigliaccheria nel ventre di una balena. Re Davide, il fondatore di Gerusalemme, il salvaotre commette un crimine mandando un uomo alla morte per averne la sposa. Noè sbaglia. Il fatto che lui sia Noè, il salvatore, non vuol dire che sia perfetto, non vuol dire che quando sbaglia e si rende ridicolo debba essere negato, mentendo. Non doveva ubriacarsi. Chi ha avuto un genitore ubriaco sa quanto sia orribile. Il figlio Jafet entra a faccia avanti, non ha paura della verità, la guarda e la riferisce. I due fratelli entrano camminando all’indietro, sono i vili, gli ipocriti. Nascondono le nudità di Noè e con questo credono di avere nascosto la sua vergogna. Noè il giorno dopo maledice il figlio che ha osato la verità: sono le farneticazioni di un uomo dopo l’ubriacatura, solo ad un uomo dopo un’ubriacatura può venire in mente un’idea così disumana.

Il racconto di Noè e il suo vero significato è stato capito da Shakespeare, e raccontato nel Re Lear.

Il racconto di Noè sta negando lo schiavismo, sta negando il razzismo.

Onore al Noè e Darwin, campioni della fratellanza umana.

Andate a sentire Luca Novelli.