libri spazzatura.

Avete bisogno di soldi , Equitalia vi perseguita? C’è un sistema semplice per guadagnare denaro: diventate scrittore per libri per ragazzi. Non è necessario avere senso dell’umorismo, talento. il disegno può essere orrendo. L’importante è che parliate di bimbi che hanno quattro mamme, o che sono figli di un uomo e poi di un altro uomo, o di un uomo e un criceto ( perché limitarsi?). Fiumi di denaro arriveranno, vincerete strani concorsi, misteriose borse di studio si materializzeranno. La storia non c’è, l’umorismo è zero, i disegni ignobili: tranquilli venderete. La metà dei bibliotecari e la metà degli insegnati si precipiteranno a prendere il libercolo e a farlo comprare agli allievi, perché se ci sono poi in classe i figli di due papà, di due incredibili spermatozoi che si sono fusi per dare un ovulo fecondato, non abbiano l’impressione che nella loro filiazione ci sia qualcosa di bizzarro.
I libretti in questione bloccano la collera dei bambini in questione e bloccano la possibilità di elaborare il lutto del genitore non solo mancante ma negato . Hai due mamme ? Va tutto bene . Sorridi. Tuo papà ti presenta il tuo nuovo compagno? Va tutto bene sorridi! Le tue due mamme guardano con poco entusiasmo il tuo pene? Va tutto bene. C’è la chirurgia. Una volta castrato , con la ginecomastia da estrogeni più silicone e 11 ore di folle intervento chirurgico per creare una specie di tasca destinata a essere sempre infiammata per far finta che tu abbia la vagina sarai finalmente la bambina che mamma voleva. Sorridi. E se per caso vuoi suicidarti ( dopo gli interventi di cosiddetto cambiamento di sesso il tasso di suicidio si moltiplica per dieci) , tranquillo ( anzi tranquilla) ora ti conquisteranno il diritto umano di farlo bene con l’anestesia. Sorridi. Non sai chi è tuo padre, donatore anonimo, se hai dei fratelli , chi sono i nonni? Tutto ok e sorridi. C’è l’ovetto che è nato da solo che si cerca lio la famiglia, quando arriva a quella dove ci sono due papà i bambini si mettono a piangere, dicendo "no, senza mamma no". e la maestra sorride dolcemente severa: ma certo, senza la mamma va benissimo. La mamma è uno stereotipo, un concetto antropologico.
Nella difficile corsa a chi è il libercolo più ripugnante del reame, the winner is, “Sorella Mela, Sorella Maiale”. Scritto da Mary Walling Blackburn, la storia segue Lee, 3 anni, come un lui (o una “lei”, come ha sottolineato l’autrice) alla ricerca della sorella – che potrebbe essere una mela, un maiale, o altro.
Durante la storia, Lee decide che sua sorella è “un fantasma felice”, arrivando a dire di essere contento che sua sorella non sia in giro “a scomodare” i suoi genitori, che giustamente hanno scelto l’aborto così lui resta figlio unico con più giocattoli.
“Lee è l’unico figlio di papà e di mamma, per ora, anche se una volta c’era una sorella”, esordisce il libro. “Dove vive la sorella ora?”
Bludental
È Lee che lo spiega al papà: “Beh, lei viveva dentro mamma ed ora non più […] lei ha vissuto prima di me, ma la mamma non poteva tenerla. Mamma dice che è un fantasma”.
Quando il papà le chiede se questa cosa lo rende triste o lo spaventa, Lee risponde con sicurezza: “Non sono triste che mia sorella sia un fantasma! Se aveste tenuto mia sorella, sareste diventati stanchi, tristi, e pazzi!”
Alla richiesta del motivo di questa affermazione, il bambino ribatte con altrettanta sicurezza che se sua sorella fosse nata, loro due avrebbero litigato sempre e la mamma non avrebbe avuto potuto comprare abbastanza cibo per entrambi, né avrebbe avuto il giusto tempo da dedicargli.
Tranquilli, è gente etica: riciclano la spazzatura.