islamofobia, lo psicoreato del futuro totalitario.

secondo capitolo del testo fondamentale di Horowitz e Spencer.

A questo indirizzo

http://www.scribd.com/doc/80544255/Islamofobia

troverete il  libro ISLAMOFOBIA lo psicoreato del Futuro totalitario.

Gli autori,  David Horowitz e Robert Spencer, devono girare con la scorta, quindi vale la pena di leggere quello che scrivono.

Per chi avesse difficoltà a scaricare il libro, lo riporto a puntate su questo blog.

 

L’Islam Politico

L’Islam viene spesso difeso come una religione non diversa dal Cristianesimo, l’Induismo,il Giudaismo e la maggior parte delle altre confessioni. Ma questo trascura il fatto che, a differenza delle altre confessioni moderne, l’Islam è una religione politica. L’Islam non ha subito riforme dal tempo della sua istituzione nel VII° secolo, e i mussulmani non concepiscono separazione tra religione e stato. Nei suoi testi canonici e negli insegnamenti, l’Islam considera tutte le altre religioni (e le non-religioni) dei «miscredenti», e istruisce i suoi fedeli a considerarsi in guerra con coloro che non si sottomettono al Dio Islamico. A differenza dei Cristiani e degli Ebrei, i leader islamici ambiscono a creare uno stato islamico globale, un «califfato», che imporrebbe ovunque la legge islamica alle persone, criminalizzando di conseguenza il pensiero eretico. L’ambizione globale dell’Islam politico è dichiarata apertamente. Il presidente della Repub-blica Islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad,ha dichiarato: «Non abbiate dubbi… se Allah lo vorrà, l’Islam conquisterà che cosa? Conquisterà tutte le cime delle montagne del mondo.»

«Iran’s New President Glorifies Martyrdom,» Middle East MediaResearch Institute, 29 luglio 2005.

 

Nel1990 i 56 stati-membro dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI) si riunirono in Egitto ed adottarono la «Dichiarazione del Cairo dei Diritti Umani dell’Islam.» La Dichiarazione del Cairo stabilisce che, «Tutti gli esseri umani for-mano un’unica famiglia i cui membri sono uniti dalla sottomissione ad Allah.»

Dichiarazione de Il Cairo sui Diritti Umani delle Nazioni Islamiche, 5agosto 1990.

Queste sono tutte affermazioni religiose, ma vengono rilasciate da autorità

 Politiche.

Inoltre,sono in totale accordo con la teologia tradizionale islamica. Nel suo libro del 1995, War and Peace in the Law of Islam, Majid Khadduri, docente di legge islamica di fama internazionale, scrisse, «Lo stato islamico, la cui funzione principale é di mettere in vigore la legge di Dio, si propone di instaurare l’Islam quale ideologia dominante e regnante nel mondo intero. … La jihad è quindi impiegata come strumento sia per l’universalizzazione della religione che per l’instaurazione di uno stato imperialistico mondiale.»

Majid Khadduri,

War and Peace in the Law of Islam, Ed. Johns HopkinsUniversity (1955), p. 51.

 

 Dato che i precetti della fede islamica non possono essere messi in discussione, e siccome   l’Islam in quanto religione prescrive una condotta morale per ogni aspetto della vita individuale e sociale, la legge islamica — la shariah — è per sua stessa natura totalitaria. Una religione che non riconosce alcun principio di separazione dall’autorità governativa, le cui prescrizioni stabi-liscono cosa sia appropriato in ogni aspetto della vita privata, è la definizione stessa di un governo totalitario. Laddove l’Islam diviene la religione distato, le violazioni della dottrina islamica e il pensiero eretico vengono inevitabilmente conside-rati crimini contro lo stato. L’Organizzazione della Conferenza Islamica(ora chiamata L’Organizzazione della Coopera-zione Islamica), Modificò il proprio nome nel luglio 2011, è composta dalle 56 nazioni islamiche più l’Autorità Palestinese. Al momento  l’Arabia Saudita e l’Iran, assieme al Sudan settentrionale Islamico e gran parte della Somalia,sono governi in cui la legge islamica viene applicata pienamente. Gli altri stati islamici, come il Pakistan, l’Egitto e l’Indonesia sono attualmente governati da un commisto di legge occidentale elegge islamica. ( nota. Il testo è stato scritto prima della primavera araba. Ora la Sharia è legge dello stato in Indonesia, Egitto e Libia ) Anche in simili stati «moderati» a maggioranza islamica, quantunque, i Cristiani  

vengono perseguitati violentemente in quanto agli infedeli e ai non-musulmani in generale vengono negati i diritti basilari. Anche in questi stati l’apostasia non è tollerata. I musulmani che si convertono ad altre religioni vengono costantemente minacciati, molestati, incarcerati e finanche messi a morte tramite leggi statali tuttora in vigore. In breve, anche negli stati islamici «moderati»le pene sono severe per chi devia dall’ortodossia religiosa riconosciuta, e in ognuno di questi stati esistono movimenti islamici integralisti che spingono per una maggiore adesione alla legge islamica. Non uno dei suoi membri — con l’unica e contestabile eccezione del Libano, il quale è unico a sé in quanto ha una cospicua popolazione Cristiana— può essere considerato una democrazia nel senso occidentale del termine. Anche la Turchia secolare nega in molti modi l’uguaglianza dei diritti ai Cristiani. Non uno dei 56 stati islamici né l’Autorità Palestinese è tollerante verso le donne, verso i gay, o altre minoranze, né li tratta egualmente. Sin dal crollo dell’Unione Sovietica, gli stati islamici dell’OCI costituiscono il maggior fronte votante alle Nazioni Unite. Esercitando la propria influenza, l’OCI è riuscito a far condannare Israele più di 200 volte nelle risoluzioni formali dell’ONU, più volte di tutti gli altri stati membri combinati. Ma lo stesso fronte votante islamico ha assicurato che i regimi terroristi in Iran, Gaza e la Cisgiordania non siano mai stati censurati, neanche una sola volta. Tramite l’OCI, gli stati islamici hanno anche lavorato per molti anni al fine di persuadere i membri dell’ONU a criminalizzare «l’islamofobia.»

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