attentato di Boston: il nostro amico islam che ci vuole tanto bene festeggia

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Non sappiamo il nome di chi ha messo il dolore e la morte nella festa della maratona di Boston.

Ognuno di noi avrebbe potuto essere lì.

Il terrorismo contro civili è un campo di sterminio portatile basato sullo stesso concetto: tutti, bambini inclusi, sono colpevoli a prescindere, tutti sono meritevoli di morte.

Non sappiamo chi e perché, ma sappiamo che appartiene a una cultura di morte.

E gli appartenenti alla cultura di morte si amano tra di loro, si capiscono, si sostengono, hanno gli stessi scopi e , soprattutto, gli stessi nemici, hanno l’identico odio dei figli non amati per i figli amati, dei servi per i liberi, e quindi si alleano.

Questa è la causa dell’alleanza permanente tra nazismo, comunismo e islam, tra dittature naziste, dittature comuniste e dittature islamiche, tra terrorismo nero, rosso e verde, non a caso i colori della bandiera palestinese.

Non sappiamo  che abbia messo gli ordigni di Boston, ma sappiamo chi stava festeggiando: gli abitanti di Gaza e quelli della Cisgiordania, erano per strada a distribuire caramelle e dolcetti, come dopo l’11 settembre, come dopo Londra, come dopo Madrid.

Non abbiamo mai torto un capello agli abitanti di Gaza e Cisgiordania, non siamo nemmeno confinanti: sono venuti sulla nostra terra a fare stragi: due attentati a Fiumicino, 48 morti in totale, la stazione di Bologna, l’Achille Lauro, con l’assassinio di un cittadino americano “colpevole” di essere ebreo buttato in mare con tutta la sua sedia a rotelle, l’attentato davanti alla sinagoga di Roma, mitragliate e bombe contro chi usciva, un bimbo di due anno ucciso, decine di feriti gravi.

Quando ci fu l’attentato di Londra, mio figlio era lì. Non riuscivo più a telefonargli, il suo cellulare non dava segni di esistenza. In realtà non era rimasto coinvolto nell’attentato, il suo cellulare non dava segni di esistenza perché erano state bloccate le reti, ma non lo sapevo. Mi trovavo in un centro commerciale e dove erano esposti i televisori, molti accesi, tutti con le immagibni di Londra, c’erano un gruppo di uomini nordafricani, forse tunisini, forse marocchini, che ridevano felici davanti alle immagini.

Non sono disposta a dimenticarlo.

Dopo l’attentato Toni Blair radunò una consulta islamica, e chiese consa la Gran Bretagna doveva fare per diminuire l’animosità dell’a componente islamica. La consulta, nella persona di Taric Ramadan, rispose che era necessario eliminare la Shoà dai programmi scolastici, e che il diritto di famiglio delle famiglie islamiche venisse amministrato da corti islamiche secondo la Sharia: entrambe le cose sono state concesse.

Ed ecco la risposta alla domanda del motivo per cui il terrorismo aumenta, da quello ufficiale a quello spicciolo del brufoloso fallito che spara in una suola o mette una bomba davanti a un liceo o a una maratona.

Il terrorismo è stato approvato, premiato, amato sostenuto.

Volete abolire il terrorismo? Cominciamo a disprezzarlo, a cominciare da quello che ha cominciato, la madre di tutti i terrorismi: quello palestinese.

Vostra affezionata

sdm