24 aprile Genocidio degli armeni

Il villaggio era pieno di cadaveri.

In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive. I soldati (turchi) si divertivano a frustarle. Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare.

«Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo». Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole.

«Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive».

Urlavano i soldati. Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ha versato addosso alle ragazze.

«Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo»

Poi hanno appiccato il fuoco.

I poveri corpi si sono contorti fino alla morte.

E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi?

Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915

24 aprile: oggi è la data in cui è cominciato il genocidio degli Armeni.

Il primo grande genocidio del Novecento e ciò che la storiografia ufficiale della Turchia seguita scandalosamente a negare. Gli armeni furono sterminati in quanto cristiani, ma in teoria si trattò di uno sterminio “illuminista”perpetuato dai giovani turchi con il pretesto che si trattasse di “non ariani” Lo sterminio degli Armeni è il primo sterminio che vede accumunati cristiani ed ebrei, anche loro “non ariani” sterminati nel numero di qualche migliaia e nel quadro generale si sono persi, ma c’erano anche loro. Ma non è solo questo il legame. Chi tollera, diventa complice. Lo sterminio degli Armeni è stato tollerato dall’Europa, dagli intellettuali, non interessava. Il risultato?
Adolf Hitler, nel prefigurare lo sterminio degli ebrei, si ispirò chiaramente a quello degli armeni, tanto da dire, in un celebre discorso del 22 agosto 1939, che nell’invadere la Polonia occorreva massacrare «uomini e donne e bambini» senza preoccuparsi di eventuali conseguenze future: «Chi mai si ricorda oggi», si chiese, «dei massacri degli armeni?».
Non è un caso che il maggiore studioso del genocidio armeno sia ebreo:  lo storico americano Guenter Lewy, celebre storico del nazismo, ha ricostruito la vicenda attraverso un imponente lavoro su archivi riservati e sulla base di testimonianze dei sopravvissuti. («Il massacro degli armeni. Un genocidio controverso», Einaudi, pagg. XVI-394, euro 25, traduzione di Piero Arlorio).

Ha scritto e scrive e parla del genocidio degli armeni Alberto Rosselli, giornalista spesso minacciato che deve essere scortato dagli uomini della Digos.

 

Da ieri la sharia è ufficialmente legge in Gran Bretagna.

Lo scorso mese, nell’indifferenza generale, il gran Mufti del regno Saudita ha emesso una fatwa che vieta la presenza di chiese non solo nel regno saudita, dove sono vietate da sempre, ma in tutta la penisola arabica.

Mentre i nostri uomini politici, giornalisti e intellettuali, parola quest’ultima dall’etimologia sempre più impenetrabile, cinguettano deliziose e farneticanti idiozie sulla cosiddetta primavera araba, in Libia si disseppelliscono i morti cristiani perché la loro presenza inquinerebbe la sacra terra dell’islam, in Tunisia sono stati dati 7 anni di carcere per ateismo, in Egitto la comunità copta è sempre più accerchiata, però, ci rassicurano, sono mesi che l’esercito non spara più sui civili. Anche in Nigeria la comunità cristiana è sempre più accerchiata, ma, ci rassicurano, sono settimane che nessuna chiesa è stata bruciata con tutti i fedeli dentro, quindi possiamo rasserenarci.

Ieri il Presidente della Repubblica di questo paese è andato ad onorare la Moshea di Roma. Ha pronunciato le solite parole: anzi una parola: integrazione. Quello che non è chiaro è chi dovrebbe integrarsi. I gran Mufti di Londra e Parigi ricordano continuamente che gli appartenenti all’islam non possono e non devono integrarsi, mai. Taric Ramadan, portavoce dei Fratelli Musulmani su suolo europeo ci ricorda in continuazione che la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e sharia non sono compatibili, quindi ogni integrazione di persone provenienti dall’islam nella nostra civiltà è possibile solo dove la sharia sia sospesa. L’integrazione è possibile solo dove la sharia sia vietata.

Il presidente della Repubblica di questo paese è andato alla moschea di Roma e come tutti i suoi predecessori non ha avuto la curiosità di chiedersi perché accidenti la moschea di Roma sia così spropositatamente grande. Noi che siamo un po’ più intelligenti, quello che è vero è vero, ce lo siamo chiesti e siccome siamo veramente intelligenti, abbiamo anche trovato la rsiposta.

Roma è la quarta città santa dell’islam. Maometto non è mai stato né a Gerusalemme né a Roma, e queste città non sono nemmeno nominate nel Corano, ma Maometto è l’erede sia di Abramo, quindi Gerusalemme è sua, sia di Cristo, quindi dell’islam sia Costantinopoli, che Roma.

A Roma c’è la più grande Moschea del mondo occidentale perché Roma appartiene all’islam e noi italiani la occupiamo illegalmente. Dopo Gerusalemme prenderemo Roma cinguettano le bimbe alla tv dei ragazzi di Gaza. Quando dopo il bellissimo discorso di Ratisbona il Papa , il capo della cristianità cattolica, è stato condannato a morte da una fatwa, ci hanno ricordato che Roma appartiene all’islam e che deve avere la stessa sorte di Costantinopoli. E ce l’hanno ricordato intellettuali e ministri degli esteri.

Nell’andare in visita alla moschea di Roma gli sciagurati uomini politici italiani avvallano questa sciagurata teoria.

Quindi?

Quindi Salviamo i Cristiani.

Tutti, quelli che vivono in terra dell’islam e quelli che vivono in Europa, un’ Europa che loro credono protetta e sicura e che potrebbe essere una repubblica islamica nel giro di mezzo secolo.

Noi non possiamo non dirci cristiani perché apparteniamo ad una civiltà che è basata sui valori non negoziabili che appartengono al cristianesimo

La sacralità della vita

La sacralità della libertà

La sacralità dell’uguaglianza giuridica di tutte le creature umane

La sacralità dell’unione tra un uomo e una donna, tra un uomo ed un’unica donna, una donna e non una bambina, in grado di intendere e di volere, un’unione libera, perché è dall’unione tra un uomo e una donna, un’unica donna che nasce il miracolo della vita, quindi questa unione e solo questa ha carattere di sacralità.

Noi che non possiamo non dirci cristiani è il momento che scendiamo in campo, per salvare i valori del cristianesimo, valori su cui tutta la nostra civiltà è basata.

Quindi salviamo i Cristiani nel mondo, la cui vita è minacciata, salviamo quelli europei di cui è minacciato il futuro, schieriamoci con Israele che è sotto una micaccia nucleare, e alla fine salviamo gli uomini e le donne nati nell’islam, che hanno il diritto di trovare anche loro la strada per la verità e la luce e non possono farlo se noi non la indichiamo

 

Silvana De Mari

 

Comments

  1.  Salve, deve esserci un errore nel tuo articolo, il maggiore esperto del genocidio armeno non è di certo Gunter Lewis, al contrario, lo stesso fa affermazioni risibili come il fatto che il genocidio non fu programmato dallo stato turco, in contraddizione con la stragrande maggioranza degli storici. Molto meglio Marcello Flores, per il resto d’accordo.

    P.S. non solo gli armeni fecero una brutta fine, ma praticamente quasi tutti i cristiani dell’impero ottomano come siriaci, assiri, caldei, greci, molti dei quali fu offerta l’abiura in cambio della vita.

  2.  Le azioni offensive e oltraggiose al nostro CREDO religioso che lei cita sono un marchio infame per chi le fa e le propina. Quello che possiamo fare è certamente protestare e boicottare i produttori di simili inciviltà. 

    Tuttavia, vorrei far notare il fatto che la sua analisi è condotta a metà e salta a delle conclusioni assolutamente parziali. 
     Perché cita i deplorevoli fatti ma non si interroga sulla parte che li causa e li scatena. 
    CHI SONO i detrattori occulti della fede cristiana e in particolare quella cattolica? Il giudaismo come religione, non certo i Musulmani. "Non vengano a dire gli Ebrei che non hanno ucciso Nostro Signore Gesù Cristo" (Sant’Agostino)
    QUALE E’ la forza sovversiva strisciante che ha portato il processo di "s e c o l a r i z z a z i o n e " alle sue estreme conseguenze? La Framassoneria filistea. Dalla rivoluzione francese sino ai culti esoterici della varie logge massoniche vi è stato un progressivo deterioramento della Forza Spirituale del Cattolicesimo per effetto di continui e occulti attacchi alla nostra Fede, alla nostra Chiesa e al nostro Credo.
    Che cosa c’entrano i Musulmani con il declino della nostra civiltà corrotta e reificata oramai in forme di produzione e consumo, mercificata di pornografia e condita di ogni tipo di violenza? Ben poco! Il complotto contro la nostra società parte da lontano ed è di altra matrice. Apriamo gli occhi, Fratelli Cristiani.
     
    Tutti i movimenti cultural-chic e in special modo quelli dello spettacolo "ollivudiano" sono diretti,  gestiti e controllati da una casta di Ebrei, prevalentemente statunitensi. Degli esempi? Jesus Christ Superstar, L’ultima tentazione di Cristo ( in cui Gesù si sposa con Maria Maddalena e la rende madre)e soprattutto il vomitevole IL CODICE da VINCI, in cui la fantascienza la fa da padrona ai danni della Chiesa. L’unico film degno della storicità di Cristo è stato diretto da Mel Gibson del 2004 e, guarda caso, i sionisti lo hanno fatto a pezzi. Hanno accusato Mel Gibson di essere un alcolizzato, un depravato, un violento antisemita e lo hanno isolato dal circuito "ollivudiano" per diversi anni. Vi siete domandati perché? Perché il Santo Padre avrebbe affermato, visionando la pellicola pochi giorni prima del lancio :It is as it was". Quel film dice la verità su come i Giudei hanno pensato e pensano di Gesù. In pratica non lo riconoscono il Cristo, ne scherniscono la sua divinità e lo considerano pericoloso per Israele.

    Torno sull’affermazione di sant’Agostino. Pochi Cristiani hanno oggi la forza di affermare oggi che ci vogliono far sentire in un perenne stato di colpa verso i fratelli Ebrei e, quando un Cristiano critica il giudaismo si vuol far credere che la cosa nasca da odio di religione o razziale. Il mosaismo in sé non può essere argomento di odio per cristiani, giacché, sino alla venuta di Cristo, esso fu l’unica vera religione, preparazione del cristianesimo, che secondo l’ordinamento di Dio gli succedette. Il fatto è che il giudaismo da secoli ha voltate le spalle alla legge mosaica, surrogandovi il "talmud", quinta essenza di quel fariseismo, che in tanti modi venne fulminato dalla riprovazione di Gesù Cristo,  Messia e Redentore. 
    [Fonte Civiltà Cattolica]

Comments are closed.