volere e potere, per le dipendenze funziona così.

La chiave di volta: PER POTER STARE MEGLIO, OCCORRE VOLERLO, ma volerlo sul serio.
Le compulsioni si curano smettendo di compiere l’azione, smettendo di accendere la sigaretta, di svuotare il frigo, di comprare il gratta e vinci. Da soli. Decidendo di farlo. Senza psicologo e senza Prozac. ( un aiuto farmacologico solo nel caso di dipendenza da morfina, perché la crisi di astinenza può essere pericolosa)
Per smettere di giocare, occorre smettere di giocare, per smettere di fumare è necessario smettere di fumare. Immaginate un individuo estremamente aggressivo e dotato di un lanciafiamme che minacci di bruciarci vivi se non tiriamo fuori le ali e ci mettiamo a volare. Neanche così saremmo in grado di farlo. Noi non possiamo volare.
Ora immaginiamo lo stesso signore che minacci rappresaglie atroci se prendiamo ancora un gratta e vinci o una sigaretta. Saremmo in grado di fermarci? Certo.
Quindi fermarci è sotto il controllo della nostra volontà, controllo assoluto e totale. È più facile se abbiamo serotonina ed endorfine molto alte. Impariamo ad alzarcele da soli.
Noi possiamo smettere di fumare, drogarci, sperperare il tempo e la vita. Stringiamo i denti: staremo da schifo tre giorni, ma tre giorni passano, le ore – una dopo l’altra – passano e, alla fine, saremo liberi e la nostra vita apparterrà soltanto a noi. Invictus. Non vinto. Per quanto infinita possa essere la notte che mi circonda da tutti i lati, io sono e resto l’unico capitano della mia anima.
Dove l’aiuto potrebbe essere molto utile è la vera tossicodipendenza, perché lì i neurotrasmettitori possono essere molto alterati.
Dire uso di sostanze, è più cool che dire uso di droga. Uso di droga fa vecchia zia, fa anni 50. L’uso di sostanze, vale a dire il drogarsi, è un’assoluta idiozia. Con questo non voglio dire che tutti i tossici siano idioti, una persona può essere estremamente intelligente e fare cose assolutamente idiote. Il motivo delle nostre scelte, risiede nel cervello emotivo, non in quello razionale. Drogarsi – ops pardon: fare uso d sostanze – è altrettanto idiota che prendere i soldi a usura.
Prendo 10 oggi per avere un debito di 100 dopodomani. Quando assumiamo sostanze, vale a dire droghe, assumiamo sostanze che hanno effetto su di noi perché fisicamente, strutturalmente somigliano a nostri neurotrasmettitori.
La cocaina somiglia alla dopamina, le endorfine somigliano alla morfina, la cannabis somiglia alla endocannabinoide, la nicotina la fabbrichiamo anche noi. Madre natura non aveva un numero di forme infinite, per mettere insieme carbonio, idrogeno, azoto e qualche altra cosa. Per puro caso, il papavero forma un alcaloide, la morfina, che serve a lui, che somiglia strutturalmente alle endorfine, che servono a noi.
Quando assumiamo una sostanza di questo genere, essa va sugli stessi siti di attacco delle cellule su cui va il neurotrasmettitore vero e simulano alcuni dei suoi effetti, non tutti, solo alcuni. L’organismo però si sbaglia. Inciampa nella morfina o nell’eroina, che è un suo derivato più puro, e dice: “Oh guarda! Le endorfine le avevo già fabbricate e non ne fabbrico altre” – di conseguenza, il tasso del nostro neurotrasmettitore, si abbatte: un tipico caso della regola economica che la moneta cattiva scaccia quella buona.
Il neurotrasmettitore, falso e sbagliato, abbatte la produzione di quello di buona qualità. Con il termine ecstasy si indicano tutte le pastiglie e pastigliette, più o meno colorate e accattivanti, che hanno come componente principale la metanfetamina. Questa sostanza causa una liberazione nel cervello di serotonina: il tasso si alza e si sta benissimo, peccato che il giorno successivo il cervello svuotato navighi in una depressione opaca e appiccicaticcia e che la brusca stimolazione possa uccidere i neuroni.
Molte persone consumano cannabis senza grossi scompensi apparenti, in quelle predisposte può bastare un’unica assunzione per dare uno scompenso psicotico oppure, e questo è ben più frequente di quanto si pensi, per dare crisi di ansia e attacchi di panico: liceali che non riescono più ad affrontare la scuola, per esempio.
Molte persone non arrivano a comprendere, che non è possibile mettere il guinzaglio al drago. Mettere il guinzaglio al drago è una grandissima tentazione; il drago tiene lontani tutti i nemici e anche quelli ritenuti tali; può essere utile anche quando resti senza l’accendino, ma il drago non si lascia imbrigliare. Molte persone – e spesso anche medici – consumano ogni giorno piccoli quantitativi di cocaina oppure anfetamine, inclusa la mitica metanfetamina, detta altrimenti ecstasy. Questo permette loro di non sentire sonno, non sentire la stanchezza, non sentire la fatica, avere l’illusione di avere una migliore lucidità mentale e – sottolineo – la parola illusione. Einstein non si faceva di niente e Mozart nemmeno. E credono che tutto questo sia gratuito, guardano con tenerezza i colleghi che crollano per la stanchezza, loro non crollano mai. Il drago non si lascia mettere la museruola, i contraccolpi sono spaventosi. Qualche chirurgo nell’euforia ha firmato con il bisturi le iniziali sull’addome della paziente, un altro ha scambiato organi vitali e normali per cose strane che era meglio togliere. Quella che è sempre distrutta da aggressività e paranoia è la vita familiare. Il drago non perdona. Andate a guardare questi chirurghi che fanno trapianti venti ore al giorno, questi manager che non crollano mai, quante famiglie hanno, tre, quattro, cinque, sei, quante amanti, quanta incapacità a tenersi una compagna, un compagno, cosa fanno i loro figli. La distruzione è lenta, ma assoluta. Lentissima, ma inesorabile compare la paranoia.
Silvana De Mari