voci dall’islam

Una serie di belle notizie arriva dall’islam. L’orrore per l’attentato all’eroina pachistana quattordicenne sta infiammando le folle, la rivolta serpeggia a Gaza contro la dittatura di Hamas, sempre più forti sono le voci di donne che affermano che le primavere sono state scippate da poteri ancora peggiori rispetto alle dittature cadute.

Qui sotto un articolo comparso in Arabia Saudita. È il primo articolo comparso in Quella nazione dove si esca dallo schema vittimistico che è la base della storiografia fantastica islamica per arrivare all’assunzione di responsabilità.

 

Di Abdulateef Al-Mulhim tradotto da Michael Sfaradi (fonte Arab News) Trentanove anni fa, il 6 ottobre 1973, è scoppiata la terza guerra tra gli arabi e Israele. La guerra durò 20 giorni, ma le due parti erano già state impegnate in altre due guerre altrettanto importanti, nel 1948 e nel 1967, la guerra denominata dei sei giorni. Ma queste tre guerre non sono stati gli unici scontri arabo-israeliano,dal 1948 a oggi molti altri conflitti hanno avuto luogo, alcuni di lieve entità, altri vere e proprie battaglie che però non sfociarono in vere guerre come quelle sopra menzionate.

Il conflitto arabo-israeliano è il conflitto più complicato che il mondo abbia mai sperimentato e in occasione dell’anniversario della guerra del 1973 molte persone nel mondo arabo stanno cominciando a fare domande sul passato, sul presente e sul futuro per quanto riguarda il conflitto in generale. Le domande ora sono: Qual è stato il costo reale di queste guerre nel mondo arabo e per la sua gente? Ma la domanda più difficile che nessun cittadino arabo vuole porsi è: Qual è stato il costo reale per il mancato riconoscimento di Israele nel 1948? Perché gli stati arabi non si impegnano nelle attività per l’istruzione, la sanità e le infrastrutture invece che in guerre? Ma, la domanda più difficile e che nessuna nazione araba vuole sentire è se Israele è veramente il vero nemico del mondo e del popolo arabo.

Ho deciso di scrivere questo articolo dopo aver visto le foto sui reportages di un bambino affamato in Yemen, di un antico souk bruciato ad Aleppo in Siria, di persone stremate nel Sinai egiziano, di  autobombe in Iraq e di edifici distrutti in Libia. Le foto e i reportages sono stati mostrati sulla rete Al-Arabiya, che è la fonte di notizie più seguita e rispettata in Medio Oriente. La cosa comune tra tutto quello che ho visto è che la distruzione e le atrocità non sono opera di un nemico esterno. La fame, le uccisioni e le distruzioni in questi paesi arabi sono state perpetrate dalle stesse mani che dovrebbero proteggere e costruire l’unità di questi paesi e salvaguardarne i popoli. Quindi, la domanda ora è: chi è il vero nemico del mondo arabo?

Gli arabi hanno sprecato centinaia di miliardi di dollari e perso decine di migliaia di vite innocenti per combattere Israele che è sempre stata considerata il nemico giurato, un nemico la cui esistenza non è mai stata riconosciuta. Ci sono molti nemici e Israele dovrebbe essere in fondo alla lista. I nostri veri nemici sono la corruzione, la mancanza di buona educazione, la mancanza di una buona assistenza sanitaria, la mancanza di libertà, la mancanza di rispetto per le vite umane e, infine, tutti quei dittatori che hanno utilizzato il conflitto arabo-israeliano per sopprimere il loro stesso popolo. Dittatori che hanno commesso atrocità di gran lunga peggiori di quelle che ci sono state durante tutte le guerre arabo-israeliane.

In passato ci siamo lamentati perché alcuni soldati israeliani hanno attaccato e maltrattato i palestinesi, e abbiamo anche visto gli aerei israeliani e i carri armati attaccare varie nazioni arabe. Ma questi attacchi non sono mai stati dello stesso livello delle   attuali atrocità commesse da parte di alcuni Stati arabi contro il loro stesso popolo. In Siria, ci sono e ci sono stati massacri al di là di ogni immaginazione. E gli iracheni non sono quelli che stanno distruggendo il loro paese? Non era il dittatore della Tunisia, che è stato in grado di rubare 13 miliardi di dollari ai poveri tunisini? E come può un bambino morire di fame in Yemen se la loro terra è la più fertile al mondo? Perché i cervelli iracheni lasciano l’Iraq che è un paese che incassa 110 miliardi di dollari dalle esportazioni di petrolio? Perché i libanesi non riescono a governare uno dei più piccoli paesi del mondo? È questo che ha spinto gli Stati arabi nel caos più profondo?

Il 14 maggio del 1948 c’è stata la nascita dello Stato di Israele e solo dopo un giorno, il 15 maggio 1948, gli arabi gli hanno dichiarato guerra per prendere la totalità della Palestina. Dopo nove mesi, tre settimane e due giorni, il 10 marzo 1949, la guerra si concluse con la sconfitta degli arabi che da allora chiamano Nakbah questa ricorrenza. Da questa guerra gli arabi non hanno guadagnato nulla e migliaia di palestinesi divennero profughi. Nel 1967 gli arabi guidati dall’Egitto sotto il governo di Gamal Abdul Nasser hanno iniziato una nuova guerra contro Israele e, alla fine, si è persa molta terra ed è aumentato il numero dei rifugiati palestinesi che si trovano ora in balia dei paesi che li ospitano. Gli arabi non hanno mai ammesso la sconfitta in entrambe le guerre e la causa palestinese si è sempre più complicata. Ora, con la Primavera araba che non finisce mai, il mondo arabo non ha più tempo per i rifugiati palestinesi o per la causa palestinese, e questo perché oggi molti arabi sono loro stessi rifugiati sotto i continui attacchi dei loro stessi eserciti. I siriani stanno lasciando il proprio paese, e questo non perché gli aerei israeliani lo stiano bombardando, chi fa cadere le bombe su di loro è proprio l’aeronautica siriana.  Nello Yemen, la più triste tragedia umana del mondo è stata scritta dagli yemeniti stessi, mentre in Egitto, i disperati del Sinai sono stati dimenticati. Infine, se molti dei paesi arabi sono arrivati a uno sbando di questo tipo, quello che è successo è colpa di Israele nemico giurato degli arabi?

Israele ha ora i centri di ricerca più all’avanguardia con le università e le infrastrutture più avanzate. Molti arabi non sanno che l’aspettativa di vita dei palestinesi che vivono in Israele è molto più lunga rispetto a quella di molti stati arabi e che godono di una libertà politica e sociale di gran lunga migliore rispetto a quella di molti dei loro fratelli arabi. Anche i palestinesi che hanno vissuto sotto l’occupazione israeliana in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza hanno goduto di maggiori diritti politici e sociali di quelli che ci sono in alcuni posti nel mondo arabo. Non era israelo-palestinese uno dei giudici che hanno condannato l’ex presidente israeliano alla pena detentiva e lo ha spedito in prigione?

La primavera araba ha mostrato al mondo che i palestinesi sono più felici e vivono in una situazione migliore rispetto ai loro fratelli arabi che combattevano per liberarli dagli israeliani. Ora, è il momento di fermare l’odio e le guerre e iniziare a creare migliori condizioni di vita per le generazioni arabe future.

Abdulateef Al-Mulhim è un ex commodoro della marina dell’Arabia Saudita. Scrive saggi e articoli per Arab News. Vive ad Alkhobar