“Vittime innocenti nella guerra per la famiglia egualitaria”

Testimonianze delle prime generazioni cresciute in famiglie omogenitoriali in un testo non ancora tradotto in italiano.

L’anno scorso, negli USA, è stato pubblicato il libro Jephthah’s Daughters – Innocent Casualties in the War for Family “Equality” (Le figlie di Iefte – Vittime innocenti nella guerra per la famiglia egualitaria), curato da Robert Oscar Lopez e Rivka Edelman (non ancora tradotto in italiano). Il libro si avvale del contributo di ben tredici autori, per un totale di quasi 480 pagine, unite dal fil rouge della difesa dell’infanzia. Due degli autori sono forse noti al pubblico italiano. Una è Dawn Stefanowicz, autrice del libro Fuori dal buio – La mia vita con un padre gay (ed. Ares), l’altro è Jean-Pier Delaume-Myar, autore del libro Non nel mio nome – Un omosessuale contro il matrimonio per tutti (ed. Rubbettino).

Il libro è suddiviso in sei sezioni.

La prima (Children) contiene le testimonianze di persone cresciute da coppie omosessuali o che hanno avuto un genitore omosessuale, testimonianze perlopiù raccolte tramite il blog di Lopez English Manif,  Lopez e la Edelman, ad esempio, sono stati cresciuti da coppie lesbiche, mentre la Stefanowicz, pur essendo cresciuta in una famiglia tradizionale, aveva il padre gay. Quasi tutte queste persone affermano di amare profondamente i loro genitori, ma dicono anche di sentire la mancanza del genitore che non hanno avuto. Ne parlano come di un vuoto, di qualcosa che è stato loro tolto e che vorrebbero ritrovare. Molti di essi raccontano anche del disagio provato di fronte alla promiscuità sessuale dei loro genitori (soprattutto nel caso di genitori gay di sesso maschile) o di fronte ai vari membri della comunità LGBT che frequentavano la casa dei loro genitori. Nessuno di loro afferma di essere stato “discriminato” in quanto figlio di omosessuali.

Alcune di queste testimonianze sono anonime, poiché (come spiega Lopez) molte di queste persone non sono ancora pronte ad uscire allo scoperto col loro vero nome, un po’ perché temono di ferire i loro genitori, un po’ perché temono le ripercussioni della comunità LGBT. È notizia di qualche giorno fa, ad esempio, che Lopez ha dovuto abbandonare la cattedra che gli era stata offerta solo nel 2013 all’Università della California-Northridge, a causa dell’atmosfera di intolleranza e sospetto che si era venuta a creare intorno a lui per via della sua presa di posizione contro il matrimonio omosessuale, atmosfera che gli impediva di lavorare in modo sereno.

La sezione II (Women) tratta il tema della maternità surrogata e delle sue conseguenze su donne e bambini.

La sezione III (Society) si focalizza sulle conseguenze che la “battaglia dei diritti” sta avendo sulla libertà di espressione e religiosa delle persone, sulla privacy, sulla libertà educativa e anche sull’identità stessa delle persone, nella misura in cui ci viene detto che la nostra identità sessuale non è quella biologica con cui nasciamo, ma quella che ci scegliamo noi. Di conseguenza, anche per questo motivo, il sesso dei genitori non è essenziale per il benessere del bambino. Inoltre, dal momento che il rapporto di consanguineità tra genitori e figli non è importante, nel caso di affidamenti o figli contesi il bambino potrà tranquillamente venire affidato da un giudice a una persona con cui non ha nessun rapporto invece che al suo genitore legittimo. Saranno i tribunali a decidere chi sono i genitori del bambino.

Due capitoli interessanti di questa sezione riguardano le nuove “sfide” a lungo termine. Una è quella del cosiddetto poliamore, cioè i matrimoni di gruppo. D’altronde, se gli unici requisiti per sposarsi sono l’amore e il consenso, e per i bambini non è importante il sesso o il numero dei genitori, per quale motivo a tre o più persone dovrebbe essere impedito di sposarsi? Esistono già delle associazioni che reclamano la legalizzazione del poliamore.

L’altra sfida a lungo termine è quella dell’incesto. Negli ultimi mesi sono usciti diversi casi di amore tra consanguinei (e mi chiedo fino a che punto siano veri e fino a che punto inventati): un padre e una figlia una madre e un figlio  e un fratello e una sorella  si ritrovano dopo anni, s’innamorano e dicono di volersi sposare e mettere su famiglia. Gli autori del libro, però, si concentrano su altri casi, cioè l’incesto gay, e non un incesto gay qualunque, ma quello tra gemelli che lavorano nell’industria dello spettacolo e del porno. Si tratta di due coppie di gemelli, i gemelli Fernandes (brasiliani) e i gemelli Peters (Repubblica Ceca)  Entrambe le coppie dicono di vivere in una relazione. Stando agli articoli che li riguardano, il cosiddetto “twincest” non solo è hot, ma vende (nel libro non viene detto, ma alcuni anni fa uscì un film brasiliano dedicato proprio al tema dell’incesto gay: s’intitola Do começo ao fim ed è ispirato al romanzo L’agnello carnivoro di Augustin Gòmez-Arcos).

La sezione IV (Globe) si concentra sulla situazione internazionale, ad esempio su quei paesi che per primi introdussero i matrimoni gay: Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Canada, Massachusetts. In tutti questi paesi è stato riscontrato un aumento di divorzi e una diminuzione dei matrimoni, così come una forte diminuzione della privacy delle persone, poiché a quegli individui che si identificano col sesso opposto viene permesso di usare bagni e spogliatoi (anche nelle scuole) del sesso opposto. Viene ad esempio raccontato il caso di un’anziana signora canadese che, nello spogliatoio della piscina, si ritrova di fronte ad un uomo nudo che diceva di identificarsi come donna.  Sempre in Canada, il Toby’s Act proibisce le riunioni pubbliche di persone dello stesso sesso (viene da chiedersi come faranno a identificare il sesso delle persone, visto che è “fluido”). I Paesi Bassi hanno introdotto, nel 2001, i “contratti di coabitazione” per i gruppi di tre persone, legalizzando di fatto la poligamia. Gli autori si chiedono a chi verranno affidati i bambini nel caso questi gruppi di persone divorzino. A Boston le agenzie di adozioni cattoliche hanno dovuto chiudere, in quanto si rifiutavano di affidare i loro bambini a coppie gay. In tutti questi paesi, ovviamente, i termini “marito” e “moglie”, e “padre” e “madre” sono stati eliminati da tutti i certificati.

Nella stessa sezione vi è anche un capitolo sull’Africa, in cui si spiega come gli USA stiano facendo continue pressioni su paesi africani come Kenya, Malawi o Uganda affinché depenalizzino l’omosessualità e introducano i matrimoni gay, arrivando in alcuni casi anche a minacciare di non concedere più aiuti.

La sezione V (Gays) tratta vari aspetti della comunità LGBT. Un capitolo interessante di questa sezione riguarda il celebre caso dell’omicidio di Matthew Shepard, fatto passare per omicidio omofobico. Ebbene, il libro Book of Matt, di Stephen Jimenez (2013), dimostra invece che quel terribile delitto non aveva nulla a che fare con l’omofobia, ma che il movente furono dei dissidi dovuti a soldi e droga, e che il suo assassino era lui stesso bisessuale.

La sezione VI (Bards) contiene scritti di vario tipo, ad esempio sul sistema universitario americano, sull’American Psychiatric Association e sull’odio che la comunità LGBT riversa su tutti quelli che si schierano contro le sue battaglie. C’è anche un capitolo che dimostra come la maggioranza dei cittadini britannici fosse contraria ai matrimoni omosessuali e che il sondaggio secondo cui invece la maggioranza era a favore sia stato truccato.

Insomma, il libro contiene davvero un po’ di tutto ed è impossibile farne un riassunto. Quello che agli autori preme dire, comunque, è che al momento i figli di coppie omosessuali e, più in generale, i figli nati da maternità surrogata o con sperma di donatore anonimo sono ancora relativamente pochi e molti sono ancora piccoli. Un giorno, però, tra dieci o vent’anni, questi bambini, sacrificati sull’altare del nostro egoismo e della nostra superficialità, cresceranno e cominceranno a parlare, e per noi non sarà un bel giorno.

Enzo pennetta

Sorgente: “Vittime innocenti nella guerra per la famiglia egualitaria”

Comments

  1. Ottimo articolo! Bravi. Continuate così.

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