Una testimonianza

In questi giorni bui, mentre  vediamo quanto poco valore si dia alla vita umana, voglio raccontare una mia personale esperienza. Quando avevo 28 anni con un taglio cesareo misi al mondo due gemelle, dopo una gravidanza molto travagliata fatta di minacce di aborto, di immobilità, di ricoveri, di indebolimento e stress . Ero molto felice, provata ed esausta, ma felice. Desideravo molto essere madre. Gestivo un negozio e quindi molto presto ripresi a lavorare, certo non era facile, ma a 28 anni senti di poter spostare i monti. Dopo qualche tempo mi resi conto di mangiare molto zucchero, ne prendevo a cucchiai, e non capivo perché sentissi così bisogno di mangiarlo, e inoltre era sparito il mio ciclo mestruale. I medici mi fecero fare un test di gravidanza ma fu negativo, quindi mi fecero fare delle analisi del sangue e risultò una forte anemia, tanto che la mia farmacista mi disse che nemmeno in tempo di guerra la gente si riduceva così. Quindi il mio medico ogni giorno mi iniettava del ferro in vena. Grazie alle sue cure e a Dio mi sentii meglio. Passò altro tempo, mi saltò un ciclo ma non diedi peso alla cosa, pensai che forse era ancora anemia. Un giorno andai in una Chiesa per un funerale, mentre ero lì sentii come una voce che parlava nella mia mente, disse  -“lo chiamerai Emanuele Giovanni Mosè “-. Sinceramente non diedi molta importanza alla cosa, anche perché fino da piccola mi erano accadute cose particolari e quindi diciamo che  ero abituata a esperienze non comuni.  Continuai la mia vita senza fare test di gravidanza, ma dopo un po mia madre e mia zia mi spinsero a farlo e risultò positivo : ero incinta  !La presi male, piansi , solo al pensiero di ripassare tutto quello che avevo provato con la prima gravidanza mi sentivo morire. E poi dal cesareo non erano passati nemmeno due anni. Mio marito mi disse che era meglio se abortivo, e che anche suo padre gli aveva detto la stessa cosa. Io mi sentii terribilmente arrabbiata per queste parole,  perché qualcuno doveva decidere della vita di quel bambino certamente non programmato ma senza colpa? Fui dura, dissi a mio marito che lui e suo padre potevano andare sulla riva del Tevere e buttarsi di sotto con una bella pietra al collo e  che il bambino era mio e me lo tenevo. Come si permetteva mio marito di decidere con suo padre della vita di nostro figlio ? Poi andai dal mio ginecologo, mi disse che, conoscendo la mia situazione, si poteva fare un aborto e non se ne parlava più. Niente gravidanza difficile, niente stress, niente anemia, niente cesareo. . .E poi io ero portatrice di gemelli, potevano essere altri due. Allora gli chiedi di controllare con una ecografia, era un solo feto, quasi di tre mesi. E allora gli dissi :-  mi conosco bene, se abortissi morirei di rimorso per tutta la vita, se Dio me lo ha mandato sia fatta la sua volontà. Lo tengo “.- La gravidanza fu una passeggiata, assolutamente nessun problema, lavoravo, crescevo le gemelle e comprai una casa più grande facendo pure il trasloco. Durante i primi mesi una notte sognai mia nonna morta molti anni prima, le chiesi se lei, visto che era morta, sapeva se avrei avuto un maschio o una femmina, e lei mi rispose che avrei avuto un maschio. Non racconto tutto il sogno perché è molto lungo.  Quando feci la prima ecografia mi confermarono che aspettavo un maschio, ma io ne ero certa.  Mi incontrai con un amico sacerdote e gli raccontai della vicenda dei nomi, gli dissi che a me sarebbe piaciuto chiamarlo Gabriele, ma non sapevo cosa fare. Lui mi rispose che dovevo fare quello che sentivo. Intanto il tempo passava e dissi a mia madre che il bambino sarebbe nato il 12 settembre, giorno del Santissimo nome di Maria. Nessuno ci credeva. I primi di settembre andai a fare un controllo e venne anche mia madre, il ginecologo confermo’ che tutto andava bene e che siccome finivo il tempo dopo il 20 mi avrebbe ricoverata il 17 e il 18 mi avrebbe fatto il cesareo. Allora mia madre parti’ pensando di tornare in tempo per il lieto evento. La notte tra 11 e 12, a mezzanotte in punto iniziarono le doglie e mio figlio nacque il 12 settembre come avevo predetto, e  lo chiamai Emanuele Giovanni Mosè, non potevo non farlo.  E così questo bambino che il cielo mi aveva mandato e che molti volevano uccidere oggi è un meraviglioso giovane uomo. La storia di Charlie e di tutti i  bambini innocenti che sono sacrificati sugli altari di uomini che sentono di avere il  diritto di vita e di morte gridano con le loro voci bambine verso il cielo è Dio non può non ascoltare. Io ho scelto di essere portatrice di vita.  Dio benedica tutti.
Xandra di Sion.