Tra i doveri…

Tra i doveri che si hanno verso un figlio ci sono il latte, la tenerezza, un cambio di pannolino frequente.
Un’altra cosa gentile sarebbe non fare violenze al bambino.
Le violenze possibili sono due:
La mancanza di amore
La mancanza di identità e dell’educazione necessario per realizzare l’identità.
Una volta assicurati amore e identità se al momento buono ci scappa una sculacciata, tranquilli, non succede niente.
Per l’essere umano la mancanza di identità, di senso del sé , è un dolore insopportabile, è la situazione spesso descritta con un italiano un po’ di plastica, come mancanza di autostima.
Una persona giovane non è in grado, non può esserlo, di crearsi un’identità da sola. Deve essere uno dei doni di suo padre e sua madre. Un’identità forte. È un dovere dei genitori, e se questo non viene fatto le educazioni falliscono. Tutto qui. L’amore non basta. Il ragazzo che è stato amato, protetto, sorretto, senza nessuna causa identificabile, a un certo punto può ,normalmente, cominciare il normale processo di autodistruzione, cannabis , alcool, uscire tutte le sere o tutte le notti , sessualità sperperata e spericolata e soprattutto, il peggio: la perdita di progettualità, progettualità di vita, non solo di lavoro.
Il dovere del genitori è di fornire un’identità di cui il bambino possa essere fiero, un’appartenenza.
Se quest’appartenenza non viene fornita il ragazzo non riesce ad avere una progettualità. Il diventare adulto è rimandato sine die.
In tutte le società umane la sessualità è una caratteristica adulta, cui si accede solo dopo essere diventati adulti. Il passaggio all’età adulta è segnato da un rito di passaggio, dall’ingresso nel modo del lavoro. L’accesso alla sessualità in età preadulta è il non senso che leva la potenza della progettualità, Il ragazzo progetta di diventare uomo per poter accedere alla sessualità, sul progetto investe tutte le sue energie. La sessualità non un gioco, non è un giocattolo, non serve per divertirsi e provare piacere. È e deve essere il più alto dei sistemi innati di relazione interpersonale con la motivazione di creare una relazione tra due creature, una relazione talmente profonda e talmente alta che può nascere una nuova creatura umana, una creature con occhi, mani un cervello, una vera persona che prima che quell’uomo e quella donna si amassero non esisteva in nessun punto dell’universo.
E la sessualità è concessa anche ai ragazzini, come un giocattolo , come una caramella, come capita, con chi capita, basta che metti il preservativo, banalizzata , stupidizzata, è il primo punto che blocca il passaggio all’età adulta. Per questa sessualità che non vale niente, del tutto identica e sovrapponibile al mangiare e vomitare della persona bulimica, è stato creato l’orrido e perfetto neologismo ”fare sesso”. Ci assicurano le appassionate del peso che brucia anche calorie.
Evvai.
Silvana De Mari sul blog di Gilberto Gobbi

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