Questo è il tempo dei ribelli

Questo è il tempo dei ribelli
Il tempo dei grandi intellettuali, quelli dei piani alti, è finito.
È ora che qualcuno lo dica: non servono.
Fanno più male che bene.
Dove sono finiti? Ci sono mai stati, davvero?
Stanno lì, ingessati alle loro poltrone, a fare conferenze su Plotino.
Mentre il mondo butta la verità nel cesso e riduce tutti in schiavitù.
In una schiavitù terribile, perché mascherata da libertà.
È ora di dirlo.
Gli intellettuali non servono.
Hanno paura.
Trasmettono paura.
Una paura infondata: perché i ribelli vinceranno, e il seme sarà conservato.
Questo è il tempo dei ribelli.
Di quelli che amano.
E siccome amano, paura non ne hanno.
Questa è l’epoca delle madri spettinate.
Truccate a metà, con la camicetta bagnata di latte. Che esce dalle tette, mentre vanno a lavorare in ritardo.
Questa è l’epoca dei padri. Dei muratori, che tornano a casa sfatti eppure si prendono in braccio i tre figli scatenati.
E glielo fanno sentire, com’è il braccio di un papà-muratore.
Questa è l’epoca delle ragazze innamorate. Quelle che non rispondono con un autoscatto al cesso, ma sanno tendere l’anima del pretendente fino all’impossibile. Perché se si parla di amore, solo di un’anima ben fatta, ben dura, ci si può fidare.
Questo è il tempo dei ribelli.
Di quelli che hanno il coraggio di stare soli, di essere derisi, sbeffeggiati, perfino umiliati, pur di non cedere.
Perché sanno che una volta ceduto non saranno più niente: un uomo senza palle non fa paura, nemmeno se sono tanti. Troppi. Tutti.
Questa è l’epoca dei ribelli.
Dei nonni, della dolcezza con cui raccontano tutta la verità possibile, anche la più dura. Di com’era, quando i giovani erano loro. E quindi di come sarà, quando grandi saranno i nipoti.
Questa è l’epoca della famiglia.
Questa è l’epoca della famiglia ribelle: dove niente si butta, tutto si aggiusta, e perfino le cose rotte, riparate, diventano più belle. Cuori e anime comprese.
Questa è l’epoca dei ribelli: di quel bel marmocchio che l’ha capito, cos’è la Comunione. Lui lo sa, che il mondo andrà avanti per questo. Non per altro. Per questo si confessa.
Questa è l’epoca dei ribelli: della vecchietta rimbambita che se ne sta sempre lì, col Rosario in mano, unico respiro in una Chiesa abbandonata.
Cos’ avrà da pregare, poi.
Ma anche questo, solo un ribelle lo sa.

Alessandro Benigni

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