televisione

La televisione ebbe un impatto enorme e insospettato sulla psiche. Il cinema era fuori casa. Bisognava, mettersi le scarpe buone, uscire, raggiungere un determinato posto, pagare un biglietto. La televisione era dentro casa. Per il dentro non si fabbricano anticorpi. La sua voce risuonava nello stesso salotto dove ci si sentiva al sicuro. La televisione era dentro la tana.
La televisione sceglie cosa trasmettere e cosa no. Questo è già un enorme alterazione del reale e difficilmente viene percepita. La televisione, sta raccontano la verità? O, meglio, sta dando un quadro corretto della realtà? Anche nel caso che ogni cosa raccontata sia successa esattamente come raccontata, il risultato è falso. Immaginate di avere sul vostro tavolo ventimila matite azzurre, di tutti i possibili colori, sfumature e un’unica matita rossa, l’azzurro occupa più spazio del rosso vero? E ora immaginatevi leggere, guardare, ascoltare solamente persone che parlano del rosso, l’azzurro non viene mai nominato, l’azzurro esce dalla vostra mente. La realtà è la realtà com’è nella nostra mente, se nella mia mente mi parlano solo dell’unico uomo che ha fatto rapina e non mi parlano dei milioni di uomini che la rapina non l’hanno fatta, nella mia mente si creerà l’idea falsa che tutti gli uomini siano fondamentalmente dei rapinatori o di vivere in mezzo alle rapine. I media ci parlano dell’unica donna uccisa in mare su centinaia di migliaia di fidanzate e spose. Dovrebbe essere dedicato lo stesso spazio a ogni fidanzata o sposa che si è goduta la giornata per avere una rappresentazione corretta della realtà. I media ci parlano solo di violenza, perché la violenza è l’eccezione, il rosso è l’eccezione, ventimila matite erano blu, ma la mia mente dà alle cose un peso esattamente proporzionale allo spazio che hanno occupato nella comunicazione. I telegiornali hanno generato un depressione e uno sconforto più gravi che durante la peste nera e la seconda guerra mondiale. In Etiopia nell’86, con una dittatura comunista che aveva sterminato un milione di contadini con la fame, e una guerra in corso con l’Eritrea, la gente era mediamente molto più serena e sorridente che in Europa. La televisione inoltre mostra nel salotto di casa cose distanti su cui non possiamo intervenire. Il cervello emotivo dà per scontato che se lo vedo è nel mio raggio d’azione. Noi vediamo in tempo reale le vittime del terremoto, e non ci alziamo dalla poltrona per soccorrerle. Questo crea nella nostra mente una falsa idea di impotenza e nel bambini una falsa idea di cinismo : papà e mamma guardano e non fanno nulla. Quando guardiamo scene terribili con nostri figli, ricordiamoci di specificare che
1: solo una piccola parte dell’umanità è coinvolta
2: i soccorso stanno già arrivando perché con le tasse di tutti, inclusi papà e mamma, si pagano la croce rossa internazionale e altri.
Una delle cause di aumento di ansia e fobia nei giovanissimi è il martellamento di scene orrende direttamente nel salotto di casa. L’impatto del film dell’orrore è moltiplicato nel salotto di casa.
L’altra soluzione è prendere la presa con due dita e tirare te centimetri indietro.