Sul caso Media World e le associazioni LGBT

Sul caso Media World e le associazioni LGBT

Riassunto del nuovo caso Media World.

La società Media World, nota catena di distribuzione di elettronica consumer, decide un’operazione di marketing, un’offerta divertente, una corsa di 100 secondi , ma deve essere fatta in coppia, un maschio e una femmina.

In quei 100 secondi si può arraffare tecnologia gratis e le donne sono un po’ più lente e portano meno roba. Non è una battuta misogina. Giuro che è vero.

Guardate le Olimpiadi. I maschi corrono più veloci, sollevano pesi più grossi. Ci sono eccezioni, certo, ma sulla statistica, sui grandi numeri, il fatto che i maschi siano più veloci e portino più pesi può essere affermato senza denunce per diffamazione.

Le associazioni gay hanno protestato per la promozione Media World.

E il caso diventa nazionale. Ne parlano tutte le radio e i giornali. Quando le associazioni gay protestano, il mondo si ferma per ascoltare.

A questo punto la nota catena di elettronica Media World aveva due possibilità.

Possibilità 1 (Risposta giusta).

Media World poteva dire la verità: non ci è proprio venuto in mente.
Non ci è proprio venuto in mente, perché noi siamo esseri umani e gli esseri umani hanno una storia.
E hanno diritto alla loro storia.
Nella nostra storia l’amore è quello tra un uomo e una donna, tra una donna e un uomo: è così nella nostra letteratura, è così nella nostra religione, è così nella nostra vita, siamo tutti nati da un uomo e una donna. Quindi la nostra promozione resta così come l’abbiamo fatta, un uomo e una donna.
Anche perché altrimenti sarebbe troppo facile, due amici, due amiche sono coppie più facili e più frequenti che un uomo e una donna.
La promozione non si modifica. Resta come noi la abbiamo voluta.

Se ne siete scontenti ce ne dispiace, vi ricordiamo che siete nati da un uomo e una donna, perciò considerate le figure di uomo e di donna della nostra promozione come un omaggio alla vostra coppia genitoriale, al vostro papà e alla vostra mamma.

Se neanche questo vi rende contenti , allora pazienza, diserterete i nostri store, ce ne dispiace, ma ce ne faremo una ragione.

Possibilità 2 (Risposta sbagliata).

Scusate tanto, ci dispiace tanto.

Mai chiedere scusa agli lgbt. Non esiste livello di costrizione che possa bastare.
E soprattutto il perdono non è gratuito.
Il perdono non è mai gratuito: Una volta avuto il marchio di omofobia, la riconquista dell’innocenza costa lacrime e sangue. E soldi.
Cari amici di Media World, ma veramente volete campare così? Veramente volete vivere con gli occhi bassi e il cappello in mano davanti agli lgbt a farvi dire cosa dovete fare e cosa dovete dire? Non avete ancora gli attributi abbastanza frantumati?
Noi abbiamo deciso che ci riprendiamo la libertà di parola. Teniamo anche corsi gratuiti: come diventare un leone in quattro lezioni.

Amici di Media World, alzatevi in piedi e rivendicate la vostra storia. Un uomo e una donna che corrono per 100 secondi. Un uomo e una donna, come il vostro papà e la vostra mamma.

Come il papà e la mamma di ognuno di noi.

Per 100 secondi e per la vita.

Silvana De Mari

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