storia di Israele.

Rifiuto della storia.
Nessun paese arabo ha mai sviluppato una ricerca storiografica. Non esistono le facoltà universitarie per farle, non esiste il metodo. Esattamente come non esiste ricerca scientifica: la storiografia in effetti è una scienza. Unica eccezione è un impegno nella ricerca tecnologica di tipo militare ( atomica pakistana, atomica iraniana) di seconda mano, però, su tecnologia straniera, in genere sovietica i russa o cinese.
Vi è in compenso una larghissima diffusione di una metastoria, un’interpretazione fantastica e completamente falsa di quello che è successo ad uso dell’ideologia religiosa e nazionale e questa fantastica metastoria sta invadendo sempre di più, i media ma anche i testi occidentali nelle scuole.
Una lettura deformata dei fatti porta all’accusa dello Stato sionista “creato” da potenze occidentali e USA per levarsi gli ebrei di torno e per i sensi di colpa della Shoà. All’Europa e agli Stati Uniti mai è venuto in mente di muovere un dito per gli ebrei. Gli USA hanno osteggiato la nascita dello stato di Israele. La potentissimo lobby dei petroliferi statunitensi è sempre stata violentemente anti israeliana: per evitare di inimicarsi con conseguente aumento del greggio i grandi produttori di petrolio. Gli Usa non hanno nemmeno riconosciuto Israele alla sua nascita. La lobby del petrolio impedì a Troumann di farlo. Solo un vecchio Churchill senza più potere, che pure anche lui per antisemitismo si era fatto sentire, ormai senza alcun potere parlò per l’esistenza dello stato di Israele.
La nascita di Israele non fu dovuto alla “ benevolenza” nei suoi confronti degli stati europei per compensare la Shoa: la benevolenza degli stati europei era zero e della shoa non fregava niente a nessuno, De Gaulle non voleva nemmeno sentirne parlare. Non fregava niente a nessuno dal punto di vista politico, non fregava niente a nessuno dal punto di vista intellettuale: “Se Questo è un uomo “ fu rifiutato dalla Einaudi esattamente come libri analoghi furono rifiutati da altri editori. Fu solo negli anni 50 e 60, quando l’URSS dovette spostare l’attenzione dai suoi gulag, che si scoprì la Shoa. Piangere la Shoa, tanto non era un problema, ormai erano morti, permetteva inoltre di aggredire Israele, che invece proteggeva ebrei vivi, evitando l’accusa di antisemitismo. La Shoa inoltre permise e permette di separare ebrei perbene, quelli in coda davanti alle camere a gas con i loro bambini, che ci hanno dato la possibilità di fare vtanti bei film, ed ebrei catiivi, quelli che i loro figli li divendono mitragliate. Inoltre questa fantastica metastoria trasforma Israele in uno stato coloniale, una stato quindi formato da una madrepatria occidentale che sposta i suoi cittadini su un luogo non occidentale.
La nascita di Israele fu il premio per essersi schierata di fianco agli alleati: La Dalmazia, che era italiana fu data alla Yugoslavia perché aveva combattuto di fianco agli alleati e fu tolta all’Italia che era stata una potenza dell’asse. La città dove è nato Kant non è più un pezzo della Germania perché sempre, diritto internazionale, che combatte dalla parte sbagliata perde il territorio. Israele non è stato “regalato” dalle potenze europee, ma conquistato dal valore della brigata ebraica, 60000 uomini su una popolazione di mezzo milione di abitanti, un israeliano su 10, calcolando anche donne, vecchi e bambini , un israeliano su tre calcolando solo gli uomini validi, ha combattuto contro il nazifascismo. I palestinesi hanno combattuto con il nazifascismo, titolari anche con i bosniaci di una divisione ss, la tredicesima.
È stato un patto rispettato. Israele l’hanno conquistata gli israeliani con il sangue della brigata ebraica.
La tragedia è che a quel punto su inventato il popolo palestinese, e l’invenzione del popolo palestinese è verbalizzata in questo senso anche dai capi di Fatah e Hamas: noi siamo in tutto e per tutto arabi, non appena Israele sarà distrutto torneremo a fonderci con la grande nazione araba.
Se gli Italiani avessero rifiutato di accogliere i profughi dalmati, ( sono stati riassorbiti nel giro di una decina di anni) e li avesse rinchiusi in campi profughi al confine di Trieste, ci sarebbe una questione dalmata.
La tesi di Israele stato coloniale fatto dall’Europa e dagli USA ( usa che nemmeno riconobbero lo stato ebraico alla sua nascita) è la fantastica geopolitica su cui sono fondati i deliri di Ahmadinejad e Al Quaida
Adesso vorrei parlare di come si sono formate le colonie, perchè c’è un’occupazione israeliana. Come si può far cessare.

Siamo venuti a finire il lavoro.
Ex ufficiali delle SS, istruttori dell’esercito Egiziano, !967 ( Guerra dei sei giorni)

Noi vi sgozzeremo tutti, sgozzeremo i feti nelle madri.
Yassir Arafat ( Algeri 1985).

La guerra dei sei giorni è scoppiata a giugno del 1967.
Avevo 14 anni. Abitavamo a Fossano.
Io e mio padre ascoltavamo la radio insieme, tutti i giorni, alle sette del mattino, seduti al tavolo della cucina. Avevo ancora un quarto d’ora, prima della scuola. In effetti era lui che sentiva la radio. Io bevevo il mio caffellatte e pensavo agli affari miei. La radio parlava di crisi di governo, poi c’era un nuovo governo, poi un’altra crisi di governo, poi un altro governo.
Mio padre ascoltava quella noia infinita, qualche volta bofonchiava qualcosa, io bevevo il caffellatte e pensavo agli affari miei, sperando che la lagna finisse e si potesse sentire qualcosa di bello, un po’ di musica, forse dopo la lagna, avrebbero trasmesso i Beatles.
Un giorno, era il 1967, mio padre mi prese per un braccio e mi disse
«Ascolta!» Era livido.
Io ascoltai. Egitto, Giordania, Siaria, Irak. Quattro nazioni tutte insieme stavano per attaccare lo Stato di Israele. Non era un guerra di conquista. Sarebbe stata una guerra di sterminio.
Ascoltai, giorno dopo giorno, mattina dopo mattina. E quando non ascoltavamo la radio mio padre mi faceva leggere, sui giornali, le interviste degli ex ufficiali delle SS che addestravano l’esercito egiziano
«Siamo venuti a finire il lavoro». Spiegavano sereni. C’erano le vignette pubblicate sui giornali egiziani: pile di crani con incise sulla fronte la stellina di Davide. Li ammazzeremo tutti. Nelle strade del Cairo c’erano impiccagioni e roghi simbolici di fantocci con la stella di Davide al collo, in mezzo a folle festanti, ubriache di odio. In un luogo chiamato Siria, viveva e parlava indisturbato quello che era stato il braccio destro di Aichmann: la Siria ha sempre negato l’estradizione asserendo che “uccidere Ebrei non può essere considerato un crimine”
Lo stato di Israele era uno stato neonato poco più che miserabile, sicuramente disorganizzato. Si stava formando dall’aggregazione dei transfughi delle più disparate persecuzioni europee ed Islamiche. Un terzo dei suoi abitanti, e quindi un terzo dei soldati, non parlava una parola né di ebraico né di inglese, cioè non era in grado di capire gli ordini. Nel ’67 lo Stato di Israele non era ancora riuscito a risolvere completamente il problema di come consegnare la posta. Il suo esercito arruolava anche le donne, per poter arrivare a un numero di soldati sufficiente alla difesa. La sua aviazione disponeva in totale di 210 aerei, contro il migliaio dei quattro stati aggressori.
Vi distruggeremo, strillava lieta la radio egiziana, violenteremo le vostre donne sotto i vostri stessi occhi e vi distruggeremo. Noi vi ammazzeremo tutti.
La proporzione del numero di armate tra arabi e Israeliani era quattro a uno. Qualsiasi libro di strategia militare vi spiegherà che quando la sproporzione è superiore al 150%, la disfatta dei meno numerosi è un dato certo.
Gli Egiziani avevano gli enormi Tank sovietici, nuovi, T54 e T55, ciclopici, invincibili, dotati di cannoni enormi con una gittata doppia dei vecchi Sherman. Gli Israeliani avevano solo i vecchi Shermann, i carri armati della seconda guerra mondiale. Avevano proprio gli stessi, quelli che avevano già combattuto la seconda guerra mondiale in Medio Oriente e in Europa, svenduti dall’esercito statunitense, per evitare i costi enormi del riportarli in patria.
La scuola finì.
Aspettavamo da un momento all’altro la notizia della distruzione dello stato di Israele.
Arrivò una notizia contraria. Il minuscolo esercito aveva sbaragliati i giganti. In sei giorni arrivò fino a Suez. A Suez si fermarono perché li bloccò l’Onu, altrimenti sarebbero arrivati al Cairo.
La battuta circolò che gli Egiziani si erano fatti addestrare dai tedeschi, tizi che di guerre ne avevano perse due in vent’anni.
Volete sapere come vinsero?
Gli egiziani, tutti i quattro stati arabi, facevano parate. Non si erano addestrati. Forti della propria straordinaria superiorità numerica, avevano dato per scontato che sarebbe stata una passeggiata.
Gli israeliani non fecero parate, ma si addestrarono. Gli israeliani erano tizi appena reduci dal più spaventoso genocidio della storia ed erano tizi cui stavano minacciando un altro genocidio.
Questo concetto è chiaro?
Egitto, Siria Giordania, Palestinesi, Gaza, Hamas, chi accidenti sono, possono essere sconfitti. Possono essere sconfitti innumerevoli volte.
Israele non può essere sconfitta, mai. Israele ha due opzioni: vittoria, distruzione.
Se perdono non esistono più
Chi parla del conflitto arabo israeliani ignorando questo realtà è un idiota o un cialtrone.
Gli israeliani scoprirono che un soldato che beve un litro di acqua ogni ora può marciare nel deserto senza crollare. I fanti erano seguiti da jeep cariche di acqua. La disidratazione uccise migliaia di soldati egiziani. Le jeep non si impantanavano nel deserto se avevano le gomme mezze sgonfie: un’informazione banale che fece la differenza. I piloti israeliani batterono il Sinai facendo migliaia di foto. Furono studiate e ci si rese conto di quali erano i punti dove si sprofondava nella sabbia e quali quelli che tenevano. Il Sinai era parte dell’Egitto, ma l’Egitto non lo aveva studiato. Non ne aveva mappe. I fetentissimi Shermann erano scacazzini paragonati ai bestioni sovietici, però gli Israeliani li smontarono e rimontarono cingoli da sabbia, mentre i bestioni sovietici montavano cingoli normali.
Dopo aver rimontato gli Shermann gli Israeliani li smontarono, poi li rimontarono. Smonta il carro armato, rimonta il carro armato. Da capo. Smonta il carro armato, rimonta il carro armato. Ogni equipaggio era in grado di smontare e rimontare interamente il proprio Shermann. Questo voleva dire che i carristi utilizzavano i carri armati colpiti per smontarli e ricuperare i pezzi funzionanti. Di sei carri colpiti se ne ricavavano tre funzionanti. Come scoprì l’esercito egiziano, i dannati Shermann non si fermavano mai. La tecnologia sovietica era estranea agli Egiziani. Un carro armato colpito era perso per sempre. Nessuno era in grado di riparare nulla.
Gli aeroplani israeliani erano solo 210, meno di un quarto di quelli avversari. I piloti impararono a volare a 20 metri di altezza, sotto la vista dei radar. Era terribile, bastava un istante di distrazione e ci si schiantava al suolo e il guaio non era solo che si moriva, ma che si distruggeva l’aereo. Quando l’aereo tornava alla base i meccanici lo mettevano a posto a tempo di record come i meccanici della formula 1.
Quando un popolo o è minacciato di essere cancellato dalla faccia della terra, si dà da fare.
L’aviazione israeliana distrusse l’aviazione nemica a terra, prima che si alzassero. I carri armati egiziani si impantanarono. La fanteria restò da sola e fu annientata dalla disidratazione. Più che una guerra dei 6 giorni, fu una disfatta dei sei giorni.
Per rappresaglia per la sconfitta tutti i paesi arabi espulsero le proprie minorante di religione ebraica. Un milione di profughi. Molti dei quali andarono a aumentare la pressione sui palestinesi, quindi il provvedimento oltre che ingiusto, fu anche una scortesia, per usare un’espressione salottiera, nei confronti dei palestinesi.
Tra alterne vicende e fortune si arrivò al 1973. Avevo venti anni e finalmente avevo passato anatomia. Le prime due volte mi avevano stangato, alla terza volta lo passai. Era ottobre e fu allora che ci fu la guerra del Kippur.
Dopo la straordinaria vittoria della guerra dei 6 giorni, Israele fece l’errore massimo. Sottovalutò il nemico. Si crogiolò nel senso della sicurezza. Non si accorse che, questa volta senza parate, silenziosi, nascosti, il nemico, si stava riarmando. E attaccò di sorpresa. Era la festa do Hom Kippur, la festa più importante della religione ebraica. La gente era in sinagoga a pregare.
Israele fu spezzata in due. Lo stato di Israele è costituito da una parte più panciuta a nord, una più panciuta a sud e una striscia di terra che le unisce. In quel punto Israele ha solo 60 chilometri di larghezza. Una situazione difficile per uno stato normale, uno stato cioè circondato da paesi confinante che ne riconoscono l’esistenza. Per uno stato circondato da nemici mortali, è una situazione pericolosa perché in quel punto Israele può essere spezzata. Durante la guerra del Kippur Israele fu spezzata in due.
Vide la morte in faccia. Fortunatamente l’esercito riuscì a mobilitatasi. Ariel Sharon ribaltò la situazione. Ma quello che non doveva succedere era successo. Su erano fatti prendere di sorpresa.
Avrebbe potuto succedere di nuovo.
Israele decise che avrebbe restituito la terra in cambio della pace.
L’Egitto riconobbe il diritto all’esistenza di Israele. Fu immediatamente restituito il Sinai e insieme al Sinai anche gli alberghi di Urgada e Sharm appena costruiti: furono gli Israeliani a intuire il potenziale turistico del Sinai e che cominciarono a sfruttarlo.
I palestinesi non ne vollero sapere. Israele era il piccolo satana. Distruggerlo era l’unica ragione della loro vita. Visto che nessuno riconosceva il diritto all’esistenza di Israele, Israele cominciò a mandare coloni.
Il messaggio è: più tardi riconoscerete il nostro diritto all’esistenza, più complicato sarà. Oltre che un ricatto le colonie hanno altre due funzioni.
Sono organizzazioni agricole straordinarie, dal punto di visto agricolo sono un gioiello. Quelle in Cisgiordania sono circa 120.000 posti di lavoro per i Palestinesi. Hanno anche una piccola università, con le facoltà principali, che è l’unica università dove i ragazzi palestinesi possono andare a studiare seriamente materie scientifiche e dove studenti israeliani e palestinesi siedano sugli stessi banchi.
Sono nei punti da cui si potrebbe bombardare Israele.
Hamas può bombardare Israele perché i coloni sono stati richiamati. Il primo passo della Road map. Israele ha sradicato i suoi coloni da Gaza come segno di pace, Poi, era il secondo punto della Road Maps li avrebbe tolti anche dalla Cisgiordania. Ma Gaza ha messo migliaia di rampe di missili qassam dove prima c’erano le colonie e ha scatenato l’inferno, un inferno cui Israele ha dovuto rispondere e civili di Gaza sono morti. Perché il mondo pretende che Israele ripeta l’errore con la Cisgiordania? Perché il mondo non usa la sua influenza per chiedere, per pretendere che Cisgiordania e Gaza riconoscano Israele?.
Non appena Gaza si calma, ma solo dopo che Gaza si calma, verranno ritirati anche dalla Cisgiordania. È la Road Map. È già tutto stabilito.
È sufficiente che Hamas riconosca Israele, Che Abu Mazen riconosca il diritto di esistere di Israele, che la piantino di minacciare, distruggere, e i carri armati si fermano e se ne vanno.
I bambini di Gaza continuano a morire per la follia dei loro padri.
La guerra finirà quando i palestinesi ameranno i loro figlio più di quanto odiano noi.
( Golda Mayer)