sottoscrivo un articolo non mio

La visita non proprio amichevole di Papa Francesco 

L’Età dell’Oro delle relazioni cattolico-ebraiche sembra essere giunta a termine durante la visita di Francesco alla Terra Promessa questa settimana. 

di Caroline B. Glick* 

Il Primo Ministro Binyamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Avigdor Liberman hanno ragione a biasimare l’incitazione anti Israele rampante e crescente in Europa per l’attacco assassino di Sabato scorso al Museo Ebraico di Buxelles e per l’assalto e pestaggio a due fratelli Ebrei fuori dalla loro sinagoga in un sobborgo parigino piò tardi nella stessa giornata. 

L’incitazione contro Israele è onnipresente in Europa e appare in circoli sempre crescenti nel mondo occidentale in genere. 

Fino a questa settimana la Chiesa Cattolica era stata fuori dalla campagna di disumanizzazione degli Ebrei e di calunnia verso lo Stato Ebraico. 

Papa Benedetto XVI era percepito come un amico d’Israele, nonostante la sua appartenenza giovanile alle Hitlerjugend, la Gioventù Hitlerana. La sua opposizione al rifiuto islamico della ragione, eloquentemente espressa nel suo discorso all’Università di Ratisbona nel 2006, lo posizionava come un campione religioso della razionalità, della responsabilità individuale e della legge – fra i principali contributi dell’Ebraismo all’umanità. 

Il suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II, era meno incline a confrontare la violenza islamica. Tuttavia, la sua opposizione al comunismo gli faceva rispettare Israele come l’avamposto della libertà nel Medio Oriente. La visita di Giovanni Paolo II in Israele nel 2000 fu in vari modi un gesto storico di amicizia per gli Ebrei d’Israele. 

Benedetto XVI e Giovanni Paolo II furono espliciti difensori del Concilio Vaticano II e mantennero la fedeltà dottrinale alla denuncia e rifiuto da parte della Chiesa dell’anti Giudaismo, il che comprendeva la negazione dell’accusa di deicidio e la denuncia della teologia della sostituzione [degli Ebrei come Popolo di D-io, ndt]. 

Purtroppo, l’Età d’Oro delle relazioni cattolico ebraiche sembra essere giunta a termine durante la visita di Francesco alla Terra Promessa questa settimana. 

In una delle sue asserzioni piò blande durante la visita papale, Netanyahu ha detto che Gesù parlava in Ebraico. Non c’era nulla d’incorretto nell’affermazione di Netanyahu. Gesù era dopo tutto un Ebreo d’Israele. 

Ma Francesco non poté accettare quella verità e indelicatamente interruppe il proprio ospite dicendo "Aramaico". 

Netanyahu era probabilmente sconvolto. Vero, all’epoca gli Ebrei istruiti parlavano e scrivevano in Aramaico e Gesù era istruito. Ma la lingua del popolo era l’Ebraico e Gesù predicava al popolo, in Ebraico. Netanyahu allora [gli] rispose; "Parlava Aramaico, ma sapeva l’Ebraico." 

Reuters nel suo comunicato sull’incidente ha cercato di dare una spiegazione alla maleducazione e revisionismo storico del papa, scrivendo: "Il discorso moderno su Gesù è complicato e spesso politico". L’agenzia continuava con la delicata menzione "i palestinesi a volte descrivono Gesù come palestinese. Gli Israeliani a ciò obiettano". 

Gli Israeliani "a ciò obiettano" perché è una menzogna. 

I palestinesi – coi loro supporter islamici e occidentali – de-ebraizzano Gesù e lo proclamano palestinese per calunniare gli Ebrei con libelli di sangue e criminalizzare lo Stato Ebraico. Sembrerebbe che sia il compito del Vescovo di Roma mettere le cose in chiaro. Al contrario, la mancanza di cortesia di Francesco indica come minimo che non pensa che il fatto che Gesù fosse Ebreo sia da menzionare in pubblico in una visita diplomatica. 

Il comportamento di Francesco durante l’incontro pubblico con Netanyahu potrebbe essere messo da parte come "Tanto Rumor per Nulla" se non fosse avvenuto il giorno dopo il suo pubblico abbraccio a una delle peggiori calunnie anti ebraiche dei nostri tempi e la sua apparente adozione della teologia della sostituzione durante la sua omelia a Betlemme. 

Considerate innanzitutto il comportamento di Francesco alla barriera di sicurezza. 

C’è gente ragionevole che è in disaccordo sul contributo della barriera alla sicurezza degli Israeliani. Ma nessuno in buona fede può dubitare che sia stata costruita per proteggere gli Israeliani dai terroristi assassini palestinesi. Francesco doveva saperlo. La decisione di Francesco di intrattenere un evento fotografico-mediatico alla barriera di sicurezza è stato un atto di ostilità estrema contro Israele e il Popolo Ebraico. 

Come ex Cardinale di Buenos Aires, Francesco dovrebbe aver sentito parlare del massacro del Novembre 2002 al Kibbutz Metzer. Metzer fu fondato da comunisti argentini negli anni ’50. Metzer è a 500 metri dentro linee di cessate il fuoco del 1949 [dal lato israeliano – ndt], il che lo ha reso ovvio beneficiario della barriera di sicurezza. Ma, fedele alle loro radici estremiste, nel 2002 dei membri del kibbutz fecero una pubblica campagna di condanna del percorso pianificato per la barriera di sicurezza. Temevano che avrebbe, per usare le parole del membro del Kibbutz Metzer Danny Dovrat, "incendiare ostilità e creare problemi" coi vicini palestinesi del kibbutz. 

Grazie a tale preoccupazione, nella notte del 10 Novembre 2002, un terrorista dell’organizzazione terrorista "moderata" Fatah, sostenuta dagli U.S.A. e dalla U.E., non trovò alcun ostacolo fisico quando entrò nel kibbutz [per commettere un massacro – ndt]. Una volta giunto nel kibbutz, assassinò due persone strada e poi entrò in casa di Revital Ohayon e assassinò Revital e i suoi due figli, Matan di 5 anni e Noam di 4. 

Fatah glorificò l’attacco sul proprio sito internet e giurò di condurre altri assalti contro "i coloni sionisti", promettendo di "continuare ad avere [anche] i bambini come obbiettivi". 

Gli fosse veramente importato di sostenere la causa della pace e della non violenza che dice di sostenere, Francesco avrebbe potuto evitare di sostare alla barriera di sicurezza, riconoscendo che fermandovisi avrebbe insultato la memoria degli Ohayon e delle centinaia di famiglie ebree israeliane che sono state distrutte dalla sete di sangue dei palestinesi e dalla loro depravazione antisemita. 

Al contrario, Francesco, è uscito "spontaneamente" dalla sua papamobile, s’è incamminato verso una sezione della barriera e l’ha toccata e baciata con reverenza, come se fosse il Muro Occidentale (Muro del Pianto). 

I graffiti di quella sezione della barriera di fronte ai quali si è fermato Francesco, hanno rinforzato la sua posizione antisemita. Uno degli slogan faceva appello ad abbracciare a campagna di Disinvestimenti, Boicottaggio e Sanzioni [contro Israele]. 

Sebbene le conseguenze economiche della campagna di guerra economica contro Israele siano irrisorie, lo scopo del BDS non è economico. Lo scopo del movimento è di disumanizzare Israele e mettere da parte per ostracismo sociale chiunque rifiuti di abbracciare le calunnie antiebraiche che gli Ebrei non avrebbero alcun diritto all’autodeterminazione e sovranità e sarebbero moralmente inferiori a qualsiasi altro gruppo etnico, nazionale e religioso al mondo. 

E questo è niente se lo paragoniamo all’altro slogan scritto sulla barriera. Quello paragona i palestinesi di Betlemme agli Ebrei del Ghetto di Varsavia. In altre parole, nega la Shoah. 

Mettendosi sull’attenti proprio lí e baciando la barriera con il suo slogan negazionista, Francesco ha dato l’imprimatur Vaticano al negazionismo della Shoah. 

E quello non fu che l’inizio. 

Papa Francesco ha [poi] incontrato il capo di Fatah Mahmoud Abbas nel suo palazzo presidenziale di Betlemme. Quando Israele trasferí il controllo del luogo di nascita di Gesù al predecessore di Abbas Yasser Arafat nel 1996, Arafat s’impadroní il monastero greco ortodosso accanto alla Chiesa della Natività e lo fece diventare la propria residenza ufficiale, poi passata ad Abbas. 

In piedi di fianco ad Abbas, su proprietà sequestrata alla chiesa, il papa ha chiamato Abbas "uomo di pace". 

Abbas gli ha restituito il favore chiedendo che Israele rilasci tutti i terroristi palestinesi dalla prigioni israeliane. E il papa – che interruppe poi Netanyahu quando quest’ultimo disse una verità storica – non aprí bocca. 

Durante la messa alla Chiesa della Natività, Domenica, Papa Francesco ha pregato con il Patriarca Latino Fouad Twal [massima autorità cattolica locale – ndt]. Nel suo sermone, Twal ha accusato gli israeliani di essere la versione corrente degli assassini di Cristo, riferendosi ai palestinesi come "camminanti sui passi del bambino divino", e equiparando gli Israeliani a Erode. 

Per citare le sue parole: "Non abbiamo ancora finito gli Erdi del presente, che hanno paura della pace più che della guerra… e sono pronti a continuare gli assassinii". 

Anziché condannare tali asserzioni, Francesco vi ha fatto eco. 

"Chi siamo noi, che siamo noi davanti al Bambino Gesù ? Chi siamo noi, davanti ai bambini di oggi?" ha chiesto il papa… 

"Siamo noi come Maria e Giuseppe, che hanno dato il benvenuto a Gesù e ne hanno preso cura con l’amore di una padre e di una madre? O siamo come Erode, che lo voleva eliminare?" 

Durante la sua visita di lunedí a Gerusalemme, Francesco ha baciato il mufti palestinese di Gerusalemme, lo Sceicco Mohammed Hussein. Abbandonando il suo discorso scritto secondo il quale il papa avrebbe dovuto chiamare il mufti e i suoi associati "cari amici", Francesco li ha chiamati "cari fratelli". 

Hussein è stato condannato dagli USA e dall’U.E. per aver fatto appello allo sterminio degli Ebrei in nome dell’Islam. 

Nel 2012, Hussein disse che era il destino dei musulmani ammazzare gli Ebrei, che secondo le sue parole sono bestie sub umane e "i nemici di allah". Ha anche glorificato i terroristi suicidi e ha detto che "le loro anime ci intimano di seguirli nel loro cammino". 

Francesco non lo ha condannato. 

Francesco ha condannato in modo stridente gli attacchi anti ebraici di Bruxelles e Parigi. Durante la sua visita cerimoniale a Yad Vashem [museo della Shoah a Gerusalemme – ndt] al Muro Occidentale e al memoriale per le vittime del terrorismo, ha detto cose simili molto appropriate. Ma tutte le sue affermazioni suonano vuote e false alla luce delle sue azioni. 

Gli Israeliani e gli Ebrei in tutto il mondo devono essere consapevoli di ciò che sta accadendo. Francesco sta guidando la Chiesa Cattolica in una direzione anti ebraica penosamente angosciante. 

 

questo articolo è di Caroline Glick

 

Comments

  1. ho letto questo articolo insieme a mio marito, non condivideva a priori.  mentre leggevo dicevo mi segui??  perchè stava zitto… mi seguiva..!!! alla fine ha detto. bhè ognuno  ha le sue opinioni..stava riflettendo!

  2.  ci sono 100.000 cristiano uccisi ogni anno. e il Papa non ne parla. A Betlemme i cristiani erano il 25% della popolazione 50 anni fa ore sono il 3: gli assassini e i rapimenti delle ragazzine hanno fatto questo miracolo. I palestinesi hanno insanguinato il mondo. Sono venuti sulla mia terra che mai ha fatto loro del male, e hanno ucciso 45 persone innocenti in due attentati a Fiumicino, hanno sparato davanti alla Sinagona di Roma, massacrando unbambino e ferendone gravemente altri, hanno commesso il sequesto dell’ Achille Lauro dove un uomo di 82 anni sulla sedia a rotelle è stato ucciso, hanno fatto saltare la stazione di Bologna, come ogni anno ci ha ricordato Cossiga fino a che è stato in vita. i palestinesi hanno partecipato alla seconda guerra mondiale : non solo erano titolari con i bosniaci di una divisione ss, la XIII, ma sono responsabili del genocidio, che fu chiesto a Hitler dal Gran Mufti di Gerusalemme . I palestinesi la terra se la sono venduta e a prezzi fooli. E dopo che gli altri hanno trasformato una terra che per metà era paludosa e per metà desertica in un giardino, allora hanno deciso che la rivolevano indietro. 

    Il conformismo a favore dei palestinesi è inimmaginabile e sta scatenando l’antisemitismo a livelli peggiori degli anni 40.

    Quando c’è stato l’attentato dell’11 settembre i palestinesi ballavano per strada per la gioia. Quando c’è stato quello di Londra, dove ho avuto paura per tre ore che ci fosse mio figlio, i palestinesi ballavano per le strade. 

     

     

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