Sei depresso, arrabbiato, morto? Sorridi!

Sei depresso? Sorridi: essere morti è peggio.
Sei arrabbiato? Sorridi: essere morti è peggio.
Sei morto? Sorridi: il peggio è passato.

(Graffito anonimo trovato su internet)

Il già nominato neuropsichiatra Martin E. P. Seligman riporta due tipi di sorriso: il sorriso Pan Am e il sorriso Duchenne.

Il sorriso Pan Am prende il nome da Pan American, la mitica compagnia statunitense, attualmente, clamorosamente defunta; la sua prima pubblicità presentava un gruppo di hostess, vestite in azzurro chiaro, che sorridevano. E’ il sorriso falso che fanno molte attrici e indossatrici, sorride la bocca, ma non gli occhi, sicuramente un buon trucco per non farsi venire le zampe di gallina, ma il costo in termini di fascino è alto.

Il sorriso Duchenne, prende il nome dal neurologo Duchenne. Il sorriso Duchenne è un sorriso, dove sorridono sia la bocca che gli occhi, il sorriso spontaneo, quello vero. Nei college statunitensi, si fa una fotografia agli studenti, appena arrivano, e – soprattutto alle femmine – si dice: “sorrida”. Le donne sorridono più dei maschi.

Seligman e i suoi collaboratori, hanno analizzato migliaia di fotografie di un quarto di secolo prima – e poi sono andati a verificare a venticinque anni di distanza che fine avevano fatto le donne che sorridevano. Le donne che nella fotografia sorridevano con il sorriso Duchenne avevano avuto le vite migliori: erano quelle che avevano avuto i matrimoni solidi e sereni, quelli che poi erano diventate luce, avevano avuto posti di lavoro che funzionavano, avevano ottimi rapporti coi figli, a volte, addirittura, avevano fatto il miracolo di avere ottimi rapporti coi suoceri. Che fossero belle o no, è stato ininfluente; la bellezza di un viso di donna è il sorriso che illumina gli occhi, tutto il resto è meno importante di quanto crediamo. Non importa che faccia hai, ma che faccia fai. E per quanto riguarda il tuo corpo: come è fatto importa meno di come lo muovi. Cammina come una regina e sorridi illuminando gli occhi: il mondo sarà tuo.

Donne non proprio bellissime, ma con un meraviglioso sorriso, come Barbra Streisand o Anna Magnani o Josephine Baker hanno un fascino eccezionale, mentre le immusonite indossatrici hanno espressioni respingenti.

Volete sedurre qualcuno?

Se volete fare un buon sorriso Duchenne, dovete essere allegri. Se non lo siete, dovete imitare il trucco degli attori, quelli bravi: cercare un pensiero che vi renda felici veramente e il vostro sorriso conquisterà il mondo.

Oltre ai due sorrisi descritti da Seligman, ce ne è un terzo: il sorriso beato, il sorriso con cui è rappresentato il Budda nella maggioranza delle statue. In Buthan, nei monasteri buddisti, si insegna la pratica del sorriso, si insegna l’autodisciplina del tenere sempre il viso in atteggiamento sorridente. Molti di noi in origine sarebbero scandalizzati. L’espressione deve esprimere la mia emozione. Immaginiamo che io sia triste e continui a sorridere: non è una forma di ipocrisia? No, è una forma di saggezza, per due motivi.

Il mio sorriso rasserenerà tutti coloro che incontro. Supponiamo che io sia triste e che, ugualmente, io riesca a dare serenità: non è magnifico?

In realtà, se continuo a sorridere, alla fine, io stessa smetterò di essere triste. Avevamo già notato il fenomeno osservando gli attori teatrali: coloro che – durante la serata – hanno recitato parti dove si sorride molto alla fine dello spettacolo sono di umore sereno, coloro che hanno aspettato Godot, ammazzato Desdemona, discusso con il teschio del padre se è il caso di essere o meglio lasciar perdere, arrivano alla calata del sipario talmente disperati che non sempre l’applauso finale riesce a riconfortarli.

Le neuroscienze hanno dimostrato ufficialmente questo piccolo miracolo. Nel nostro cervello l’umore e l’espressione sono uniti da correlazioni che funzionano nei due sensi. Fate la prova. Provate ad avere un’espressione astiosa e irritata e a tenerla sempre: il vostro umore peggiorerà. L’essere allegri e il sorridere sono talmente correlati che non è possibile mentre abbiamo il sorriso beato pensare a qualcosa di triste. O smettete di sorridere oppure, se continuate a tenere il sorriso, sarà il pensiero triste a scivolare via.

 

Silvana De Mari