Scoperchiato il vaso di Pandora

La trasmissione di ieri sera delle Iene ha mostrato la verità: la vera cultura gay è quella mostrata nel video. Questo circolo riceveva denaro pubblico in quanto circolo culturale.
Giustamente: la cultura gay è quella mostrata nel video, non ce ne sono altre. Fiumi di denaro sono stati dati dall’Unar, vergognoso ente che deve essere chiuso immediatamente e che mai avrebbe dovuto esistere, a circoli gay di cultura gay.
L’Unar dovrebbe avere il compito di combattere le discriminazioni. Le discriminazioni sono già vietate dalla Costituzione e punite dal codice penale. Per combattere e abbattere le discriminazioni abbiamo già combattuto e vinto la seconda guerra mondiale: diciamo al tizio con il cappotto color arancione, incapace di reggere lo sguardo dell’intervistatore, che le discriminazioni sono scomparse con il processo di Norimberga, non è il caso che lui si disturbi oltre. Non abbiamo bisogno di altri dubbi protettori di concetti che ci sono già.
Nel video delle Iene, sappiamo di un uomo incatenato al quale si divertono a mettere un pugno nella cavità anorettale, una tortura atroce che serve a distruggere le fibre dello sfintere fino all’incontinenza fecale e la dignità. Quell’uomo è stato nel ventre di una madre, la sua nascita è stata festeggiata, sicuramente qualcuno avrà sognato per lui un futuro di uomo sereno e forte, magari con una donna e un paio di bambini da proteggere con la sua forza.
Non sappiamo se quell’uomo fosse incatenato contro la propria volontà, per pagare un debito, per rapimento, o di propria volontà e allora possiamo affermare che questa volontà è stata mangiata dal cancro. La sodomia, mettere il proprio pene nella cavità anale di un altro uomo, subire questa pratica, è un cancro dell’anima e della mente, che spesso spinge a comportamenti sempre più nauseanti e folli, alla promiscuità e alla sguaiataggine più spinte e estreme.
Un paese stremato che non è nemmeno riuscito a soccorrere i propri terremotati con degli alloggi provvisori, sperpera il denaro pubblico perché un uomo incatenato abbia l’ano massacrato, perché massaggiatori prostituti possano svolgere le proprie mansioni. Perché la prostituzione maschile è sacra? Il signor Vladimiro Guadagno, maschio depilato con inserite due protesi al silicone sul torace, regolarmente fornito di pene, ha esercitato la prostituzione ed è arrivato agli onori della politica e dello spettacolo. Le giovani donne che sono state dispregiativamente chiamate olgettine, che forse hanno solo partecipato a feste, hanno avuto la vita distrutta. Tutti finanziamo i massaggiatori del video perché possano offrire fellazio a costi più contenuti. Moralisti benpensanti hanno gettato monetine a una giovanissima immigrata di origine marocchina, rea, forse, ma non è sicuro, di prostituzione.

Siamo tutti responsabili di quell’uomo incatenato.

Le sue catene sono state pagate con il nostro denaro.

Quell’uomo è stato incatenato dalle nostre menzogne, dalla frasetta idiota che tutti abbiamo squittito: io non sono omofobo e ognuno può fare quello che vuole… Noi siamo omofobi: provare ripugnanza davanti  all’ano di un uomo penetrato da un altro uomo è omofobia, e noi questa ripugnanza la proviamo.

In una nazione liberale ognuno ha il diritto di distruggere la sua vita e la sua virilità come crede, e tutti gli altri hanno il dovere di avvertirlo che sta sbagliando. È sufficiente un’unica pecora nera perché l’ affermazione che tutte le pecore sono bianche sia falsa. È sufficiente un unico caso “Luca Di Tolve” perché l’affermazione che la (cosiddetta) omosessualità sia una condizione stabile e definitiva dimostra di essere quello che è: un’assoluta idiozia, un pericoloso e ignobile non senso. I casi “Luca Di Tolve” sono un esercito e tutti pronunciano la stessa frase: “io ero pazzo, perché nessuno mi ha detto di fermarmi?”

Buffo: la stessa frase che pronunciano le donne con il cuore spezzato per avere abortito. Quindi noi adesso ci liberiamo della terribile colpa di tacere, la terribile colpa di non avvertire il fratello (o la sorella): stai sbagliando, te lo dico perché ti amo.

La vita ha potenzialità straordinarie. La sessualità esiste per la vita, non per la morte.

Tra l’altro: un pugno infilato nell’ano è una pratica sessuale? Ma il sesso dove è? Un pugno infilato nell’ano, signori, è solo tortura.

Silvana De Mari

 

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/roma-orge-e-prostituzione-e-palazzo-chigi-paga_692434.html