Salvate il soldato Charlie

I medici che hanno in cura Charlie hanno deciso di rimandare di qualche giorno la sospensione della ventilazione che lo tiene in vita.

Non si era detto che lo facevate per il suo bene? Perché è una vita troppo dolente? E allora perché rimandare e prolungare le sofferenze? Non siete tanto compassionevoli oltre che capaci e professionali?

Se veramente il motivo addotto, le sofferenze del bambino, sono un motivo reale, dovrebbe essere sbagliato rimandare. In realtà il dolore e la sofferenza sono un motivo insensato.
La neonatologa Elvira Parracini e il professor Ramon Gillon hanno spiegato perché è sbagliato con argomenti molto alti. Io lo spiegherò in parole molto povere.

Il fatto che il bambino sta meglio da morto perché la sua vita è resa insopportabile da dolore è un discorso insensato perché la morfina abolisce il dolore. O da sofferenza. I due termini non sono sinonimi. Il dolore è una sensazione fisica che nasce da un danno , da una noxa, portata al cervello dal fascio spino talamo corticale. Il bambino (o adulto) intubati a lungo sviluppano un’infiammazione dove decubitano i tubi , infiammazione che è dolore. E allora? Abbiamo la morfina. La morfina annienta il dolore. Esiste per bocca, per iniezione , da sola, in associazione. Il bimbo senza speranza (secondo te) e che secondo te ha dolore insopportabile lo metti sotto morfina e lui navigherà felice nei suoi sogni cullato dalla morfina e dalla voce della mamma.

La sofferenza è la proiezione mentale. Essere paralizzato può essere una sofferenza. Signori: state proiettando. Proiettate su Charlie la vostra angoscia, la sofferenza che voi avreste se foste immobilizzati. Charlie è piccolo e ha un cervello plastico : si adatta alla immobilità perché non ricorda altro, dorme sereno cullato dalla voce della mamma, e da qualche goccia di morfina per eliminare qualsiasi dolore. Un medico che disponga di morfina ha una sola ragione per staccare un bambino: ha un solo respiratore e gli serve per un altro bambino. Lo stato di necessità è la sola giustificazione .
Inoltre un medico deve NON nuocere.

I genitori di Charlie saranno annientati dal fatto che il loro bambino morirà prima del momento ultimo, mentre loro sono ancora convinti (e non sono i soli) che ci sia ancora speranza. State annientando un uomo e una donna che saranno distrutti per sempre.
Charlie è stato sequestrato. I medici hanno il diritto di smettere di curare un paziente che ritengono perso? È terribile, ma comprensibile. Che dei medici vietino ai genitori di comprare un respiratore e portarselo a casa o negli USA è immondo, totalitario, atroce: la necessità di rendere lo stato il nuovo Dio. Uno spassionato consiglio ai genitori di Charlie, spero che qualcuno lo traduca e lo faccia arrivare. Arruolate orchi. Con il denaro che avete, subito, arruolare gli avvocati più cari , cazzuti e cattivi che ci sono sul mercato.

Denunciate medici, ospedale e corte di Strasburgo per sindrome post traumatica da stress, la vostra. Chiedete risarcimenti stratosferici. Vi hanno costretto ad aspettare la morte del vostro bambino a un orario che loro hanno deciso. L’unica via di uscita che avete è che il procedimento sia sospeso per i danni psicologici a voi due.

Silvana De Mari