Salvare la Fiabe. Restare Umani.

Salvare la Fiabe. Restare Umani.

Rullino i tamburi, squillino le trombe:  il primo personaggio gay della Disney è giunto.

La Bella e la Bestia arriva al cinema, in Italia dal 16 marzo; il classico dell’animazione diventa un film e finalmente anche la Disney avrà il personaggio gay e la scena gay.

Lo scopo è quello di inviare un messaggio universale: l’idea che tutto questo sia normale. La decisione ha naturalmente incontrato il favore della comunità  LGBT.  La scelta arriva dopo che lo scorso anno l’associazione Glaad aveva criticato aspramente la Disney, accusandola di escludere il mondo LGBT dalle sue produzioni.  Con questo film e il personaggio di Le Tont la casa cinematografica sembra aver voluto rimediare.

Potremmo chiederci : dove sta la libertà di espressione e quella artistica, se una casa cinematografica DEVE mettere per forza, ad un certo punto, un personaggio gay da qualche parte per tenere testa alle critiche del mondo LGBT? Ma qui vogliamo chiederci altro, qualcosa che precede.

Cosa abbiamo fatto delle fiabe?

Ho lavorato a lungo con l’editoria per ragazzi e con le fiabe, ho cresciuto le mie figlie con le fiabe, le ho imparate a memoria in versioni diverse, mi sono incantata da adulta con esse, amo le fiabe profondamente, le considero un tesoro prezioso da custodire e tramandare.

Eppure le stiamo perdendo. Da diversi decenni gli adulti considerano le fiabe come una cosa “da bimbi piccoli”, abbiamo perso il contatto col “Mistero”, per dare spazio all’analisi psicologica; abbiamo svuotato la fiaba della sua ragion d’essere e ci siamo abituati allo scempio di usarla come contenitore per messaggi  espliciti, per veicolare mentalità che devono essere apprese.  Vuoi parlare il razzismo? Ci metti il personaggio di colore. Omofobia? Personaggio gay. Comunicazione non-violenta?  Usi un linguaggio verboso e artificiale.

Ma quale è la realtà delle fiabe?

“ Al bambino che ascolta una fiaba, all’uomo che termina una poesia, al dormiente che, sul limite del risveglio, ha varcato il cancello proibito, l’eterno ha pur concesso una misura di sé. Non più che una misura, certo”. (Cristina Campo)

Il mondo delle fiabe contiene le verità più profonde, quelle da sempre velate ma ostinatamente ricercate dall’uomo. Il loro contenuto di verità e saggezza è offerto secondo un linguaggio segreto, ma il loro messaggio è oscuro solo nella forma: la fiaba infatti parla per immagini e simboli. Il simbolo è un elemento concreto che evoca una idea diversa da quella offerta dal suo aspetto sensibile, è il visibile che evoca il non visibile, ma sempre reale.

Le fiabe parlano di una evoluzione, già compiuta o da compiere; narrano del lavoro di crescita spirituale che l’uomo deve intraprendere, del superamento del proprio ego e sono allo stesso tempo un ricordo delle lotte che l’uomo ha già compiuto in tempi lontani.

Alle grandi domande dell’umanità: Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, proprio il mondo delle fiabe offre una risposta attraverso un linguaggio “mitico”. Esse sono nutrimento per la fantasia dei bambini, ma anche cibo necessario per l’anima, non solo dei piccoli, ma anche degli adulti. Cibo che va masticato e assimilato.

Serge Bomaire è uno psicologo clinico specializzato in pedagogia, ha lavorato con ragazzi difficilissimi, quelli con rifiuto totale di apprendere, ma che si fermavano ad ascoltare il racconto di fiabe, passaggi della Bibbia, miti e poco alla volta accettavano di imparare su quei testi. In questi gioielli della cultura arcaica, apparentemente irrazionale e terribile, i ragazzi difficili vedevano  proiettate le loro paure, davano loro una forma, le integravano in uno scenario che le rende universali e condivisibili con altri.

Il finale delle storie è conosciuto, vanno a finire bene.  Il bello della antica storia non è la fine, ma il suo indugio, il suo percorso lento e tortuoso, dove ad ogni svolta puoi trovare un orco, una strega o una principessa e ad ogni passo il coraggio di fare la cosa giusta e di lottare perché il Bene vinca sul Male.

Il Bene vince sul Male, ma ha bisogno di eroi che rendano concreta la vittoria con le loro scelte e le loro azioni.

Il mondo interiore è ciò che distingue l’uomo da ogni altro animale, è la scoperta della propria radicale solitudine. Esplorarlo è compito dell’uomo e le fiabe sono le prime guide lungo la via, insegnano a vincere gli orchi e le streghe che incontreremo nella vita, che sono i demoni che abitano il mondo, anche se più non ci crediamo; esse danno speranza perché anche il più piccolo tra i nati di donna può sconfiggere il drago.

Il mondo moderno è una civiltà dell’immagine, siamo bombardati di immagini continuamente, ma ne riceviamo un nutrimento solo apparente che non tratteniamo o che, al contrario, ci condiziona in modo inconsapevole tramite messaggi subliminali.

Invece io dico: impariamo dalle fiabe e insegniamo ai bambini a riconoscere quelle immagini che fanno intuire un Mondo Altro che è solo velato e che aiutano a pensare e ad agire rettamente.

Salviamo le fiabe. Restiamo umani.

Belinda Bruni Selis

 

Riferimenti:  “La fiaba: un mondo di verità raccontate in immagini” Maddalena Lena

“Potenza pedagogica delle fiabe” Maurizio Blondet

“Il mito antico e la letteratura moderna” Attilio Mordini