Ritornare all’evidenza

Abbiamo perso la capacità di riconoscere l’evidenza.

Ma…

Quando si abolisce il principio di evidenza naturale la mente compensa con squilibri psicotici gravissimi. Per questo pensare di introdurre l’uguaglianza dei sessi come normale significa attentare alla psiche di tutti. Penso poi ai più deboli: i bambini. Se gli si insegna sin da piccoli che quel che vedono non è come appare, li si rovina. Ripeto, pur non essendo solito fare affermazioni dure, dato che gli omosessuali sono persone spesso duramente discriminate, non posso non dire che introdurre l’idea che la differenza sessuale non esiste, e che quindi non ha rilevanza, è da criminali“.

(Italo Carta – Ordinario di psichiatria e direttore della Scuola di specializzazione in Psichiatria all’Università degli studi di Milano).

[viste le numerose osservazioni che mi vengono rivolte, aggiungo ad ogni “evidenza”  le obiezioni che più spesso vengono avanzate, con le relative mie repliche]

Evidenza n. 1: La differenza tra uomo e donna precede qualsiasi sovrastruttura culturale. La cultura è fatta da uomini e donne, non viceversa. Uomini e donne sono realmente, psicologicamente e fisicamente differenti. Questa è la normalità. Affermare il contrario significa pensare l’impensabile, ovvero che “A” sia uguale a “non-A”.

Evidenza n. 2: Un’azione è “buona” se può essere universalizzata, ovvero se può diventare la regola universale del comportamento umano. Togliere padre o madre ai bambini, comprarli, venderli, considerarli “oggetti di diritto degli adulti”, etc. non è moralmente accettabile. In un mondo dove queste pratiche venissero rese universali, le persone umane sarebbero ridotte a cose, alienate dalla loro dignità, violentate ancor prima di nascere. Con quale diritto due o più adulti decidono che un bambino deve nascere orfano di padre o di madre?

Obiezione: “Affermazione non evidente. A meno che non si voglia sostenere che la scelta di diventare sacerdoti cattolici, non essendo universalizzabile, sia cattiva”.

La mia risposta: L’obiezione è fuori luogo e si basa su una fallacia di falsa analogia. Il celibato – come scelta personale – è una scelta che non ricade sul prossimo. L’obiezione si basa dunque su una falsa analogia (fallacia logica): togliere padre e madre ad un bambino è dannoso per il bambino, mentre un celibe non fa direttamente danno a nessuno. Per quanto riguarda il problema – che qui, ripeto, è comunque fuori luogo: “se tutti scegliessero di fare i sacerdoti cattolici” o “di restare celibi” rispondiamo: 1) il celibato potrebbe anche non essere una scelta (uno potrebbe non trovare la persona adatta per sposarsi) e 2) il sacerdozio ha senso come scelta di vita solo in una società in cui uomini e donne si sposano e generano figli, quindi dipende dal fatto che *prima* esista una società basata sulla famiglia composta da uomo e donna. L’evidenza n. 2 mira a sottolineare piuttosto che l’azione che noi esercitiamo sul prossimo deve portare ad una valorizzazione, nel rispetto, dell’umanità di chi ci sta di fronte: trattare l’umanità del tuo prossimo sempre come fine e mai come mezzo, diceva Kant. Se quest’azione è universalizzabile, allora è moralmente valida. Generare figli con un atto d’amore è universalizzabile. Fabbricarli in laboratorio, impiantarli in un utero affittato, venderli ad due uomini è altrettanto universalizzabile?

Evidenza n. 3: La “normalità” è data dalla percentuale. Ci sono eccezioni, che vanno rispettate, ma pretendere di equiparare l’eccezione alla norma è assurdo oltre che impossibile dal punto di vista pratico. La pretesa che il comportamento omosessuale sia “normale” appare da questo punto di vista del tutto infondata.

Obiezione: Nessuno vuole equiparare l’eccezione alla norma. Poi l’evidenza non c’è perché si gioca sofisticamente su un duplice significato di “normale” inteso ora come “conforme alla norma”, ora come “stato di salute”. L’omosessualità non è normale se con normale si intende “posizione maggioritaria”; l’omosessualità è normale se con normale si intende “comportamento non patologico”.

Evidenza n. 4: Per fare in bambino ci vogliono un padre e una madre. Padre e madre sono di quel bambino come quel bambino è il loro e di nessun altro. Nessuno è figlio di due madri: il fatto stesso che per natura ogni essere umano porti metà del patrimonio genetico della madre e metà del padre indica anche dal punto di vista fisiologico il legame di co-appartenenza che non può essere deliberatamente violato per soddisfare i desideri di qualcuno.

Evidenza n. 5: Equiparare astrattamente realtà diverse è una pretesa illogica, oltre che immorale e concretamente impossibile. Uomini e donne sono diversi, quindi una coppia uomo-donna è diversa da una coppia omosessuale, etc. La famiglia naturale maschio-femmina (M+F) è strutturalmente diversa da ogni altra modalità associativa omo-sessuale, cioè dello stesso-sesso (M+M), (F+F).

Evidenza n. 6: I bambini non sono cose, non sono oggetti di diritto, non possono essere comprati, ceduti, venduti, regalati. I bambini sono persone con una loro dignità inviolabile.

Evidenza n. 7: E’ immorale – oltre che violenza inaudita – pretendere di comprimere fino ad annullare i diritti dei bambini solo per accontentare le persone omosessuali e i loro *presunti diritti* (non esiste infatti alcun diritto ad “avere” i bambini: le persone sono “soggetti” e non “oggetti” di diritto). Ciascun essere umano ha il diritto naturale di stare con i propri genitori, di avere un padre e una madre e – nel caso li abbia perduti – due persone che svolgano per lui il ruolo materno e paterno. Non è logico né morale, anzi fatto di gravissima violenza – che per assecondare il desiderio di due adulti si neghi al bambino il diritto di avere un papà e una mamma. Un diritto è tale solo se non calpesta il diritto di un’altra persona. Nessuno ha il diritto di far nascere o di rendere volontariamente un bambino orfano di padre o di madre.

Evidenza n. 8: Recita il primo dei principi della Logica (principio di non-contraddizione): “A è uguale a non-A” è falsa. Dunque l’uguaglianza di sessi diversi è un assurdo, anche solo a livello astratto: figuriamoci in concreto. Allo stesso modo una coppia omosessuale – per definizione: dello stesso sesso – è ontologicamente diversa da una coppia di uomo e donna.

Evidenza n. 9: Il futuro dei bambini, la salvaguardia dei loro diritti, è questione che riguarda tutti: non è un fatto privato. La riduzione dell’uomo a merce è un problema di tutti. La violenza perpetrata ai danni del prossimo, soprattutto se più piccolo e indifeso, richiede l’attenzione di ogni singola coscienza.

Evidenza n. 10: La scienza non dice che cosa è giusto o sbagliato dal punto di vista morale, ma costruisce congetture *probabili* che possono sempre essere smentite. Non ha senso prendere decisioni definitive sull’uomo in base a ciò che “oggi” dice la scienza (ammesso che dica una cosa sola all’unanimità: esistono infatti diverse Scuole psicologiche con diverse prospettive, diverse terapie, etc.).

Evidenza n. 11: Se è vero che “due papà sono meglio di uno” allora “tre sono meglio di due” … e “centoventi papà sono meglio di centodiciannove”. Per questa strada – che è quella suggerita da Giuseppina la Delfa, la quale sosteneva che anche 18 genitori vanno bene – si arriva velocemente all’annullamento del ruolo, del significato e dell’identità stessa del concetto di “padre” e “madre”. Quanto vale un padre (o una madre) se ogni individuo può averne un numero indefinito?

Evidenza n. 12: l’evidenza n. 11 vale anche per la mamma.

Evidenza n. 13: Padre è uno solo. “Due papà” non possono esserci, per nessuno. Al massimo avremo il padre con il compagno. Nulla di più. Non si possono avere più di una figura paterna per volta: né dal punto di vista biologico, né tantomeno psicologico e relazionale. Non si impara ad essere uomini solo da una donna e non si impara ad essere donne solo da un uomo.

Evidenza n. 14: L’evidenza n. 13 vale anche per la madre.

Evidenza n. 15: Le parole hanno ancora un senso? Dizionario Treccani. “Normale”: che segue la norma, conforme alla norma, quindi consueto, ordinario, regolare, Evidenza: l’omosessualità non è “normale”. Non a caso il Catechismo della Chiesa Cattolica, basandosi sull’evidenza, afferma che gli atti omosessuali sono disordinati e contrari alla legge naturale. Si noti la differenza di soggetto: gli atti, non le persone. A sottolineare che si può scegliere come vivere.

Evidenza n. 16: se il matrimonio non è più come recita il dizionario “l’unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie”, allora perché non concederlo anche a fratelli e sorelle, padri e figli/e, madri e figli/e, tre uomini, cinque donne, otto zie, padri con nonni e nipoti, un’intera squadra di rugby, etc.?

Evidenza n. 17: “omogenitoriale” è l’ennesimo neologismo assurdo, un termine che non trova corrispondenza nella realtà: sbagliato dal punto di vista ontologico, logico e semantico (in gr. omoios / ghénos sono due contrari). L’ “omo-genitorialità” è una pura invenzione: nessuno è figlio di due madri. Nessuno è figlio di due padri. Si tratta di un’invenzione che ha il solo scopo di accontentare le pretese degli omosessuali danneggiando però i bambini che nelle “famiglie” “omo-genitoriali” vengono sistematicamente deprivati del loro diritto di avere un padre e una madre. Tutto questo per accontentare gli adulti.

Evidenza n. 18: Avere un padre e una madre che si occupano di lui è per il bambino la condizione ideale. Come avere tutte e dieci le dita dei piedi. Certo, si *sopravvive* benissimo anche senza il quinto dito del piede sinistro e probabilmente non ci sono traumi se ad un bambino viene mozzata una falange dell’anulare. Anzi, conoscendo il suo handicap, può essere che il bambino si impegni di più degli altri, tanto da ottenere risultati migliori in molti campi. Da questo si può dedurre che al bambino possa essere negata la condizione ottimale (in questo caso l’integrità fisica) “perché comunque vive bene lo stesso”?

Evidenza n. 19: Sostenere che “gli studi e le fonti di matrice confessionale hanno condizionato alcuni studi scientifici nel tentativo disperato di opporsi alle leggi sul matrimonio omosessuale” ha – dal punto di vista epistemologico e logico-argomentativo – valore uguale a zero. Si tratta di una propria opinione, che vale tanto quella opposta: “gli studi favorevoli al matrimonio e all’adozione omosessuale sono frutto dell’indottrinamento e delle pressioni del mondo LBGTQ, dietro il quale stanno poteri forti che hanno tutti il vantaggio nel disgregare la società, la famiglia e l’individuo in modo da poter esercitare meglio il controllo”.

Evidenza n. 20: Nessuno ha ancora spiegato come mai se è vero che uomini e donne *non sono* ontologicamente differenti, gli omosessuali sono attratti *solo* dai maschi, le lesbiche *solo* dalle femmine e le persone normali (oltre il 98% della popolazione) da persone del sesso opposto. Mistero.

Evidenza n. 21: Seguendo la “logica” gay,com’è possibile che se padre e madre sono “ininfluenti”, “inutili nell’allevare un bambino”, e “i bambino hanno solo bisogno d’affetto”, allo stesso tempo “avere due papà è meglio che uno”? (Se non contano niente, la somma di due niente è sempre niente). D’altra parte se non importa che siano entrambi (padre e madre) ma basta uno dei due perchè dell’altro si può fare a meno, si dovrebbe poi spiegare *quale* dei due, e *perchè*. E’ chiaro infatti che se nelle coppie omosessuali le madri non contano e nelle coppie lesbiche si può fare a meno dei padri se ne deduce logicamente che nessun genitore è utile al bambino. Ma allora che senso ha voler giustificare la cosiddetta “omogenitorialità”? E perché i gay insistono ad auto-proclamarsi buoni genitori, se poi sostengono che i genitori non servono?

Evidenza n. 22. Logica gay: loro sostengono che “in una comunità civile per privare qualcuno di un diritto o di una facoltà occorre motivare che l’azione corrispondente sia cattiva” (cit.). In parole povere: “è tutto lecito quello che non fa danni misurabili scientificamente”. Dunque, se un adulto per esempio palpeggia un bambino mentre sta dormendo, senza fargli alcun danno né fisico né morale, è pienamente nel diritto di farlo oppure no? E se no, per quale motivo, visto che davvero non gli ha provocato nessun danno misurabile? Mistero.

Evidenza n. 23. Il daltonismo interessa circa il 3% della popolazione. Logica gay: “Dunque non vedere i colori è del tutto normale, anzi le differenze tra i colori non esistono, i colori stessi non esistono e ai bambini bisogna insegnare che è da razzisti sostenere che il rosso non è il blu, il verde non è il giallo …”. Etc. (… naturalmente, diritto alla petente per tutti, anche se sei cieco: siamo tutti uguali!)

Evidenza n. 24 “I bambini inseriti in coppie omosessuali e privati del padre o della madre hanno *rendimenti migliori* dei loro coetanei che hanno padre e madre, entrambe le figure genitoriali”?

  1. a) Logica gay: allora padre e madre sono inutili.
  2. b) Dizionario di Psicologia: “ipercompensazione” < ingl. overcompensation > “forma estremizzata di compensazione del complesso di inferiorità”.

Scegli la risposta più sensata.

Evidenza n. 25: Avere una madre non è solo un diritto di ogni essere umano ma è anche fondamentale per la sua crescita.

Evidenza n. 26: I genitori hanno *sempre* sessi diversi. Non esiste l’omogenitorialità. Diverso è lo stile relazionale tra uomo e donna, l’attaccamento intrauterino si sviluppa *solo con la madre*, padre e madre sono complementari. Mini citazione: “I padri spingono a superare i limiti; le madri incoraggiano la sicurezza. Presi singolarmente, questi due stili genitoriali di per se’ possono essere dannosi. Uno potrebbe tendere a favorire il rischio senza considerarne le conseguenze. L’altro tendrebbe a evitare il rischio, il che potrebbe impedire la costruzione dell’indipendenza, la stima di se’e il progresso. Uniti, si tengono reciprocamente in equilibrio e aiutano i bambini a rimanere al sicuro mentre ampliano le loro esperienze e la fiducia in se stessi”. (Dr. Kyle Pruett, Esperto di Paternita’ alla Yale Medical School).

Evidenza n. 27: i bambini sviluppano forme d’attaccamento diverse a seconda del sesso del genitore. Si veda per esempio l’importanza della madre e dell’attaccamento intrauterino.

Evidenza n. 28: “Quindi fatemi capire: i bambini per crescere bene non hanno bisogno di madre e padre, non c’entra il numero e nemmeno il genere: l’importante è un ambiente sereno, persone che instaurino dinamiche e processi relazionali di qualità, adulti con comprovate capacità educative e di cura… Insomma: questa è la definizione del perfetto orfanotrofio, magari con amorevoli tate provviste di lauree psicopedagogiche e….tanto love, perché love Is love! A questo punto sopprimiamo proprio tutte le famiglie (etero ed omo) e lasciamo che lo stato si occupi totalmente di allevare i bambini, strappandoli dal caos educativo in cui rischiano d’incappare e consegnandoli solo a strutture con persone competenti e capaci di dare vero amore. La genitorialità deve essere una funzione pubblica avulsa da qualsiasi atto generativo ed inerente solo alla sfera formativa, tanto basta solo questo per crescere e diventare perfetti ed equilibrati cittadini, lo dicono gli ‘studi’.” (Mario Mendula)

Evidenza n. 29: La pretesa di annullare i ruoli genitoriali di madre e padre e di negare il diritto naturale dei bambini afferma la volontà di ridurre le persone a cose, un tratto tipico del capitalismo moderno. “La famiglia odierna, quando ancora esista, è disordinata e stratificata, priva di un nucleo e strutturata secondo le forme più eteroclite: dalle gravidanze affidate a una persona esterna alla coppia alle adozioni nelle coppie omosessuali, dalle separazioni sempre crescenti all’inseminazione artificiale. Il fanatismo economico aspira a distruggere la famiglia, giacché essa – Aristotele docet – costituisce la prima forma di comunità ed è la prova che suffraga l’essenza naturaliter comunitaria dell’uomo. Il capitale vuole vedere ovunque atomi di consumo, annientando ogni forma di comunità solidale estranea al nesso mercantile. L’ideologia gender si inscrive appunto in questa dinamica”. (Diego Fusaro)

Evidenza n. 30: Nessuno è figlio di due madri e avere padre e madre non come avere due adulti (maschi o femmine) che si prendono cura di te. Anche se fosse nel modo più amorevole possibile. Non si impara ad essere donna da un padre e non si impara ad essere uomo da una madre. Madre e padre sono diversi e complementari, per questo servono *entrambi* al bambino. Come la Natura da sempre ha stabilito.

Evidenza n. 31: Il controsenso della teoria Gender (uno dei tanti):

  1. a) “viva le differenze!”, “difendiamo i diversi!” etc.
  2. b) “siamo tutti uguali!”, “tra uomo e donna non c’è differenza!”, “tra coppie omosessuali e famiglia naturale non ci sono differenze!” etc.

Consiglio: fare pace con la Logica.

Evidenza n. 32: A chi pretende di negare il diritto del bambino ad avere *suo padre* e *sua madre* e di cavarsela con un generico “i bambini hanno diritto ad avere qualcuno che li ami”, facciamo notare che *non* c’è alcuna sequenza logica tra l’affermazione 1) i bambini hanno diritto ad avere “qualcuno” che li ami e 2) *quindi* questo “qualcuno” può essere anche una coppia di omosessuali che prendono il posto della padre o della madre, ovvero dei genitori naturali del minore. E’ ovvio che ogni bambino ha diritto di essere amato, ma questo *non* giustifica per quale ragione debbano essere proprio due omosessuali e non invece i *suoi* genitori naturali, padre e madre. Chi pretende di mettere una coppia omosessuale al posto dei genitori naturali rispetta per caso il diritto del bambino di essere amato? E in che modo?

Evidenza n. 33. L’obiezione più stupida che ascoltiamo quando si afferma che ogni bambino ha il diritto di avere il padre e la madre: “Non esiste alcun diritto ad avere i genitori. Infatti se questo diritto esistesse dovremmo per forza dare un padre a tutti i bambini orfani di padre, e così via”. Strabiliante. Come dire: “Non esiste alcun diritto alla vista poiché ci sono bambini ciechi ai quali la vista non può essere ridata”, oppure: “Non esiste il diritto a correre in quanto ci son bambini che son costretti su una sedia a rotelle”. Ormai il livello di psicosi sociale è talmente diffuso da dover ribadire l’evidente, da dover spiegare alla gente ciò che fino a qualche anno fa era chiarissimo e indubitabile. Senza parole.

Evidenza n. 34. Chissà come mai ciò che non è mai stato in discussione (che i bambini hanno diritto al padre e alla madre, diritto riconosciuto anche dalla Convenzione Mondiale dei diritti del bambino) viene messo in discussione proprio oggi. Quando si parla di “diritti degli omosessuali”. Ma che strane coincidenze.

Evidenza n. 35. “Qualcuno mi sa spiegare dove sta il nesso logico-consequenziale tra queste due affermazioni?

1) Affermare che i bambini hanno diritto al proprio padre e alla propria madre

2) Odiare le persone omosessuali / transessuali / lesbiche / etc.

In altre parole, dove sta scritto che se difendo il diritto di ogni essere umano ad avere un padre e una madre *dunque* sono un intollerante che fomenta odio contro gli omosessuali?

Qualcuno me lo spieghi, grazie.”

Evidenza n. 36. Se è vero che possono esserci bambini “con due mamme”… perché non si può raccontare che ci sono anche bambini “con tre mamme”?

Evidenza n. 37. Il reato di omofobia è giuridicamente assurdo. La fobia è una malattia psichiatrica. Abbiamo infatti sindromi fobiche (fobia da situazione, fobia da esseri viventi

fobia da oggetti, fobie ossessive). Ma da quando una malattia può diventare reato? Questo neologismo assurdo – omo-fobia – sembra confezionato apposta per tappare la bocca a chi vuole difendere la famiglia naturale e i diritti dei bambini. Logico: se l’omofobia è tale allora va curata, ma non può essere definita “omofoba” una persona solo perché non condivide che i bambini vengano privati del loro diritto naturale di avere un padre e una madre.

Evidenza n. 38. Avendo a che fare con la neo lingua può capitare di trovarsi dinanzi un monstrum (nel senso latino del termine) come la parola omo-genitorialità. Questa parola, nata non si sa dove e non si sa quando, pretenderebbe di identificare una coppia di omo-sessuali che è anche genitrice. Quando si coniano tali neologismi sarebbe opportuno usare alla lingua italiana la cortesia di non creare ossimori tanto evidenti quanto grotteschi.

Genitore, infatti, deriva dal latino genitōre(m), deriv. di genĭtus, part. pass. di gignĕre ‘generare’. Il genitore è, quindi, colui che genera o che ha generato.

Asserire che una coppia di donne o di uomini possano generare (anche in senso figurato) un figlio non è forse una contraddizione in termini?

Mi piacerebbe vedere un po’ di onestà intellettuale. E morale. Mi piacerebbe vedere uno solo di quelli che sostengono che il bambino non ha più il diritto naturale ad avere un padre e una madre o che madri e padri non servono ai bambini. Mi piacerebbe vederne solo uno andare a dirglielo in faccia, alla propria madre: “Hey, mamma, sai una cosa? Tu – come donna, come madre – sei stata inutile. Ci fosse stato un uomo al posto tuo, insieme a papà, sarebbe stato lo stesso”.Come mi piacerebbe.Solo per constatare ancora una volta – se ce ne fosse bisogno – a quale livello di dis-umanità ci stiamo calando.A tarallucci e vino, fischiettando “perché no?”, belli sorridenti, come nelle foto dove i bambini deprivati dei genitori per accontentare le psicosi di qualche omosessuale appaiono sereni e tranquilli.Fino a quando non ne chiederanno conto.Non ai loro “genitori”: capiranno prestissimo che accecati dal dolore non hanno visto cosa stavano facendo.Lo chiederanno a noi.Ci diranno: “Voi eravate lì, potevate fare qualcosa: perché vi siete voltati dall’altra parte?”.

Alessandro Benigni

 

Sorgente: 32. Ritornare all’evidenza – Ontologismi