Riconoscersi come padre e come figlio

Riconoscersi – “Riconoscersi come padre e come figlio sembra essere un pre­supposto fondamentale dello sviluppo armonico della per­sonalità del padre, che attraverso il figlio riconosce e vive la propria fun­zione paterna, e di quella del bambino, che si iden­tifica e si ricono­sce nel padre”.

“La sfida dell’identità del bambino si origina dalla trasmis­sione emotiva che avviene tra i due soggetti, padre e figlio.  Il primato dello scambio affettivo, fin dai primi anni di vita, di­viene per il bambino una ricerca attiva e costante di  risonanze emotive, per cui la figura del padre entra a far parte dello spa­zio emotivo simbolico precoce del figlio. Ciò attiva la proie­zione di sé ad essere un fu­turo padre, in una concatenazione, che lega tra di loro le generazioni.”

“Intersoggettività, asimmetria, reciprocità, identificazione, mu­tualità, idealizzazione, sono aspetti propri di una relazione, in cui un padre resta sempre il padre e un figlio rimane il fi­glio, qualun­que siano i percorsi dei due.

“L’intersoggettività  postula che il figlio debba essere ricono­sciuto come  “soggetto-altro”, perché il suo Sé possa sperimentare la propria soggettività alla presenza del padre. Ciò significa che vi sono nello stesso tempo un bisogno di es­sere riconosciuto come fi­glio e una capacità di riconoscere il padre, il che rende possibile il riconoscimento reciproco.

“Tra padre e figlio vi è un bisogno intrinseco di  riconosci­mento reciproco per poter sviluppare le proprie facoltà: per il bambino è un’esigenza evolutiva essenziale come tensione alla differenzia­zione e all’autonomia”. (G. Gobbi, Il padre non è perfetto, 2004)”

Gilberto Gobbi

Sorgente: Riconoscersi come padre e come figlio – G.G. – | Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi