ricevo e inoltro

Ricevo e pubblico questa drammatica testimonianza di Monsignor Issam John Darwich, Arcivescovo di Zahle, Furzol e Bèkaa (Libano)

Sono l’arcivescovo Issam John Darwich l’arcivescovo di Zahleh, Furzol e Bèkaa (LIBANO).

Sento il desiderio di ringraziarti per l’attenzione, l’affetto e la partecipazione dimostrata per noi e per il nostro dolore.
Voglio informarti sia dell’attuale situazione siriana sia della condizione dei profughi cristiani. In questo mi permetto di chiedere ancora di continuare a sostenerci e di non abbandonarci.
La guerra imperversa e non lascia possibilità di scampo alcuna.

La situazione in Siria sta degenerando al punto che, nella città di Rable, terroristi islamici hanno sequestrato 220 cristiani cattolici ed hanno posto un ultimatum alla popolazione. I ribelli chiedono, alla comunità cristiana, di lasciare la città entro 10 giorni altrimenti gli ostaggi verranno tutti uccisi. La paura è quella di dover assistere, impotenti, ad un ulteriore massacro di innocenti.

Ad Aleppo, prima città cattolica del Medio Oriente e patrimonio mondiale dell’umanità (così definita dall’UNESCO), kamikaze musulmani si sono fatti saltare in aria e, con il loro "sacrificio", hanno devastato chiese, conventi e tutto il centro storico. Hanno ucciso migliaia di persone, affamato famiglie, diviso fratelli e causato un notevole incremento nelle fila dei profughi alla ricerca di salvezza. Continuamente accogliamo nuove famiglie che cercano disperatamente aiuto.
La Chiesa piange i suoi figli e si unisce al loro grido di richiesta di aiuto. Ti ringrazio dell’aiuto che vorrai offrirci e rinnovo l’invito a visitare la nostra terra che, pur essendo martoriata, risplende in tutta la sua bellezza ed in tutta la sua speranza di vedere un futuro migliore basato soltanto sulla pace e sul rispetto reciproco.
Ponendo grande attenzione alla tua sensibilità ti invio qualche immagine che fotografa la tragica condizione che siamo costretti a vivere.
Uniamoci in un’unica famiglia, quella cristiana, poiché «La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti» (CCC 2304). Solo così potremo collaborare alla costruzione del Regno di Dio: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9).
Ti ringrazio caldamente a nome della martire comunità cristiana perché un piccolo aiuto significa la salvezza di un uomo.

Grazie e che il Signore benedica i pensieri del tuo cuore.

Tuo fratello in Cristo

 

le foto che accompagnano questa richiesta di aiuto sono sconvolgenti. Ci sono chiese bombardate e saccheggiate, jidaisti che esultano mostrando le croci divelte dalle chiese, bambini ammassati in un aula scolastica , unico rifugio, immagini di un bimbo sgozzato, si un uomo cui è stata tagliata via la faccia.

 

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