Questa è una mela. O forse no…. La CNN tra Tommaso e Magritte.

La CNN è scesa in campo contro le fake news, era ora, hanno pensato in molti immaginando che finalmente avrebbero chiesto scusa per quelle sulle armi di Saddam o sui sondaggi a favore di Hillary Rodham-Clinton.
Ma invece hanno solo finito per ‘incartarsi’ da soli …

L’idea a dirla tutta non è neanche originale, hanno scelto l’immagine di una mela per dire che se uno la spaccia per banana si tratta di una fake news, la stessa cosa si tramanda che facesse anche san Tommaso D’Aquino all’inizio delle lezioni quando indicando proprio una mela diceva:

«Questa è una mela. Chi non è d’accordo, può andar via».

Questo lo spot di trenta secondi della CNN:

Noi che abbiamo fatto di questo il nostro motto tradotto nella frase latina “Adaequatio rei et intellectus” non possiamo che essere d’accordo, il problema è però che a quanto pare lo spot potrebbe essere accusato di omofobia in quanto l’affermazione che una mela non è una banana è fin troppo facilmente utilizzabile per dire che se un essere umano ha le gonadi maschili (vogliamo fare cromosomi XY per essere più precisi…) è un maschio e non una femmina, come prontamente fatto notare da qualcuno:

San Tommaso 1 – politically correct 0, risultato finale, grazie all’assist della CNN (forse sarebbe più corretto classificare come un autogol).

A questo punto lo spot ha quindi iniziato a prendere più l’aspetto di una specie di bugiardino, quei foglietti che si trovano nelle scatole dei medicinali e che mettono in guardia contro i danni che il farmaco commercializzato può arrecare, un po’ come dire ‘usatelo con cautela perché mentre vi divertite davanti al tiggì vi intossicate di balle’.

Chissà se qualcuno dalle parti della CNN se ne è accorto, comunque ormai il danno è fatto. Lo spot dell’emittente USA è così ben riuscito che adesso potrebbe benissimo essere preso in prestito da Citizen GO nella sua campagna “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine”:

Ma non è tutto, il messaggio della CNN può essere analizzato anche in modo più sottile, uno come Magritte avrebbe ad esempio avuto molto da ridire sull’affermazione “questa è una mela”, ecco infatti cosa scriveva in un suo celebre dipinto:

“Ceci n’est pas une pomme” (questa non è una mela). Magritte giustamente metteva in guardia dal rischio di identificare un’immagine con l’oggetto rappresentato.

Quando la CNN afferma dunque che l’immagine della mela non è una banana dice il vero, ma quando invece afferma che l’immagine di una mela è una mela mente, ed è esattamente il tipo di menzogna che passa attraverso i media.

Le grandi agenzie di stampa, e i loro ripetitori su carta o virtuali, propongono solo l’immagine che loro dipingono della realtà e la chiamano realtà. Le fake news o bufale, sono per loro utili in quanto servono a far credere che se quel disegno non è una banana deve per forza essere una mela, ma come abbiamo visto non è una mela, è la rappresentazione che la CNN fa di una mela, qualcosa che fa pensare ad una mela ma non lo è e che noi dovremmo prendere come fosse un fatto.

Quando leggiamo i giornali o guardiamo la tivvù pensiamo allo spot della CNN e ricordiamoci di quello che ci ha insegnato Magritte ripetendo: questa non è una mela.