qualcuno dica a Bergoglio che ammazano i cristiani come cani

Da ieri è reperibile su Internet The Global War on Christians  di John Allen (edizione Random House) Bisogna sapere l’inglese, però potrebbe valere la pena. Se siete a corto di quattrini potete scaricare gratis il primo capitolo. Il libro parla di quello che Allen definisce il segreto più custodito del terzo millennio, il massacro sistematico dei cristiani. Ci sono stati i Gulag, e dei morti cristiani abbiamo perso il conto: i seminaristi erano costretti a diventare le puttane del campo, cioè subivano decine di stupri al giorno. Il fatto che avessero portato una sottana li faceva ritenere idonei. Il fatto che in quanto cristiani non potessero suicidarsi, rendeva particolarmente funzionale la scelta. Il sacerdote don Gallo ha sventolato sull’altare della sua chiesa una bandiera rossa con la falce e martello, la stessa bandiera dei Gulag, della Cora del Nord. I cristiani in quanto tali sono stati uccisi nella guerra civile spagnola, nei lager nazisti, nei lagoi cinesi. Che Guevara ne massacrò un bel po’, tra sacerdoti cristiani e pastori protestanti, insieme gli omosessuali in campi di sterminio sull’ingresso c’era scritto “il lavoro rende uomini.”

Il libro di Allen finalmente parla dei massacri attuali. “La persecuzione dei cristiani è la storia religiosa più drammatica di questo inizio XXI secolo. I cristiani sono senza dubbio il gruppo religioso più perseguitato del pianeta”., spiega Allen, John Allen cita i numeri del demografo Todd Johnson, secondo il quale dal 2000 a oggi, ogni anno ci sono stati in media centomila morti cristiani. Secondo il centro per lo studio del cristianesimo del Gordon- Conwell Theological Seminary nel Massachusetts, ogni ora undici cristiani vengono uccisi in qualche parte nel mondo per la loro identità. “Il mondo sta assistendo alla nascita di una nuova generazione di martiri cristiani”, spiega Allen. “La carneficina in corso su vasta scala è tale che essa rappresenta non solo la più drammatica storia cristiana del nostro tempo, ma forse la principale sfida ai diritti umani”.

Ovviamente è bene intenzionati paladini del politicamente corretto Allen la mette giù dura: non c’entra un accidente conflitti locali. C’è una precisa volontà di sradicare con il ferro col fuoco, e con il dolore, la cristianità della superficie del pianeta, di calpestare i due più elementari diritti, il diritto alla vita e il diritto alla fede religiosa, di milioni e milioni di creature umane  calpestate, migliaia di chiese secolari e plurisecolari distrutte. Ancora più sconvolgente della crudeltà contro i cristiani e l’assoluta indifferenza di tutto il mondo occidentale alla loro distruzione, incluse le gerarchie ecclesiastiche, in articolare quelle cattoliche. Il Vaticano è del tutto indifferente al dolore e alle persecuzioni, non solo nel senso che non le ricorda e non le compiange se non in poche imbarazzate battute, tese a non offendere nessuno, ma nel senso che non sta organizzando nessun tipo di aiuto e soccorso, né lo sta chiedendo alle nazioni, né alle nazioni sta chiedendo un’azione diplomatica in favore delle minoranze perseguitate.

Stiamo ricevendo lettere dei cristiani in fuga dalla Siria. Sono lettere drammatiche. Queste persone raccontano le atrocità cui hanno assistito, raccontano di chiese secolari bruciate. Sono rifugiati in Libano, a ottocento metri d’altezza e sta per arrivare secondo inverno che passano su quelle montagne, ammassati nelle aule di una scuola di un vescovado. Hanno bisogno di denaro, per comprare tutto, dal latte in polvere alla speranza. Immagino che dovremmo rispondere che i veri problemi sono la disoccupazione dei giovani e il fatto che i vecchi siano abbandonati: queste le due priorità dell’umanità in questo momento secondo il signore che siede sul trono di Pietro nel suo dialogo con lo gnomo del pensiero Eugenio Scalfari. Aggiungiamo poi quanto sia disdicevole il desiderio di denaro, spediamo la lettera e ce ne andiamo a dormire nei nostri lettini puliti come Bergoglio.  Allen spiega l’indifferenza assoluta al problema. Immaginate se i corrispondenti di guerra alla fine del 1944 avessero raccontato la battaglia delle Ardenne senza spiegare che si trattava di un punto di svolta nella Seconda guerra mondiale. O se i giornalisti economici avessero raccontato il tracollo di Aig nel 2008 senza dire che ha sollevato domande sui derivati e sui mutui sub-prime e che poteva presagire una grande implosione finanziaria? La maggior parte delle persone direbbe che i giornalisti non sono riusciti a fornire il giusto contesto per comprendere la notizia. Eppure, questo è ciò che abitualmente i media fanno quando si tratta di persecuzione contro i cristiani in tutto il mondo. Per questo la guerra globale contro i cristiani resta la più grande storia mai raccontata dei primi anni del XXI secolo”. Secondo la Società internazionale per i diritti umani, un osservatorio laico con sede a Francoforte, “l’ottanta per cento di tutti gli atti di discriminazione religiosa nel mondo oggi sono diretti contro i cristiani”.

“Ma nel complesso, la guerra ai cristiani resta il segreto meglio conservato al mondo”, scrive Allen. “Nell’ambiente laico diversi fattori si intersecano a spiegare l’indifferenza verso la persecuzione globale dei cristiani. In primo luogo, i laicisti sono sorprendentemente ignoranti su argomenti religiosi. C’è poi una ostilità verso il cristianesimo, inclini a vederlo come un agente di repressione, non la sua vittima. A evocare la ‘persecuzione religiosa’ convengono le immagini delle Crociate, dell’Inquisizione, delle guerre di religione, di Bruno e Savonarola, dei processi alle streghe di Salem. E’ l’ora per il pensiero laico di superare ‘Il Codice da Vinci’”. Ma il vero motivo è ancora più profondo, dice Allen, ovvero la persecuzione anticristiana “cade esattamente nel punto cieco dell’occidente”. Le vittime sono “troppo cristiane” per eccitare la compassione di sinistra, “troppo straniere” per interessare alla destra. “I liberal celebrano i martiri dei regimi di destra in America latina, ma non sono disposti a riconoscere la realtà di odio anticristiano nella Striscia di Gaza controllata da Hamas, o il modo in cui regimi di sinistra fanno spesso dei cristiani i loro primi obiettivi”, scrive Allen.

I cristiani sono morti squallidi, poco cool, ricordano l’odore di  minestrina degli oratori, la loro morte non infiamma nessuno. Non infiammano i ragazzotti con i jeans sdruciti, non infiammano  i manager in giacca e cravatta. A loro non sembra minimamente interessati nemmeno le gerarchie ecclesiastiche.

I cristiani muoiono nel ferro  e nel fuoco. Coloro che credono nello Spirito Santo non smettano di pregarlo perché trasformi i dementi in saggi e in coraggiosi i vili.