Qualche doverosa spiegazione!

Carissimo lettore,

so che stai leggendo su di me cose terribili ed è il mio dovere rassicurarti, anche perché i giornali che pubblicano cose terribili su di me si guardano bene dal gesto ovvio di telefonarmi e chiedermi cosa accidenti veramente ho detto, quindi te lo dico qui. Io sto facendo una guerra. Nelle foto ci sono io con alcuni dei miei libri: “Le malattie dell’omosessuale maschio”, “Patologie infettive del maschio omosessuale” sono i titoli di testi medici.  Certo, fino agli anni 80 era ancora possibile dedicare interi libri e i loro titoli alla spaventosa patologia cui porta essere gay, poi i movimenti LGBT hanno impedito questi titoli, e ora tutto è spampanato in miriadi di articoli.

Se sei una persona che si definisce omosessuale, allora permettimi di dirti che non è vero che sia una condizione genetica o strutturale è un comportamento. Un comportamento che porta dolore e patologia, e che può essere interrotto.

Io sono un medico che scrive. I miei libri mi sono serviti per curare.

La mortale affermazione che la gaytudine sia una forma di normalità è un’affermazione falsa e mortale, perché sta propagando malattie, malattie controllate a costi folli in occidente, incontrollate e mortali in Brasile, India, Africa, e tutti i paesi con una minore protezione medica rispetto all’occidente.

Dato che la cavità anorettale ha una struttura anatomica perfetta per defecare e disastrosa per subire la penetrazione del pene, subisce danni proctologici che a loro volta favoriscono, moltiplicando il rischio rispetto al rapporto vagina pene le malattie a trasmissione sessuale.

Un paio di articoli.

Già si sapeva che l’epatite A sia molto alta tra i gay dato che un virus orofecale si contagia passando dalla penetrazione anale alla fellazio, resta sulle mani che hanno estratto dalla cavità anale dell’altro il pene sul quale inevitabilmente è presente materiale fecale; motivo per cui da sempre la vaccinazione anti epatite A è consigliata tra i gay.  In questo articolo

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/03/23/ansa-iss-epidemia-epatite-a-tra-omosessualicasi-quintuplicati_92b691d7-f0dd-4904-b809-04601ce63373.html

si spiega come l’epatite A ( ma anche tutte le altre infezioni) hanno dei picchi dopo i pride, soprattutto quelli internazionali. Persone diverse si incontrano, mettono in comune i loro vissuti, ma anche i loro batteri e i loro virus, che si moltiplicano. I sindaci che finanziano i pride con il denaro pubblico commettono un gesto gravissimo che facilita la diffusione di malattie. Nell’articolo la soluzione proposta è la vaccinazione anti epatite A: una follia. Possiamo vaccinare contro l’epatite A, ma non contro tutti i batteri orofecali. Il consiglio corretto è l’astinenza.

In questo articolo http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2014/07/11/news/aids_nuove_linee_guida_oms_subito_pillola_preventiva_per_omosessuali-91279599/

spiegano che l’aids è talmente diffuso dai gay che occorre dare loro i farmaci anti aids, i retrovirali, dati di prevenzione. I farmaci retrovirali, che combattono l’aids, ma non l’herpes, i condilomi, l’epatite B, il papilloma virus, la sifilide e la gonorrea, non sono la soluzione. La soluzione è l’astinenza: la lettera A dell’acronimo abc coniato per combattere la diffusione dell’aids.

L’introduzione del pene in cavità anale nuoce gravemente alla salute. Che sia fatto contro un uomo o contro una donna. La salute di gran lunga più danneggiata è quella del ricevente, che sia maschio o che sia femmina. In un rapporto non protetto con una persona con un’infezione sessualmente trasmissibile, una donna ha il doppio del rischio di un maschio a contrarre l’infezione, perché lo sperma e il liquido seminale, che contengono l’infezione restano in vagina. Il rischio si triplica se ci sono escoriazioni o ferite: se la donna è stata deflorata, quindi c’è la piccola ferita aperta dell’imene lacerato, se è stata sottoposta al traumatismo della vagina come in uno stupro di gruppo il suo rischio è triplo. Nel rapporto anale, che è sempre un trauma per l’organismo, abbiamo una percentuale di rischio addirittura superiore al rapporto vaginale traumatico, perché ci sono sempre microlesioni, sempre, e perché la difesa immunitaria è minore.

Non posso considerarmi un medico e tacere sull’inganno universale che il movimento LGBTsta portando avanti con un esercito di infettati.

Nel mondo occidentale di aids non si muore più, la malattia può essere gestita, ma non è uno scherzo, si tratta di una patologia inguaribile. L’epatite B e il papilloma virus, possono portare invece a complicazioni potenzialmente mortali, insufficienza epatica e cancro dell’ano: anche qui consigliata la vaccinazione ai gay, in quanto categoria a rischio: i gay quindi dovrebbero vaccinarsi contr epatite A, epatite B, papilloma virus, e prendere i retrovirali per prevenire l’Aids: inoltre in quanto categoria a rischio è sconsigliata o vietata a seconda degli stati la donazione di sangue. Possiamo affermare che chiunque affermi che questa sia normalità, sta mentendo?  Non esiste, però,  solo il mondo occidentale, dove retrovirali e vaccinazioni si possono ottenere.  Io non ho intenzione di fermarmi fino a quando non avrò annientato il movimento lgbt mondiale. Il mio primo scopo è fermare i finanziamenti in Italia al movimento jgbt e ai pride: perché finanziamo situazioni che incentivano patologie.

Non sono sotto inchiesta, ma questa notizia diffusa dal Corsera è stata una fortuna. Ha ancora di più rilanciato quello che sto dicendo . La cosiddetta omosessualità maschile, la gaytudine  causa patologia, è basata sul dolore, la penetrazione anale causa dolore, può causare fuoriuscita di feci, come testimoniato da gay.it

http://www.gay.tv/articolo/essere-passivi-e-difficile-scopri-tutti-i-trucchi-in-questo-libro-che-e-il-perfetto-regalo-di-natale/41937/

Quindi è falso che sia naturale e normale. Grazie a questa notorietà sto raggiungendo i miei scopi. Laro lettore, tu non ha idea delle persone che mi abbracciano per strada e sui treni e mi ringraziano. Tu non ha idea delle lettere che ricevo di non mollare. Altri medici e altri endoscopisti stanno aggiungendo le loro voci alle mie per parlare del disastro sanitario che è il mondo gay, mondo di dolore e sottomissione secondo le loro stesse affermazioni, mondo di dark room, glory hole e pugni infilati nella cavità anale. Adolescenti, miei lettori, mi hanno scritto: mi chiedevo se sono gay, dopo aver letto quello che lei scrive mi sono risposto che non lo sono, e mi sono chiesto come mi fosse venuta un’idea del genere. Io lo so. Una martellante propaganda basata su narrazioni, film e telefilm dove il gay è sempre presente è sempre bello, etico, buono e perseguitato oltre che al l’indottrinamento scolastico e mediatico hanno determinato la spinta verso la gaytudine. Il nostro cervello funziona con i neuroni specchio, in particolare in adolescenza. Per l’adolescente uniformarsi al modello che è contemporaneamente buono e trasgressivo è irresistibile. All’inizio la gaytudine è una scelta. L’affermazione che esista in natura è falsa: molti mammiferi maschi mimano l’atto sessuale con un altro maschio per imporgli la loro supremazia nel branco, ma non c’è la penetrazione. Non esiste  in natura una pulsione istintiva a mettere il pene in mezzo ai batteri fecali di un altro, uomo o di una donna, col rischio della prostatite se i batteri risalgono lungo l’uretra, non può esistere in natura l’istinto di farsi infilare il pene nella cavità anale: se viene fatto senza lubrificante, le prime volte un intero tubetto di gel anestetico (luan) come raccomandato su gay.it  il dolore è intollerabile e le conseguenze (ragadi) quasi certe. Altri doni sono emorroidi, fistole, ascesso anale, ascesso perianale, cancro dell’ano e finalmente il top: l’incontinenza fecale. La cavità anale non è stata creata per essere forzata dall’esterno verso l’interno, ma solo dall’interno verso l’esterno e da qualcosa di più piccolo, bel più piccolo e malleabile di un pene in erezione. Con il tempo si instaurano lesioni dello sfintere interno ed esterno, con allargamento del diametro dell’ano e un meccanismo di inversione del senso del piacere e del dolore fondamentale in ogni relazione sado maso. Il secondo risultato che ho ottenuto è che un esercito di donne sta trovando il coraggio di ribellarsi alla penetrazione anale, che , grazie alla pornografia , è stata imposta a mogli, compagne, alle prostitute. Il dolore può essere talmente forte che per tollerarlo molte persone usano analgesici e miorilassanti. Grazie all’articolo del Corriere della Sera la frase:

“Questo non è naturale, non è normale”

è stata letta in tutta Italia, e l’esercito di persone che da sempre lo pensa ha finalmente trovato una voce. Una voce che non si fermerà, nessuno si illuda.

Non voglio discriminare innocenti. Voglio liberare persone da una gabbia. La cosiddetta omosessualità è un disturbo di conversione, dove viene paralizzato il normale istinto sessuale e sostituito con un’attrazione per il proprio sesso che diventa addirittura una pulsione invincibile a furia di assecondarla. Esattamente come i disturbi alimentari, con cui ha molti punti in comune. E dato che il cervello umano è plastico, più si va avanti nel sopprimere l’istinto sessuale, l’unico esistente, verso l’altro sesso, più aumenta l’attrazione per il proprio sesso. L’istinto sessuale, come l’istinto materno, e l’istinto si sopravvivenza ha sede nei cervelli arcaici. Il suicidio, l’aborto ( l’istinto primordiale è per la riproduzione; la violazione di questo istinto primordiale causa la cosiddetta e misconosciuta sindrome post aborto) e il soffocare la sessualità (l’unica, quella verso l’altro sesso) sono costruzioni culturali. E le costruzioni culturali si imitano attraverso i neuroni specchio esempio paradigmatico: il suicidio. Alla notizia di un suicidio per qualche motivo particolare, segue una scia di imitatori. A ogni terrorista suicida, altri imitatori vogliono morire da terroristi suicidi. A ogni pride un certo numero di ragazzini si chiede: vuoi vedere che anche io sono gay?

Nel corso della sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2001, dedicata interamente al tema dell’Aids, Peter Piot allora direttore generale del programma anti-Aids dell’ONU, UNAIDS, riassunse in un acronimo ABC (A= Abstinence, B= Be faithful, C= Condom) i punti essenziali della strategia di prevenzione dell’infezione da HIV. La regola ABC era raccomandata nei rapporti uomo donna, certo, ma soprattutto, venti volte di più, nei rapporti uomo uomo, perché il contagio dell’Aids, come di ogni altra patologia infettiva, è venti volte più grave nel rapporto uomo uomo.

Traduco in parole povere: sei un maschio e ti senti attratto da un altro maschio? Vivi in astinenza, vivi la tua attrazione in maniera platonica. Questo è l’unico consiglio che ti garantisca al 100% di non subire danni e non fare danni, quindi è l’unico consiglio che un medico degno di questo nome debba dare. In effetti qualsiasi medico che non dia questo come primo consiglio ha violate le regole della prevenzione. Ha violato il suo ruolo di medico.

Il secondo consiglio: entra in relazione con un unico uomo nella tua vita e che abbia avuto a sua volta un unico uomo, se proprio non ce la fai: condom. Stesse regole anche per gli altri, sia chiaro. Va detto anche a chi vuol fare sesso con persone dell’altro sesso. Non fate sesso, è una noia mortale. Fate l’amore, qualcosa di bello, di affettivamente potente, da fare con qualcuno che ami per la vita. Perché si tengono a scuola lezioni di educazione sessuale che non scoraggiano la promiscuità, l’anaffettività, ma che addirittura le incoraggiano?

Questa strategia di lotta all’AIDS, che aveva come piano a l’astinenza, quella che io chiamo castità, come piano B la fedeltà, una coppia stabile senza promiscuità, e solo come piano C il condom è dell’OMS, è stata tradita dagli stessi ordini dei medici, che non osano parlare di castità, dai docenti di educazione sessuale nelle scuole che parlano solo di condom, ignorando o fingendo di ignorare che quando si arriva alla promiscuità il condom non viene usato in più del 50% dei casi, perché la promiscuità si nutre di rischio e di auto aggressione. Il tentativo di arginare l’AIDS e le altre infezioni a trasmissione sessuale mediante A-B-C è saltata a causa dei movimenti LGBT, dei pride, dei sindaci che li hanno finanziati.

Fiumi di ragazzini sono stati affascinati da un pride, hanno sentito a scuola che gay è bello, si sono avvicinati al mondo omo sulla spinta di questa falsa allegria, hanno contagiato la promiscuità e si sono trovati con  un epatite B, un po’ di AIDS.  Sono un  medico che ha assistito ragazzi o uomini che sono morti di AIDS, (facevo il medico prima dei retrovirali, ho fatto il medico in Africa,) di cancro dell’ano, di cancro del fegato da epatite, e che vorrei dire la mia  sull’affermazione di Vladimir Guadagno che” nessuno è mai morto per essersela presa nel didietro”, Il momento è venuto di alzarci in piedi e cominciare a batterci. Il nostro ruolo è proteggere. Proteggere attraverso la verità.

Nel primo video potete trovare cosa è veramente la culture Gay. Purtroppo conosco maledettamente il mondo gay: è questo.

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2017/02/20/roma-orge-e-prostituzione-e-palazzo-chigi-paga-_10832.shtml

Nel secondo video quello che sta succedendo a miriadi di ragazzi, e a miriadi di ragazzini, 13enni, 15enni: affascinati dalle idiozie che dicono loro a scuola, gay è bello, affascinati dal falso trasgressivo statale dei pride  si avvicinano al mondo gay: circoli gay addirittura si dichiarano centri antiviolenza, e ne conoscono bruscamente la vera natura.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/roma-sesso-e-soldi-pubblici-chi-dice-bufale_702047.html

I ragazzi cominciano a frequentare i circoli lgbt, finanziati dallo stato, convinti che siano luoghi trasgressivi, spiritosi e sicuri: sono luoghi di saune e dark room.

Stanno aumentando vertiginosamente gli stupri contro ragazzi o uomini. I ragazzi non denunciano, subire uno stupro per un ragazzo è la morte civile. Mentre tutti parlano di bullismo omofobo, vogliamo parlare del terribile e sommerso e tragico fenomeno dello stupro su maschio?

Il circolo Mario Mieli di Roma, finanziato con denaro pubblico in quanto ente morale, è intitolato a Mario Mieli, cantore, nel suo libro Elementi di critica omosessuale, di pedofilia, coprofagia, e necrofilia. La pedofilia su un bambino, cioè la penetrazione anale, è molto più grave dello stupro vaginale: i danni e le lacerazioni sono ben più gravi. Mario Mieli faceva spettacoli teatrali dove mangiava gli escrementi suoi e del suo cane. Sulla necrofilia , vuoi i particolari?

Caro lettore, sei  favorevole o contrario a pedofilia, coprofagia e necrofilia? Contrario, vero? E come accidenti riesci a tollerare che un circolo intitolato a un appassionato cultore di queste pratiche sia finanziato da denaro pubblico come ente morale ed entri nelle scuole a insegnare l’affettività ai ragazzi? Io non sono disposta a tollerarlo un giorno di più.

E’ stata scritta l’assoluta idiozia che io odio i gay. È vero il contrario: io li amo. L’interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte l’origine del termine, senza morte, non voglio che tu muoia. Quando noi amiamo qualcuno, non vogliamo che muoia. Questa è l’unica interpretazione. Non voglio che muoiano gli omosessuali (non amo questo termine sbagliato, spiegherò poi perché; per adesso lo uso) che vengono impiccati come cani in Iran e in Arabia Saudita, o uccisi buttandoli giù dal quinto piano a Gaza e a Mosul, nell’indifferenza generale di Onu, comunità europea, cancellerie occidentali e soprattutto dei movimenti lgbt. Per loro hanno parlato solamente Oriana Fallaci, Magdi Allam, Alexandre del Valle, e pochi altri tra cui io. Non voglio che gli omosessuali (cosiddetti) muoiano di AIDS, epatite B, cancro dell’ano. Le regole per evitare il disastro, lo ripeto perché vale la pena di ripeterlo,  sono riassunte in un acronimo ABC (A= Abstinence, B= Be faithful, C= Condom) La criminale affermazione sempre più diffusa è sempre più creduta da un’enorme fetta della popolazione che l’associazione omosessualità e malattie sessualmete trasmesse  sia uno stereotipo omofobo , cioè un falso, ha fatto saltare completamente le regole stabilite nel 2001. Questa menzogna è una menzogna smentita dagli stessi siti gay, che hanno sempre numerose pagine dedicate alla malattie sessualmente trasmissibili e ai disturbi proctologici.

Come diceva Orwell nell’ora dell’ inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario

La menzogna universale afferma che l’omosessualità non solo esista come struttura genetica e stabile,  ma che sia anche  assolutamente normale. Su questa menzogna un’intera civiltà sta morendo, un’intera civiltà ha abbattuto la sua conquista più fondamentale: il diritto di parola, perché occorre imbavagliare tutti quelli che osano dire che l’idea che qualcosa che genera dolore e malattia sia normale, è falsa. L’Onu, nella persona dell’avvocato tailandese Vitit Muntarbhorn  ha appena stabilito che è giusto limitare la libertà di parola e quella di religione, ove la “normalità” dell’omosessualità sia messa in dubbio.  Su questa menzogna un’intera civiltà ha rinnegato il diritto alla libertà religiosa, l’elementare diritto di un bambino ad avere un padre e una madre. Per questa menzogna un’intera civiltà ha rinnegato la propria lingua: le parole madre e padre, le due parole in assoluto più ancestrali e più fondamentali, sono state abolite da genitore uno e genitore due. Esimi zuzzurelloni hanno affermato che madre e padre sono un concetto culturale e uno stereotipo.

Ho il dovere della verità: lo devo i miei lettori, lo devo a Yorsh, Rankstrail e Hania: per me sono vivi, loro per me sono persone, quando guido loro sono di fianco a me, quando sono al supermercato so cosa sceglierebbero sugli scaffali. I nostri libri sono migliori di noi, sono più intelligenti, più forti e più coraggiosi, ma a furia di scrivere le noi diventiamo un pochino più intelligenti più forti e più coraggiosi. Come posso guardare negli occhi Hania, se non combatto per la verità, anche a costo della mia carriera, anche a costo di danni economici, anche a costo della mia libertà, ( se passa il ddl Scalfarotto finisco fisicamente in prigione.) Fiumi di odio si riversano. Non scommetterei grosse somme sulla mia possibilità di morire nel mio letto.  Se non avessi con me i personaggi dei miei libri a insegnarmi il coraggio non ce la farei. Ma ho loro. Devo farlo. Come posso guardare negli occhi Rankstrail se, potendo evitare che ragazzini si ammalino di aids frequentando le dark room, non l’ho evitato. Qualcuno deve salvare i ragazzi, che non restino incastrati in un ruolo che distruggerà le loro vite. Il destino di un uomo è mettere il suo pene nella cavità vaginale di una donna perché la vita possa nascere, non di farsi penetrare analmente da un altro uomo. Nel mondo gay il disprezzo per i bottom ( i passivi, quelli attivi si chiamano up)  è tangibile. Nessuno nasce con il destino di essere un bottom. Bottom si diventa. Subire una penetrazione anale è un miscuglio di dolore e umiliazione che annienta il senso del se, e conduce a una situazione di sottomissione permanente. Lo stesso meccanismo con cui si crea la mente del masochista. Essere un bottom è masochismo e distrugge sempre di più la stima di se, salvo, a volte, esprimere al mondo un’aggressività che è quella che i sommersi hanno per i salvati. Un bottom era Mario Mieli, che ha finito la sua vita con un suicidio e faceva spettacoli teatrali dove mangiava i suoi escrementi e quelli del suo cane. Quanto disprezzo di sé ci vuole, per fare questo?.

E si resta bottom perché si resta incastrati in un ruolo che modifica il cervello, e da cui si deve essere tirati fuori mediante un vero processo di disintossicazione.  La pubblicità capillare al rapporto anale, fatta dai siti pornografici e da lì estesa ai giornali femminili, alle false statistiche (8 donne su 10 amano il sesso anale) alle false informazioni (basta essere rilassate) hanno fatto sì che il dolore e l’umiliazione della penetrazione anale siano inflitti anche alle donne, anche loro sono bottom, siano ormai la norma per le prostitute e per le porno star che devono ricorrere a cocktail di farmaci analgesici e miorilassanti, per riuscire a tollerare.

Il mio prossimo libro: “Anche tu puoi smettere di essere un bottom se sai come farlo. Sia tu sia maschio, sia tu sia femmina.” La sessualità è il dono massimo fatto da Dio (dalla Natura se siete atei) agli uomini e alle donne perché possano completarsi a vicenda e creare la vita. Lasciamo gli escrementi, il dolore e la sottomissione dolente fuori da tutto questo.

Silvana De Mari

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