Proteggere attraverso la verità

Nel corso della sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2001, dedicata interamente al tema dell’Aids, Peter Piot allora direttore generale del programma anti-Aids dell’ONU, UNAIDS, riassunse in un acronimo ABC (A= Abstinence, B= Be faithful, C= Condom) i punti essenziali della strategia di prevenzione dell’infezione da HIV.

Traduco in parole povere: sei un maschio e ti senti attratto da un altro maschio? Vivi in astinenza, vivi la tua attrazione in maniera platonica. Questo è l’unico consiglio che ti garantisca al 100% di non subire danni e non fare danni, quindi è l’unico consiglio che un medico degno di questo nome debba dare. In effetti qualsiasi medico che non dia questo come primo consiglio ha violate le regole della prevenzione. Ha violato il suo ruolo di medico.

Il secondo consiglio: entra in relazione con un unico uomo nella tua vita e che abbia avuto a sua volta un unico uomo, se proprio non ce la fai: condom.

Questa strategia di lotta all’AIDS, che aveva come piano a l’astinenza, quella che io chiamo castità, come piano B la fedeltà, una coppia stabile senza promiscuità, e solo come piano C il condom è dell’OMS, è stata tradita dagli stessi ordini dei medici, che non osano parlare di castità, dai docenti di educazione sessuale nelle scuole che parlano solo di condom, ignorando o fingendo di ignorare che quando si arriva alla promiscuità il condom non viene usato in più del 50% dei casi, perché la promiscuità si nutre di rischio e di auto aggressione. Il tentativo di arginare l’AIDS e le altre infezioni a trasmissione sessuale mediante A-B-C è saltata a causa dei movimenti LGBT, dei pride, dei sindaci che li hanno finanziati.

Chiunque sia stato affascinato da un pride, abbia sentito a scuola che gay è bello, si sia avvicinato al mondo omo sulla spinta di questa falsa allegria, ne abbia contagiato la promiscuità e si sia trovato poco contento per un epatite B, un po’ di AIDS e sia un po’ incazzato, non è che ha voglia chiedere un risarcimento? Cominciate a segnalarci il vostro caso. A tutti i medici ai quali non risulta che la gaytudine faccia questa montagna di bene ai gay, al loro sistema immunitario, al loro fegato e alle loro cavità anorettali e abbiano voglia di parlarne, mettetevi in contatto con noi. A tutti i medici che hanno assistito ragazzi o uomini che sono morti di AIDS, di cancro dell’ano, di cancro del fegato da epatite, e che vorrebbero dire la loro sull’affermazione di Vladimir Guadagno che” nessuno è mai morto per essersela presa nel didietro”, mettetevi in contatto con noi. Il momento è venuto di alzarci in piedi e cominciare a batterci. Il nostro ruolo è proteggere. Proteggere attraverso la verità.

Silvana De Mari