Principio del Piacere e ricerca della felicità

Il principio del piacere sembra essere la spinta della realizzazione di sé. Quando poi ci soffermiamo sulle dinamiche, che sottendono il raggiungimento del piacere e quindi della felicità, ci accorgiamo che può essere autodistruttivo. Più si tende al piacere e meno lo si raggiunge. Si entra in una circolarità perversa, che tende a concentrare tutte le forze e possibilità in questa direzione per questo scopo. Questa autodistruttività, propria della ricerca del piacere, è presente in tante problematiche di funzionamento sessuale. Infatti, orgasmo e potenza sessuale vengono meno quando diventano oggetto intenzionale, cioè sono obiettivi che devono essere raggiunti a tutti i costi. Il caso più frequente lo si ha quando nella situazione sessuale un’eccessiva intenzionalità si unisce ad una eccessiva attenzione. Il soggetto è concentrato su se stesso, chiuso nella ricerca del piacere, ansioso di fronte difficile risultato da raggiungere. Il paradosso è che più vuole meno ottiene.
Il piacere non è mai lo scopo dell’agire dell’uomo, piuttosto una conseguenza, un effetto collaterale dello scopo raggiunto.
IL raggiungimento di uno scopo costituisce la ragione per essere felici. Si vuol dire che, se vi è una ragione per essere felici, la felicità scaturisce automaticamente.

Gilberto gobbi