Pregiudizi e stereotipi

Purtroppo la parola pregiudizio è usata in maniera etimologicamente scorretta.

Pregiudizio non vuol dire giudizio negativo e nemmeno giudizio sbagliato, ma semplicemente giudizio preformato.

Il 99% del nostro cervello funziona, fortunatamente, in base a giudizi preformati. Facciamo un esempio se lasciamo cadere per terra una bottiglietta d’acqua in plastica sappiamo già che non si rompe. Noi sappiamo già, prima di toccarla, che sensazioni ci darà la bottiglietta di vetro, quella in plastica, e sappiamo che la prima se cade si rompe,la seconda no. Abbiamo scoperto da tempo queste verità e le applichiamo.

Un pregiudizio ci salva la vita.

Se ho mangiato un delizioso funghetto rosso a pallini bianchi e per poco non ci sono rimasta ammazzata, non ne mangerò più.

Se ho mangiato una mela e sono sopravvissuta , deduco che le mele sono buone. La volta che incrocio la strega di Biancaneve che nella mela ha iniettato la stricnina il sistema fallisce, ma nella maggioranza dei casi il pregiudizio che le mele siano buone funziona e ha un senso. Il fatto che un’affermazione sia un pregiudizio è un punto a favore della sua veridicità, se ritengo l’affermazione falsa ho l’onere della prova.

Stesso discorso per lo stereotipo .

Ci sono buone probabilità che lo stereotipo si sia formato in base a osservazioni statistiche maggioritarie . Il fatto che sia uno stereotipo non vuol dire che è sicuramente vero nel 100% dei casi, ma che è verosimile che sia vero in un numero di casi statisticamente importante.

I cosiddetti stereotipi sul maschile e femminile , condivisi da tutte le civiltà vitali (la nostra non lo è non solo perché la natalità è sotto i termini minimi, ma per la solitudine e l’infelicità profonde )sono conseguenti dell’enorme differenza tra il genotipo XX e XY.

Ci sono più geni differenti tra un uomo e una donna che tra un uomo e uno scimpanzé maschio o una donna e uno scimpanzé femmina. I sessi sono due XX e XY.

Non si sono altri sessi.

L’incapacità ad accettare le caratteristiche fisiche e mentali ed endocrinologiche e sociali del proprio sesso si chiama dismorfofobia, ed è sempre più frequente sia perché siamo una società isterica, sia perché la belligeranza permanente che ha annientato la coppia genitoriale impedisce ai figli di identificarsi con il genitore del proprio sesso, visto che l’altro lo disprezza.

Quindi recuperiamo i nostri stereotipi, e teniamoceli stretti. Se la mia casa brucia, voglio che i pompieri siano maschi, a forma di armadio, come quelli di Amatrice.

Sarà uno stereotipo il pompiere maschio e a forma di armadio, ma ma me piace così.


Silvana De Mari

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