Persone a cui voglio bene

Oggi due simpatici e bravissimi attori probabilmente inviati dalla controparte per così dire, sono venuti nel mio studio a fare una ammirevole sceneggiata.
Perché sono stata al gioco?

Perché una persona che si dichiara paziente è un paziente e va trattato da paziente, perché anche se so benissimo che probabilmente avevano un registratore, le persone innanzi a me erano vere e così sono state costrette ad ascoltarmi: io vi voglio bene, la castità vi porterà all’ascetismo e soprattutto, di nuovo, io vi voglio bene.

Perché io vi voglio bene, ma voglio bene anche agli altri e voglio che sia voi che gli altri siate protetti dall’arroganza di quei pochi che stanno imponendo il loro linguaggio a tutti, perché non voglio che affermazioni bizzarre, come considerare stabile e definitiva una condizione assolutamente fluida, siano il verbo.

Esigo il diritto alla verità, la antigienicità di ogni pratica che interessi la cavità anale: prendetene atto, dite che non ve ne importa un fico, non inventatevi una menzogna imposta che nega una verità ovvia. Chiedo che le persone siano persone, che quello che fanno dalla cintola in giù non le caratterizzi e faccia parte del loro privato. Chiedo che il rispetto sia reciproco.

Fino a quando esisterà un circolo intitolato a Mario Mieli, vorrà dire che la protervia e la prepotenza saranno totali. Non intendo tollerare che un circolo sovvenzionato con denaro pubblico inneggi a pedofilia, necrofilia e coprofagia.

Una minoranza ha il diritto di essere tutelata a patto che rispetti i requisiti minimi della maggioranza che la accoglie. Noi non amiamo coprofagia, necrofilia e soprattutto pedofilia. Non amiamo chi ne parla. Siamo borghesi, bigotti, incivili e cattolici sì, fieri di esserlo. Non tolleriamo più nessuno che osi venire a civilizzarci. Tra l’altro non c’è niente da fare, tempo perso. Quindi se quel circolo cambia nome e lo intitolate a qualcuno che non mangi i suoi escrementi e quelli del suo cane crudi e sconditi, non escludiamo si possano trovare dei toni meno crudi.

Se il nome di Mario Mieli resta, signori, è bene che lo sappiate, siamo solo all’inizio.

Silvana De Mari