Il percorso dell’identità psicosessuale – I Parte

Il percorso dell’identità psicosessuale

Premessa – La formazione dell’identità psicosessuale del figlio, maschio o femmina, è un problema di sviluppo della personalità.
L’identità psicosessuale, sotto l’aspetto psicologico, è il risultato dell’elaborazione dei processi relazionali con il padre e la madre da parte del bambino, in un contesto più o meno favorevole o problematico, in costante interazione con la realtà sessuale biologica. Per esempio, se, per motivi vari, il rapporto con il padre è fallimentare, il bambino avrà difficoltà nell’interiorizzare la propria identità sessuale maschile, mentre se la figura maschile sarà introiettata positivamente, l’identità sarà facilitata e le eventuali difficoltà saranno superate con maggiore facilità. Così, se la bambina, per ragioni differenti, assume un’immagine negativa della madre, potrà in futuro avere problemi sia di personalità che di identità. In tutto questo va tenuto presente l’interazione tra gli aspetti genetici e la dimensione ambientale/relazionale.
In queste pagine viene affrontata particolarmente l’incidenza della dinamica ambientale: interessa vedere l’importanza qualitativa e il contributo delle figure genitoriali, padre e madre, sulla formazione e strutturazione dell’identità psicosessuale del bambino, maschio e femmina.

1 – La prima identificazione – Va tenuto presente che, alla nascita, nella fase iniziale di costruzione della propria personalità, i bambini, femmine e maschi, hanno una prima identificazione con la madre, che per loro è la fonte primaria della vita fisica ed psicoaffettiva.
Nelle fasi successive, in particolare durante la prima infanzia, vi sono dei cambiamenti molto significativi, che comportano degli adattamenti molto importanti e delicati per il futuro della crescita. Vi sono dei processi fisici e psichici, che devono avvenire secondo i ritmi e le progressioni previsti dallo sviluppo, altrimenti sarà più difficile attivarli nelle fasi successive. Se prendiamo, per esempio, l’apprendimento del linguaggio, sappiamo che deve avvenire entro i tre anni, perché sarà molto difficile dopo.
Anche l’acquisizione dell’identità psicosessuale segue i suoi tempi e ritmi, oltre i quali sarà più difficile completarla ed avere una ben definita identità. Gli esperti concordano nell’indicare entro il terzo anno di vita il periodo favorevole al conseguimento e alla presa di coscienza dell’identità psicosessuale da parte del bambino. In particolare hanno riscontrato che il periodo di maggiore recettività sull’identità sessuale sembra essere tra i due anni e mezzo e i tre. Se si chiede ad una bambino che cosa è, di norma, egli risponde, senza esitazione: “Io sono un maschio”, come una bambina risponde: “Io sono una femmina”. In questa formazione e percezione della propria identità psicosessuale, la presenza, positiva o negativa, della madre e del padre è determinante, come si vedrà in seguito.
In questo percorso di formazione della personalità e quindi dell’identità psicosessuale, l’itinerario tra maschi e femmine non è uguale, ma ognuno dei due generi ne ha uno suo ben diversificato.
Prima, però, di passare ad analizzare il differente percorso, chiariamo ciò che si intende per identità e in particolare per identità psicosessuale.

Continua nel prossimo articolo.

Gilberto Gobbi

Sorgente: Gilberto Gobbi Blog

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