Perché abbiamo aperto questo blog

La verità vi renderà liberi (Giovanni 8).

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario (George Orwell).

Combatti fino alla morte per la verità e Dio combatterà per te (Siracide).

L’irriverenza è la paladina della verità se non la sua unica difesa (Mark Twain).

La sodomia è antiigienica.

Se è vero che la verità ci renderà liberi, tragicamente vero è anche il contrario: la menzogna ci trasformerà in un popolo di servi, una trasformazione totale e definitiva, come per i colpi di bacchetta magica di Harry Potter.

Se volete sapere perché abbiamo aperto questo blog, ascoltate il podcast della trasmissione radiofonica La zanzara del 23 gennaio 2017, ascoltate cioè il giornalista Parenzo urlare che, se qualcuno si sente offeso da una battuta omofoba, è giusto che porti in tribunale chi ha osato l’affronto; e questa è la democrazia. Davvero questa è democrazia?

No, questa è una dittatura. Si denuncia qualcuno se ha detto il falso; se questo qualcuno ha detto il vero non è denunciabile; se qualcuno si è offeso mentre si affermava la verità, il problema è di chi si offende. Denunciare qualcuno perché ci si è sentiti offesi era una prerogativa dei re, il reato di lesa maestà; per nessun motivo si poteva offendere la razza ariana nei terrificanti anni in cui è stata considerata superiore, nemmeno dicendo la verità; e cioè che non esisteva proprio.

Notate la costruzione linguistica: “se qualcuno si sente offeso.” Non esiste un qualche dannato elemento oggettivo: è sufficiente che un generico malessere, una sensazione di non essere appieno apprezzato si formi nella mente dell’uomo, che egli si senta offeso e allora severa ma giusta la macchina della giustizia si mette in moto.

Volete veramente vivere così? Con il cappello in mano e gli occhi bassi davanti alla comunità gay che se si sente offesa e può annientarvi e distruggervi, come sta serenamente facendo in USA, UK, Francia, Germania e così via?

La “democrazia” ideale che ci stanno costruendo è una democrazia dove il movimento gay sia al di sopra di tutto.

Vengo offesa violentemente ogni giorno; nelle ultime settimane ho letto metri cubi di insulti e minacce: per una mente normale è irrilevante. Che un altro pensi male di noi non ha alcuna importanza. Sono le strutture di pensiero dipendenti dal giudizio altrui, il narcisismo e l’istrionismo, che trovano l’offesa un affronto insopportabile. Essere offesi da altri è un evento umano che fa normalmente parte della vita.

La verità deve poter essere detta. La verità è che la sodomia (c’è proprio scritto sodomia: un termine un po’ desueto, forse, ma che appartiene alla mia lingua e alla mia religione e che io ho il diritto di usare) è antiigienica. Forniremo tutte le informazioni e le statistiche, rasserenatevi.

Il movimento Gay, mentre offende pesantemente e tragicamente il Cristianesimo, afferma che la libertà di parola debba essere limitata ove ci sia rischio che esso stesso si senta offeso.

In quale parte della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo è scritto che è buona cosa limitare la libertà di parola per non offendere la suscettibilità altrui?

Da quando la suscettibilità è un diritto umano?

Io sono stata profondamente offesa dalla crocifissione gay messa in scena dall’associazione Il Cassero; sono stata profondamente offesa dalle parole con cui Vendola descrive il corpo delle due donne usate per fabbricare una vita di un bambino privato della madre; mi sono sentita offesa nella mia identità di donna, di madre, di figlia, di sposa, mi sono sentita offesa in ogni parte della mia anima e del mio corpo. Mi sono sentita profondamente offesa dall’opera d’arte (SIC!) “La madonna che piange lacrime di sperma”, la rassegna creativa (SIC!) curata dal gruppo «Carni scelte». Vivere in una società libera vuol dire essere offesi, anche essere offesi in maniera atroce: è il prezzo che si paga per avere l’altissimo onore di abitare una nazione che rispetta la libertà di parola.

Ricordiamoci anche che la libertà che abbiamo non è stata un dono gratuito, ce la siamo conquistata. È stata pagata con sangue, dolore, lacrime; noi siamo liberi perché altri hanno combattuto e sono morti, sono scesi in sotterranei atroci, sono saliti sui roghi e sui patiboli, hanno penzolato appesi alle corde, hanno avuto gli arti spezzati.

Anche la crocifissione di Cristo, se siete atei, è stato un martirio per la libertà di parola. Non sono stati effetti speciali.

Ho deciso di essere anche io nel movimento che salverà la libertà di parola e di opinione mondiale. A volte basta un uomo, una donna o un hobbit per fare la differenza nella guerra per fermare l’Oscurità e annientarla. Nessuno è talmente insignificante da non poter essere il sassolino che va a bloccare una macchina che sembrava invincibile.

Combattiamo per la libertà di parola o sarà persa per sempre. Combattiamo per il diritto alla verità.

Anche se siete atei, anche se non condividete le mie idee, anche se siete gay e non le condividete in nulla, alzatevi in piedi e combattete anche voi, perché la libertà è sempre qualcosa per cui vale la pena di combattere e morire.

E la verità anche.

Silvana De Mari