Paternità o compravendita di bambini?

La sfilata di Grinko apre la settimana della moda femminile a Milano con un gesto d’amore: lo stilista Sergei Grinko (a destra) insieme al compagno Filippo Cocchetti esce in passerella con in braccio le loro due figlie, Emma e Sophia, due gemelle venute alla luce a fine novembre 2016 grazie alla fecondazione eterologa. Questo atto è una espressione pura di orgoglio e di gioia per la paternità, al di là di ogni speculazione. Nel voler mostrare a tutti le piccole c’è il desiderio di credere nella vita e di voler condividere la felicità con gli altri. Anche sull’account Instagram di Grinko, oltre alle immagini di modelle, ce ne sono tante delle piccole. Non solo. Il cartoncino di invito alla sfilata ha come sfondo una ecografia (Ansa)
a cura di Paola Caruso

questa è la notizia. Leggetevela.
Fecondazione eterologa, sono le parole omissive con cui si indica il dolore e i danni per la salute, il rischio addirittura di morte che corrono la donna che cede gli ovuli che quella che porta la gravidanza per altri. In queste omissive parole non c’è la tortura separare un neonato da sua madre, dalla donna che l’ha portato, è tortura, un ferita primaria, per tutta la vita quelle bambine avranno il cortisolo e gli ormoni da stress  alti, il loro diritto primario, avere una madre, avere un padre e che questo padre sia l’uomo che ha amato la mamma è stato violato. Imporre a un neonato di pochi giorni, o peggio di poche ore un viaggio intercontinentale è un crimine, una tortura. Nella foto ci sono due schiavisti torturatori di bambine che le hanno fabbricate non perché le amino, alsciamo la melensaggine di queste parole idiote, ma per il narcisismo di mostrarle, quello che stanno facendo.

Si tratta di due asessuati omoerotici, due persone incapaci di amare il corpo di una donna, di sentire la meraviglia del contrasto tra il corpo morbido della donna e quello possente dell’uomo, di sentire la completezza dell’atto: il pene nella vagina, seme e ovuli che si incontrano nel ventre tiepido e buio della madre, dove cullato dalla voce si formeranno il bimbo o la bimba. Questi due uomini incapaci di sessualità si rivolgono narcisisticamente a un corpo simile al proprio, e che  hanno probabilmente sostituita la sessualità con l’atto di introdurre il pene nella cavità anorettale, gesto doloroso e dolente, gravido di conseguenze cliniche. Da chi queste bambine potranno imparare la fierezza dell’essere donne? Da chi la fierezza di diventare madri, loro, figli di una maternità comprata e venduta?. Chi dirà loro le parola “Le mestruazioni sono una cosa meravigliosa, perché ti permettono la gravidanza, e dalla mia gravidanza sei nata tu, e dalla tua nascerà il tuo bambino, il mio nipotino.” Quando queste bambine scopriranno che la loro mamma le ha vendute, come la madre di Raperonzolo della fiaba? Non c’è bisogno che lo scoprano: nel loro io inconscio lo sanno già. Come la principessa in ostaggio alla loro acquirente, anche loro sapranno di essere state merce di scambio.

Quale madre invocheranno il giorno della loro morte?

Nella foto: due uomini incapaci di sessualità  che si sono comprati due minuscole schiave. Le espongono avvolte in drappi neri: le due bambine portano il lutto per la loro infanzia violata, per la loro femminilità violata, figlie di una madre, anzi di due, che sono state ridotte a ovuli e utero. Sono esposte su una passerella di moda, luogo di tragica degradazione delle donne, luogo dove si esibiscono corpi malati con un indice di massa corporea inferiore a 20 ( le modelle che sfilano per Grinko, a occhio e croce sono sotto il 18), incapaci di avere le mestruazioni, incapaci di portare una gravidanza, corpi affamati, che spesso devono farsi aiutare da cocaina e metaanfetamina per resistere a fame e fatica, montati su scarpe  importabili, questi corpi fanno delle loro ossa degli appendiabiti per stracci brutti e ridicoli che hanno bisogno della loro magrezza patologica per non essere osceni. La vittoria suprema dei ricchi sul corpo delle donne povere. Guardo questa foto e il mio corpo di madre, di figlia e di essere umano ha la nausea.

Qualcuno obbietterà che da tutto questo scempio sono nate due vite.

Anche in seguito allo stupro si forma la vita.

Si forma sull’abuso e sull’arbitrio.

 

Giuro su Dio in cui credo profondamente che preferirei avere le mani amputate a colpi di ascia che avere il disonore di stringere la mano a uno di questi uomini, questi proprietari di piccole schiave pagate e torturate con il distacco violento dal corpo che le ha portate, esposte in passerella per quello che sono.

Di nuovo la parola narcisismo torna.

Silvana De Mari