pacifismo totale

L’idea del disarmo universale non è solamente un’idea sbagliata, è un’idea malvagia.

Il male si traveste da bene per trascinarlo nel baratro.

Molte persone in buona fede credono in questa idea che è stata propagandata con fiumi di denaro e un’infiltrazione capillare, esattamente come milioni di persone hanno pensato in buona fede che gli ebrei fossero i portatori di ogni male e che le streghe esistevano. Un’idea folle ripetuta ossessivamente viene creduta.

I miei personaggi amano appassionatamente la pace, come ogni essere umano perbene, ma sanno che libertà e dignità devono essere protette con le armi.

In termini più tecnici il disarmo è un caso di ipersoluzione: la soluzione eccessiva che causa un disastro maggiore: il genocidio, l’asservimento.

Sono i popoli disarmati possono essere massacrati, incatenati nel buio, privati della libertà e della dignità. Il disarmo va  pari passo col genocidio. E’ un’idea malamente e ridicolamente utopistica, è disastrosamente utopistica. Sul pacifismo non posso che condividere il giudizio di George Orwell: sono puro fascismo. Come sempre aveva ragione lui. Dietro i movimenti pacifisti che hanno cercato di disarmare le grandi democrazie che cercavano di opporsi a Hitler c’erano il denaro e la propaganda hitleriana. C’era Goebbles.

Poi è il pacifista Stalin che sovvenziona i movimenti pacifisti sulle cui parate sventolano le stesse bandiere rosse che sventolano sulla piazza Rossa quando sfila l’esercito sovietico oppure sui gulag, dove milioni e milioni di innocenti vengono massacrati tra sofferenze indicibili. Ora è l’Arabia Saudita che finanzia i movimenti che agiscono con una schizofrenia che sarebbe comica se non fosse atroce, il tema sempre presente dei due pesi, due misure, un affetto assoluto per le dittature, un amore incondizionato per il terrorismo.

La non violenza di cui parlano Ghandi e Martin Luther King, se qualcuno si è preso il disturbo di leggerli, è un sistema geniale di lotta utilizzabile solo all’interno di democrazie con un’opposizione e dei giornali liberi, Gran Bretagna e Usa, per ottenere leggi civili senza spargimento di sangue.  Gli orchi si fermano militarmente: quando un popolo è arrivato allo stupro etnico e all’assassinio intenzionale del bambino, cioè ad uno stato di psicosi di massa, la non violenza vuol dire complicità con il mostro.

Il genocidio non è pensabile se un popolo è armato. Prima di asservire un popolo  occorre disarmarlo.

Il disarmo si basa su un’informazione sbagliata: l’essere umano è normalmente buono.

L’essere umano è normalmente feroce, se così non fosse non avrebbe superato l’evoluzione, e in più ha un cervello molto complesso, e quindi fragile. Bisogna sempre calcolare le psicosi. Esemplare il caso del massacro di Oslo. La Norvegia è un paese disarmato, ma è sempre possibile procurarsi un’arma. Il folle spara e la polizia impiega un tempo folle per intervenire. Centinaia di ragazzi erano su un isola senza un uomo armato di sorveglianza. Quando il folle spara e spara, i maschi, gli uomini si nascondono e scappano. Non hanno fatto il servizio militare, disprezzano le armi, sono tanto buoni. Sull’isola c’erano ragazzi, ragazzini e donne, che gli uomini avrebbero dovuto proteggere. Gli uomini non hanno difeso nessuno, non hanno nemmeno tentato un’azione di difesa. Sull’isola c’erano benzina, alcolici e accendini. Bastava rovesciare benzina per terra lungo un linea, dare fuoco, creare un  muro di fiamme e fumo e mettere i ragazzini al riparo negli edifici barricandosi dentro. Nessun uomo di questo popolo disarmato ha tentato nulla, terrorizzati dagli spari non hanno protetto nessuno.

Il paese più armato, quello con il maggiore quantitativo di armi in mano a civili è la Svizzera. In Svizzera è obbligatorio che ogni uomo adulto abbia in caso un mitragliatore da guerra con un caricatore, fa parte del servizio militare permanente. La Svizzera ha una belligeranza bassissima, la più bassa del mondo.

Un paese con un bassissimo numero di armi è il Rwanda, dove un milione di persone sono state sterminate in tre mesi con i machete, strumenti agricoli.

Non sono le armi che uccidono.

Sono gli uomini dove la Dichiarazione universale è violata.

La soluzione non è il disarmo che, è evidente, favorirà i peggiori, ma un’etica della forza, e il rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Uomini.

 

Comments

  1. Che dire? Concordo in pieno con quanto Lei scrive. La bandiera pacifista viene sventolata da quelli in mala fede e dagli imbecilli al seguito     

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