ottimismo

Conviene essere felici perché – da felici – siamo più fortunati. A questo riguardo, ci sono 2 teorie.
Teoria 1: La vita prende a calci ottimisti e pessimisti con uguale entusiasmo e pari frequenza. Semplicemente gli ottimisti si rialzano subito e ricominciano a battersi, i pessimisti restano a terra. Mentre si rialzano, gli ottimisti riescono a volte a trovare lavoro dopo che sono stati licenziati, o a trovare una nuova compagna, se hanno perso la loro. Se la malattia li ha colpiti, affrontano con coraggio le cure e guariscono prima. Quindi, evitano guai successivi. Gli ottimisti smettono di fumare, i pessimisti no; tanto se il cancro ti deve venire, ti viene lo stesso. La teoria corretta , quindi, è la seconda, anche se a primo acchito sembra folle.
Teoria 2: La vita prende a calci gli ottimisti con meno energia ed entusiastica frequenza di quelle che usa per i pessimisti.
In parole più brevi e incisive: LA FORTUNA È CIECA, MA LA SFIGA CI VEDE BENISSIMO. (Lupo Alberto, mitico personaggi a fumetti, fidanzato con  una gallina, parecchio bruttarella).
 
Infatti, la caratteristica del pessimista è la tendenza a generalizzare, a trasformare una sconfitta in un disastro; in altre parole: il pessimista sposta sull’identità un problema che, in realtà, riguarda il comportamento.
Da cui si evince che l’affermazione corretta è che gli ottimisti sono più fortunati. Sembra un’affermazione superstiziosa, invece è pura logica.Sono più “fortunati”, perché dato che si rialzano e si battono, si ammalano meno e trovano più facilmente lavoro,  sono più “fortunati”, perché con maggiore frequenza realizzano i loro scopi.
Solo gli ottimisti possono avere la dote indispensabile al perseguire gli scopi che è l’ostinazione. Walt Disney ha fatto richiesta del finanziamento per creare un parco di divertimenti ispirato ai suoi disegni animati 340 volte o qualcosa del genere. Le banche non capivano quale fosse il rapporto tra  giostre e  personaggi a fumetti. La capacità di farsi dire NO centinaia di volte e continuare a provare, non può che appartenere ad un ottimista.
E dato che come diceva la buonanima del dottor Einstein, Dio non gioca a dadi, vale a dire la natura e la creazione seguono linee logiche, la gioia, l’equilibrio, serotonina e endorfina alte aumentano la nostra capacità di risolvere i problemi e quindi la nostra potenza evoluzionistica.
Una volta divise le persone in ottimiste e pessimiste, si è scoperto che i venditori ottimisti vendono di più, i commessi ottimisti vendono di più, i candidati ottimisti vengono più facilmente eletti, gli atleti ottimisti si riprendono in fretta dalla sconfitta se hanno perso una gara, e – nel caso siano calciatori – fanno più goal.

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