Oltre la censura di Facebook

“Lo stupro è un atto peggio, ma solo all’inizio,”…. “poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/28/stupro-rimini-mediatore-culturale-commenta-su-fb-peggio-solo-allinizio-poi-la-donna-si-calma-ed-e-rapporto-normale/3822353/

Queste interessanti parole sono state pronunciate da un “Mediatore culturale” assunto da una cooperativa di Bologna. Traduco in termini comprensibili: il mediatore culturale è immigrato islamico che sa l’italiano, assunto con tredici mensilità e la pensione da una cooperativa. Definizione di cooperativa : insieme di tizi che non hanno mai superato nessun concorso, ma che grazie al “progetto” sottraggono denaro pubblico, cioè il nostro denaro, l’unico di cui dispone lo stato, il parastato e le cooperative, quello sottratto a noi con una tassazione mortale e bestiale, lo stesso denaro che finanzia l’invasione da parte di centinaia di maschi islamici. Ci informano con orgoglio che suddetto mediatore culturale è inscritto la facoltà di legge della in altri tempi gloriosa Università di Bologna.

ll senso della frase del mediatore è ovvio, una frase normale se qualcuno appartiene a una civiltà che ha nel suo testo sacro, il corano,  versi che approvano lo stupro etnico, il possesso della femmina del nemico. Se questo testo qualcuno non ve lo ha mai letto e pensa che parli di amore per Dio e descrizione delle stelle, allora può stupirsi, essendo stupore un vocabolo apparentato a stupido.
Noi che quel testo sacro ce lo siamo letto, con terrificante fatica per usare un eufemismo, non ci stupiamo del contenuto che è ovvio, ma nella nostra ingenuità ci stupivamo della forma. Chi sono i dementi che hanno permesso a questo individuo di iscriversi all’università? Ovviamente la facoltà di legge così che possa fornire il massimo di possibilità legale ai suoi corregionali e a se stesso. Come è stato possibile?

Ovvio. Quest’uomo appartiene alla razza ariana, la razza superiore: egli ha tutti i diritti. Nel suo caso il termine razza ariana è in senso stretto, non metaforico. Gli arabi, come gli ebrei dovrebbero far parte del gruppo semitico (da un punto di vista di un’ antropologia contraddetta dall’analisi del dna mitocondriale, in uso fino a pochi decenni fa) ma questa appartenenza fu dichiarata fasulla da Adolf Hitler in persona, per questo antisemita indica un’animosità solo contro gli ebrei. I nazisti erano ufficialmente antisemiti, era un merito, un vanto, come potevano fare il loro patto di acciaio con gli arabi semiti? Semplice: li dichiararono ariani. Quelli che erano ariani dal punto di vista antropologico, sempre secondo distinzioni che la moderna genetica basata sull’analisi del dna mitocondriale ha dichiarato inesistenti, sono i turchi: lo sterminio degli armeni fu uno sterminio teoricamente razziale in quanto gli armeni furono dichiarati non ariani.

Strampalato, ma vero.

Come tutti sanno ( è una battuta, non lo sa quasi nessuno)  il Gran Mufti di Gerusalemme e Hitler stabilirono l’appartenenza di tutto il popolo arabo, islamico alla razza ariana. Ma il termine razza ariana ha anche un significato traslato. Il filosofo francese Pasqual Brukner per primo ha messo a fuoco la dittatura delle minoranze, chi appartiene ad alcune minoranze ha tutti i diritti, diritti garantiti dal piagnisteo e dal vittimismo.

Gli appartenenti a queste minoranze hanno diritti che noi comuni mortali non di razza ariana, nemmeno ci sogniamo. Qualcuno di noi potrebbe iscriversi all’università con questo livello di italiano?

Noi ora ridiamo, ma nessuno si faccia illusioni: questo tizio prenderà la laurea in legge e ce lo troveremo davanti come magistrato o come deputato o come sindaco.

Silvana de Mari