nobel per la pace

Una bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea.

 

L’unione Europea è l’istituzione che più di ogni altra si è adoperata e si sta adoperando all’islamizzazione dell’Europa. Due piccoli esempi, due minuscoli particolari che riporto in quanto, essendo piccole cose, saranno sfuggite ai più. Con il denaro dei nostri contributi, in un Europa in crisi economica, la CE l’anno scorso nell’ambito delle attività culturali ha indetto un premio in denaro ( molto denaro) alla migliore foto di minareto o moschea su suolo europeo, (http://www.cafebabel.it/article/36468/europa-islam-perche-concorso-minareto-piu-bello.html ). Cinque milioni di euro sono stati sperperati dalla CE per agende scolastiche. L’agenda ogni studente se la compra da solo, scegliendo quella con la grafica e le immagini o i fumetti che preferisce. L’agenda scolastica statale viene buttata. Ma la cosa gravissima è che le agende riportavano le feste religiose di tutte le religioni meno il cristianesimo, mancavano Pasqua e Natale.

Eurabia Come l’Europa è diventata anticristiana,antioccidentale, antiamericana, antisemita

è il titolo dell’imperdibile saggio della scrittrice egiziana Bet Ya’Or spiega come la Comunità Europea, insieme al mondo culturale europeo, incluso gli accademici che assegnano i premi Nobel, abbiano distrutto l’anima dell’Europa e la stiano consegnando all’islam.. Bet Ya ‘Or, come Magdi Cristiano è costretta a muoversi con la scorta: quando qualcuno subisce minacce di morte possiamo assumere che vale la pena di conoscere le sue parole.

 All’inizio della mia ricerca, l’antisionismo dell’Unione Europea mi sembrava un elemento accessorio della genesi e della creazione di Eurabia, e mi accingevo a ridimensionarne al massimo l’importanza, ma ben presto ho compreso l’inutilità di tale sforzo, poiché esso costituiva in realtà il nucleo essenziale, la colonna portante e la mente di Eurabia. Questa situazione è esplicitamente enunciata nella raccomandazione 11 del Progetto dei Fratelli Musulmani: «Adottare la causa palestinese nel progetto islamico mondiale, su un piano politico e attraverso la prospettiva del jihad, poiché si tratta della chiave di volta della rinascita del mondo arabo oggi» 2.

Si potrebbe pensare che questo jihad non miri solo alla distruzione di Israele. E invece è stata proprio la questione palestinese lo strumento utilizzato dal jihad per disgregare l’Europa: essa ha costituito infatti il fondamento e l’impianto organico su cui è sorta Eurabia, il cuore dell’alleanza e della fusione euroarabe, germogliate sul terreno dell’antisionismo. Ora, i rapporti tra Europa e Israele, cristianesimo ed ebraismo, non investono soltanto l’ambito geostrategico, ma rappresentano il vincolo ontologico e la linfa vitale di tutta la spiritualità dell’Europa cristiana. Sono questo collante, questa spiritualità che oggi si disfano e si disintegrano in Eurabia, dove il culto della fine di Israele, alimentato dalla «palestinità», assicura il trionfo dell’ideologia dell’odio propria del jihad. Il palestinismo, nuovo culto europeo che ha preso il posto della Bibbia, sta dando forma, all’interno di Eurabia, ai miti fondanti del jihad: la supremazia morale e politica dell’islam.

Contrariamente a tutti gli altri, assegnati in Svezia, il Premio Nobel per la Pace è assegnato da accademici norvegesi: si tratta di cinque individui senza alcuna dote, fortemente politicizzati, che usano il “prestigio” e soprattutto il denaro legati al Nobel a chiunque sostenga le loro idee e dato che è il governo norvegese a nominare gli accademici il nobel  ( minuscolo) per la pace (minuscolo) è semplicemente un mezzo perché il governo della Norvegia estenda al mondo la sua influenza. Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato da una commissione di cinque persone scelte dallo Storting, il parlamento norvegese. Secondo la definizione che l’Unione Europea stessa dà di antisemitismo, molti dei membri del parlamento norvegese sono antisemiti. (Dr.Manfred Gesternfeld, Behind the Humanitarian Mask). Per chiarezza, basti ricordare la reazione dell’ex primo ministro norvegese Kare Willock alla scelta di Rahm Emanuel a capo dello staff presidenziale da parte di Obama: “Non è molto promettente (come Presidente, n.d.a) se sceglie un capo di staff ebreo” (29 marzo 2011 “Norway to Jews: You’re Not Welcome Here” di Alan Dershovitz, professore di diritto a Harvard

La situazione svedese non è molto migliore, peraltro, e possiamo valutarla dall’assegnazione dei premi nobel per la letteratura, dati a personaggi sempre minori, se possibili anticristiani, antisionisti, cioè antisemiti, pieni di disprezzo per la civiltà occidentale.

La Comunità Europea dal 1973 ha come scopo la disgregazione della spiritualità ebraico cristiana, la disgregazione spirituale ed economica dell’Europa e la sua islamizzazione.

L’islamizzazione avviene mediante tre passaggi:

1) libanizzazione Un’immigrazione massiva, cui viene riconosciuto il diritto di voto e cittadinanza così da cambiare il tessuto europeo e la maggiore demografia islamica fanno sì che l’islam sia passato da sparuta minoranza a  minoranza di enorme peso nel giro di 40 anni e rischi di diventare maggioranza.

2) affiancamento della sharia corpo giuridico. Un musulmano non può vivere dove le leggi dell’islam non regnino, perché non potrebbe seguirle. Nell’islam la divisione tra religione e stato non può esistere. La pretesa degli immigrati, o più spesso di cittadini islamici di prima e seconda generazione, che vengano a loro riconosciuto il diritto a leggi opposte al diritto europeo, raccolte nella Sharia.

3) aiuti economici. La crisi economica, che permetterà l’ingresso di massicci “aiuti” arabi, con ulteriore presa di possesso. Gli sceicchi del Quatar si sono offerti, dopo aver comprato le olimpiadi, di fornire gli aiuti necessari per le fatiscenti periferie islamiche in Germania e Francia, (periferie che sono degradate solo dove sono occupate da islamici). Sul Corriere della Sera di due giorni fa un’intera pagina al principe saudita che propone aiuti all’Italia. 

Sono rimasta perplessa  i Premi Nobel ad Arafat, Rabin e Peres ma c’era la speranza che una vera pace potesse nascere, sono rimasta nauseata davanti agli scandalosi premi a Carter, all’onu, assemblea che permette a un uno stato di dichiarare pubblicamente di voler distruggerne un altro, Al Gore,  El Baradei,  Ahtisaari e Barack Obama. Questo ultimo premio assegnato al gioiello del disastro economico e politico, alla più grandiosa rappresentazione, seconda solo alla defunta URSS,  di una burocrazia onnipotente, mostruosa, distruttrice di ricchezza, corrotta e stolta invece mi rende felice. Individui come Barroso,  Ashton, Olli Rehn, e anche Juncker, Draghi e tanti altri, grazie ai quali  paesi come la Grecia, la Spagna e per certi versi anche l’Italia ed il Portogallo sono messi a ferro e fuoco e sull’orlo della guerra civile,  una guerra fra poveri, che, pieni di privilegi e vitalizi,  stanno permettendo  a banche ed alta finanza per speculare i risparmi di decine di stati.

Grazie a questi individui ora l’Europa è un luogo dove l’antisemitismo è a livelli superiori che nel 34,

Il Nobel per la Pace 2012 viene assegnato all’Unione europea per “gli oltre sei decenni di contributo all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani” proprio nel momento in cui l’antisemitismo dilaga in maniera travolgente attraverso stati e oltre confini, e interi stati sono sull’orlo della bancarotta e della guerra civile.

Perché sono contenta? Perché questo premio sta irritando. I disoccupati greci e anche quelli spagnoli ne hanno abbastanza di queste idiozie. Il premio arriva per cercare di rafforzare il prestigio di una CE, e significa che il prestigio della CE ha bisogno di essere rafforzato perché è allo sbando. Si stanno sostenendo gli uni con gli altri, mondo culturale, mondo economico e mondo politico, perché stanno sprofondando. E lo sanno.

Questa Europa senz’anima e senza attributi sta morendo.

Ora la necessità è ricreare gli spazi nazionali e che all’interno di questi spazi il mondo culturale si riempia di nuovo di amore per il cristianesimo e l’ebraismo.

È il nostro turno.

Silvana De Mari

Comments

  1. Silvana, hai ragione in tutto e per tutto 

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