Nascita e ascesa del “ginger pride”, ovvero: la creazione di un gruppo di vittime

Ma come si fa a creare un gruppo di vittime?

Negli ultimi anni mi è capito di assistere “in diretta” alla nascita di uno di questi gruppi, al quale anch’io appartengo. Si tratta di un gruppo a cui appartiene a malapena il 2/3% dell’umanità, fin dalla nascita. Nasciamo affetti dal rutilismo e alcuni di noi ne sono orgogliosi. Siamo le persone con i capelli rossi.

Vediamo quindi quali sono i passi che hanno portato alla nascita del cosiddetto ginger pride, e come potrete notare sono gli stessi che hanno portato alla nascita di altri gruppi.

1) Innanzitutto occorre identificare un gruppo di perseguitati, e noi rossi di persecuzioni ne sappiamo qualcosa. Nell’antico Egitto e in Mesopotamia uomini con i capelli rossi venivano offerti in sacrifico rispettivamente a Osiride e a Marte, il pianeta rosso (Osiride, com’è noto, fu ucciso dal fratello Seth, che pare avesse i capelli rossi). Sono inoltre numerose le testimonianze che mostrano, come fin dall’antica Roma, le persone con i capelli rossi (soprattutto gli uomini) venissero considerate subdole, non degne di fiducia e dal cattivo carattere. Le donne con le lentiggini, inoltre, pare venissero considerate poco attraenti (anche se poi le schiave rosse erano parecchio apprezzate). Nel Medioevo si credeva che chi aveva i capelli rossi e gli occhi verdi fosse o una strega, o un vampiro o un lupo mannaro, oppure che fosse stato concepito mentre la donna era mestruata (e quindi “impura”). Qui in Italia vi sono molti proverbi che mostrano questo pregiudizio verso i rossi, come ad esempio: Dio ci preservi dalle donne, dalla tosse e da chi ha i capelli rossi; Bambini dai capelli rossi e gatti/cani pezzati, ammazzali appena nati; È meglio avere un morto dentro casa che un rosso fuori la porta; Il più buono dei rossi ha buttato suo padre nel pozzo; Di pelo rosso non son buoni nemmeno i maiali, e molti altri di simile tenore, alcuni facenti anche riferimento alla supposta lussuria delle donne rosse (e che, essendo una signora, non citerò). In Russia c’è il proverbio “Non è mai esistito un santo con i capelli rossi” e in Francia il proverbio “Le donne con i capelli rossi sono o false, o violente, e di solito entrambe le cose”, e altri simili se ne trovano in altri Paesi. E vogliamo parlare poi dell’incipit di Rosso Malpelo? “Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone.”

Molti siti riportano anche la notizia che Hitler avesse proibito il matrimonio tra due persone con i capelli rossi, per paura che producessero “prole deviata”. La notizia proviene da un libro (Roots of Desire, di Marion Roach), che però non cita nessuna fonte o documento, per cui è probabile che non sia vera.

Le cose tuttavia non sono così semplici, perché se da una parte i rossi venivano presi di mira, dall’altra, nel corso della storia (fin dall’antico Egitto), sembravano anche avere sempre un qualche legame con la classe dominante, come se i capelli rossi fossero appunto un segno di nobiltà e di potere. Questa cosa sembra essere confermata dall’anomalo numero di rossi presenti nella nobiltà sia europea che orientale e tra i grandi condottieri, conquistatori e “padri della patria” (dico “anomalo” perché, com’è noto, il gene che produce i capelli rossi è recessivo e come ho detto prima i rossi sono solo il 2/3% della popolazione mondiale). Ad esempio, in Egitto, in Sudamerica e in Cina sono state trovate molte mummie bionde e rosse. Non potendo approfondire qui l’argomento, citerò solo una stranezza: qual è il cognome più diffuso in Italia? Esatto, Rossi. E il secondo cognome più diffuso è Russo, che non significa “abitante della Russia” ma “rosso” nei dialetti meridionali. Entrambi i cognomi, inoltre, hanno moltissimi derivati (Rossini, Rossellini, Rossetti, Lo Russo, La Russa, Ruscio…).

Venendo ai tempi moderni, è raro trovare una persona coi capelli rossi che non sia stata presa in giro a scuola. Qui in Italia in genere le prese in giro cessano all’incirca con la fine della scuola dell’obbligo, ma ecco un’altra stranezza: in Gran Bretagna i rossi sono talmente presi di mira, a tutte le età, che è stato persino coniato il termine “gingerism” o “gingerphobia” (visto che oggi vanno di moda le fobie) proprio per indicare attacchi o bullismo verso i rossi. La cronaca ha registrato alcuni casi piuttosto estremi. Nel 2003 un ventenne è stato pugnalato perché aveva i capelli rossi. Nel 2009 un ragazzo si suicidò a causa degli atti di bullismo a cui era sottoposto a causa dei suoi capelli rossi. Nel 2013 a un 14enne è stato rotto un braccio perché aveva i capelli rossi. Addirittura una famiglia di Newcastle, in cui tutti avevano i capelli rossi, fu costretta a cambiare due volte a causa delle persecuzioni dei vicini. Non ho verificato tutte queste notizie, per cui non so se questi attacchi siano stati davvero dovuti a un pregiudizio verso i capelli rossi, ma da quello che so sia in Gran Bretagna che in Irlanda ci sono persone che preferiscono tingersi i capelli pur di essere lasciate in pace. Quest’uomo, ad esempio, dice che gli ci sono voluti 30 anni per accettare il colore dei suoi capelli.

Persino il principe Henry si è dissociato dai suoi capelli dicendo che il loro colore non è rosso (ginger) ma auburn (castano ramato). Ma d’altronde già il rosso DOC Mark Twain diceva che, quando le persone con i capelli rossi sono al di sopra di una certa classe sociale, il loro colore di capelli viene definito auburn.

Nel 2008 venne addirittura creato un evento, in Canada, chiamato Kick A Ginger Day (Giornata della presa a calci dei rossi), il cui gruppo Facebook raggiunse i 5000 membri e che richiamò anche l’attenzione della polizia postale (pare che l’idea sia nata da un episodio di South Park, in cui si disse che “i rossi non hanno un’anima”). L’iniziativa è tuttora viva e vegeta e nel 2013 sei studenti inglesi vennero picchiati proprio durante un Kick A Ginger Day (che quest’anno si è tenuto proprio il giorno del mio compleanno ).

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, nel 2007 cominciò a circolare una ricerca scientifica secondo cui nel giro di 60 anni tutti i rossi si sarebbero estinti. Si scoprì poi che l’ente che aveva effettuato la ricerca era finanziato dalla Procter&Gamble, che, tra le altre cose, produce anche tinture per capelli. Lo studio venne poi smentito, dicendo che, anche se i rossi potranno diventare più rari, il gene non potrà di certo scomparire.

2) Abbiamo quindi il nostro bel gruppo di perseguitati. A questo punto la seconda mossa è ovviamente quella di creare dei raduni all’insegna del ginger pride.

Il primo di questi festival nacque per caso nel 2005 ad Asten, nei Paesi Bassi, ad opera del pittore Bart Rouwenhorst. Ispirato da pittori come Dante Gabriel Rossetti e Klimt, decise di organizzare una mostra con quindici ritratti di donne rosse. Per cercare delle modelle mise un annuncio su un giornale e si ritrovò con ben 150 volontarie. Non volendo mandarle via, ne scelse 14 e riunì le altre in una foto di gruppo, organizzando poi una votazione per decidere chi sarebbe stata la quindicesima modella. Quello fu il primo  Roodharigendag, Redhead Day. Il secondo si svolse nel 2007, a Breda, e attrasse ben 800 rossi.   Da allora, piano piano, i Redhead Days si diffusero in vari paesi d’Europa e negli Usa (qui in Italia l’evento si svolge a Milano) e si tengono tutti gli anni.

3) Fondamentale è l’apertura di siti, blog e gruppi Facebook dedicati a tutto ciò che riguarda i rossi: storia, miti, moda, bellezza, arte, ecc. In parecchi si possono trovare le immancabili liste di rossi famosi, che effettivamente interessano anche me, ma solo quelle con i personaggi storici o comunque defunti (io stessa ne ho una in continuo aggiornamento e che al momento contiene circa 290 nomi).

4) Molto importanti sono anche i libri. La maggior parte di quelli sui rossi è in inglese, ma anche in altre lingue si trova qualcosa. Abbiamo The Redhead Handbook, Roots of Desire, Red: A History of the Redhead, The Ginger Survival Guide, The Redhead Encyclopedia, Roux et rousses – Un éclat très particulier, In difesa delle donne rosse, e anche romanzi come Redhead, in cui i rossi sono ovviamente al centro di un complotto mirante alla loro distruzione (e la cui protagonista discende nientemeno che da Cleopatra) e i romanzi in tedesco scritti da Anne-Marie Käfer.

5) Un altro passo è la creazione di riviste. Quella dei rossi si chiama MC1R Magazine (dal nome del gene che produce i capelli rossi) ed è stampata in Germania   Un’altra si chiama Redhead Magazine, ma credo che non venga ancora stampata

6) Non potevano poi mancare le mostre fotografiche.

Una mostra, realizzata, guarda caso, dalla fotografa Marina Rosso, si intitolava The Beautiful Gene ed era composta da 47 fotografie . L’idea per la mostra nacque proprio dalla notizia della prossima estinzione dei rossi.

Un’altra è stata dedicata alle lentiggini, che in realtà, come si vede dalle foto, possono accompagnare qualsiasi colore do capelli.

La mostra Red Hot, invece, nacque come mostra esclusivamente maschile, anche se adesso ha aperto anche alle donne. A differenza delle donne rosse, infatti, che in genere sono considerate molto attraenti, gli uomini rossi piacciono meno, tanto che nel 2011 la banca del seme più grande del mondo, Cryos International, annunciò che per un certo periodo non avrebbe accettato donazioni da uomini con i capelli rossi, poiché le donne non richiedevano il loro sperma. Tom Knight (che passò anni a tingersi per nascondere il suo vero colore) ha deciso quindi di mostrare a tutti la bellezza di questi uomini.

Anche la Francia si mostra sensibile alla bellezza dei rossi, dedicando loro un libro di fotografie,    così come ha fatto la fotografa belga Geneviève Boutry.

7) Per quello che riguarda i documentari,  nel 2008 il canale in lingua irlandese TG4 realizzò un documentario intitolato Rua (“rosso” in irlandese), che parla delle vicende, sia positive che negative, delle persone con i capelli rossi in Irlanda. Su Vimeo è possibile vedere il cortometraggio Better Red Than Dead (Meglio rosso che morto), che racconta le esperienze personali del regista. Su Youtube è inoltre possibile trovare molti video relativi ai Redhead Days o sui capelli rossi in generale.

8) Sono stati poi creati molti i prodotti a noi dedicati.

Negli USA è nata una linea di cosmetici, la Redhead Revolution  che crea “makeup per il 2%”. Tra le altre cose, le rosse più esigenti potranno trovare ben tre colori diversi di mascara, a seconda della propria sfumatura di rosso (qui in Italia i mascara marroni li fanno di una sola sfumatura).

Ovviamente ci sono i prodotti per capelli a base di henné  e merchandise di tutti i tipi, come magliette, cappellini, tazze e persino un braccialetto che cambia colore col sole  e ti avvisa quando i raggi UV sono troppo forti (a quanto pare è vero che noi rossi siamo vampiri e dobbiamo evitare il sole: vaglielo a dire che io vado al mare tutte le estati!).

9) Una cosa molto interessante, e che ha contribuito molto al ginger pride, sono stati degli studi scientifici riguardanti certe particolarità delle persone con i capelli rossi, che quindi ci renderebbero superiori a tutti gli altri.

Innanzitutto va detto che, come viene accennato anche in uno dei film della serie X-Men (credo X-Men: First Class, ma non ne sono sicura), noi rossi siamo dei mutanti, poiché il cosiddetto rutilismo è dovuto a una mutazione nella regione MC1R (recettore di melanocortina-1) sul cromosoma 16, che quindi produce minori concentrazioni di eumelanina, conferendo così alle persone pelle chiara e capelli rossi. La pelle chiara permette di produrre vitamina D anche in condizioni di scarso irraggiamento solare, il che, soprattutto in passato, proteggeva le persone di pelle chiara dal rachitismo.

Ma veniamo agli studi.

Secondo questo studio le persone con i capelli rossi sono maggiormente sensibili ai cambiamenti termici, cosa che sembrerebbe associata a minori livelli di vitamina K.

Un’altra ricerca  ha portato alla luce il fatto che le persone con i capelli rossi richiedono un 20% in più di anestesia (ad esempio in caso di interventi chirurgici), cosa che mi è stata confermata anche da un’anestesista. Invece un altro studio mostrerebbe che le donne con i capelli rossi richiedono meno pentazocina (un analgesico simile alla morfina) rispetto alle donne con altro colore capelli e agli uomini con qualsiasi colore di capelli.  La motivazione di questa diversa sensibilità al dolore sarebbe da ricercarsi nella mutazione di un ormone recettore, l’ormone stimolatore di melanociti (MSH). I melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle e dei capelli, usano l’MC1R che in questi soggetti è mutato per riconoscere e rispondere al MSH dalla ghiandola pituitaria anteriore. Sembrerebbe anche che i rossi siano meno sensibili al dolore dato da punture e da cibi speziati.

Molto interessante è anche questo studio secondo cui il gene MC1R conferirebbe alle persone con capelli rossi un aspetto più giovane rispetto alla loro età. Non so quanto lo studio sia fondato, ma nel mio caso specifico è vero, però va detto che è vero anche nel caso di persone con colore di capelli diverso. Invece, secondo uno studio del Journal of Human Behavior in the Social Environment, i rossi hanno quattro volte in più la possibilità di diventare CEO (qui e qui).

Non è ancora stato chiarito il fatto dell’odore personale. Alcuni dicono che i rossi hanno un cattivo odore, altri che hanno un odore migliore dalle altre persone. Jacky Colliss, l’autrice di Red – A History of the Redhead (uno dei libri citati sopra), racconta un paio di episodi a proposito. Un suo collega di lavoro aveva sposato una rossa, la tradiva con un’altra rossa e flirtava con la Colliss. Lei quindi gli chiese come mai fosse così ossessionato dalle rosse e lui rispose “Avete un odore diverso”. Sempre la Colliss racconta che un giorno andò a comprare un profumo insieme a una sua amica: su quest’ultima aveva un buon odore, su di lei “puzzava di pipì di gatto”. È interessante notare anche che il protagonista del romanzo Il profumo sceglie soprattutto vittime dai capelli rossicci.

In Germania hanno condotto uno studio dal quale è risultato che le donne con i capelli rossi fanno più sesso e hanno molti più partner rispetto alle altre (cosa che purtroppo non posso confermare).

Ci sono infine alcune curiosità che riguardano proprio i capelli rossi nello specifico. I capelli rossi sono più difficili da tingere rispetto agli altri, per cui chi volesse tingerli deve prima decolorarli. I rossi hanno in media 90,000 capelli, mentre i biondi 110.000 e i mori 140.000. I capelli rossi, però, sono più spessi, per cui danno l’impressione di essere più folti di quanto siano in realtà. Infine, i capelli rossi non ingrigiscono. Oltre a mantenere la colorazione più a lungo, passano a un biondo rosato e infine al bianco.

10) Dalla scienza alla fantascienza il passo è breve. Ultimamente, ad esempio, molti “complottisti” hanno messo in relazione il fattore RH negativo del sangue con presunti alieni che avrebbero colonizzato la terra in epoca preistorica. In fondo, dicono loro, il termine “RH negativo” vuol dire che a quel tipo di sangue manca il fattore rhesus, cioè scimmia, il che significa che queste persone non discendono dalle scimmie. Ebbene, fra le varie peculiarità che avrebbero le persone con fattore RH- del sangue ci sarebbe anche quella di avere i capelli rossi.  Non so chi abbia fatto questa pseudoricerca, ma io sono RH+, mentre mia sorella, che è RH-, ha i capelli biondo scuro. Forse chi ha condotto la ricerca si è ispirato a un’altra famosa citazione di Mark Twain, secondo cui “Mentre il resto dell’umanità discende dalle scimmie, le persone con i capelli rossi discendono dai gatti” (Twain era grande amante dei gatti).

11) Nella creazione di un gruppo identitario è molto importante la ricerca dei personaggi famosi che appartengono a quel gruppo. Come ho scritto prima, quasi tutti i siti e le pagine dedicate ai capelli rossi hanno delle liste di rossi famosi, e persino su Wikipedia ce n’è una  (ma devo dire che la mia è decisamente più nutrita, perlomeno per quello che riguarda i personaggi storici). E indovinate qual è un personaggio del quale si ipotizza che avesse i capelli rossi? Nientemeno che Gesù! Ad esempio, è stato scoperto che le miniature del Vangelo di Rabbula  sono state ridipinte, e che in quelle originali Gesù aveva i capelli rossi  Altre fonti apocrife lo descrivono con i capelli castano ramati.

Senza volerci addentrare nella critica di queste fonti, a mio avviso il problema delle fonti antiche è la traduzione, nel senso che non sempre la traduzione da una lingua all’altra è semplice e univoca, soprattutto quando si tratta di una lingua morta. Ad esempio, in alcune traduzioni dei poemi omerici, alcuni dei personaggi (tipo Achille) sono descritti come biondi, in altre come rossi. Il fatto è che i greci avevano un sistema cromatico diverso, per cui il termine xanthos, riferito ai capelli degli eroi omerici, poteva indicare qualsiasi gradazione dal biondo al castano chiaro, passando anche per il rosso.

Tornando a Gesù, può comunque essere interessante notare che sono numerosi i dipinti in cui è ritratto con i capelli rossi o comunque ramati (alcuni li potete vedere qui), e non solo lui, ma anche Maria e, in certi casi, Giuseppe. È possibile che gli autori di questi dipinti abbiano voluto dare ai membri della Sacra famiglia un aspetto più europeo e “nordico” (d’altronde anche gli angeli e gli arcangeli sono in genere ritratti come biondi o rossi). Vale comunque la pena notare che nella Bibbia re Davide è effettivamente descritto come “fulvo”, per cui, se prendiamo per buona la discendenza di Gesù dalla stirpe di Davide, vorrebbe dire che nella sua famiglia i capelli rossi erano presenti. Sempre nella Bibbia, anche Esaù è descritto come rosso.

12) Come per magia, negli ultimi anni si sono materializzati numerosi attori e musicisti dai capelli rossi: Benedict Cumberbatch, Michael Fassbender (che ha ammesso senza vergogna di essere orgoglioso di essere ginger), Lily Cole, Ed Sheeran, Emma Stone, Jessica Chastain, Bryce Dallas Howard (la figlia di Ron Howard), Eddie Redmayne (un nome, un destino), Marcia Cross, Damian Lewis, David Caruso, Chris Evans, e non mancano nemmeno i personaggi di animazione, come la principessa Anna di Frozen e la coraggiosa principessa Merida di Brave (oltre alla sirenetta Ariel, ma lei risale a molti anni fa).

Esiste anche un gruppo country americano chiamato Redhead Express, composto da quattro sorelle con i capelli rossi.

13) Per quello che riguarda gli altri media, negli anni scorsi è stata girata una webseries (cioè una serie TV che però va in onda su internet) intitolata Redhead Anonymous. In Canada è stata annunciata la produzione di una nuova serie TV tratta da Anna dai capelli rossi  mentre in Italia, nel 2007, il regista Pasquale Scimeca ha girato un film tratto da Rosso Malpelo.

Inoltre sembra anche che, in Gran Bretagna, ci sia stato un aumento di rossi negli spot televisivi.

Una cosa molto interessante sono i Google trend. Come si può vedere  dal 2004 a oggi in Italia c’è stato un aumento delle ricerche su Google relative ai capelli rossi. In Gran Bretagna, invece  dopo un picco raggiunto intorno al 2011, il trend si sta leggermente abbassando.

A questo punto, all’apice di quella che è stata definita Redhead Renaissance, il gruppo è pronto e può iniziare le sue battaglie.

Enzo Pennetta

 

Sorgente: Nascita e ascesa del “ginger pride”, ovvero: come ti creo un gruppo #2 / la creazione di un gruppo di vittime