Morte e lutto. L’ultimo saluto.

I miei cimiteri preferiti, ovviamente, sono in Corsica. Piccole tombe bianche circondate da croci, grandi tombe di famiglia ruvide aspre e tutte le volte che è possibile, in lontananza il mare. Oggi è la festa dei nonni e noi parliamo di morte quindi possiamo mettere tutto insieme e parlare della morte dei nonni. Certo, perché se tutto va bene, i nonni muoiono prima dei genitori e sono il primo lutto. La morte del nonno quindi è diventata un problema: è diventata il problema. All’epoca del libro Cuore, a causa di un gran numero di malattie oggi praticamente scomparse, la polmonite pneumococcica, il reumatismo cardiaco, e anche a causa del maggior numero di alunni presenti in ogni classe, circa 70, era statisticamente molto improbabile che un bambino arrivasse alla quinta elementare senza essere andato al funerale di almeno un compagno di classe. Oggi siamo immersi nella morte virtuale, in quella digitale. Il telegiornale ci mostra la morte vera, quella di Aleppo, ma ormai il nostro cervello la scambia per quella dei film e dei videogame. La morte è scomparsa dalla vita vera. Spesso i genitori non sanno cosa fare, come dire al bambino che è morto il nonno. La prima cosa è dirlo. Non fate il grandissimo errore di tenerlo nascosto. Lo direte poi qualche mese dopo, quando vuoi ne sarete meno sconvolti, ma per il bambino sarà sconvolgente, perché lui lo saprà per la prima volta. Inoltre non potrà elaborare il lutto insieme al resto della famiglia. Non saprà come si elabora il lutto. A quel punto sarà anche terrorizzato. Se mamma è sparita per 2 giorni, è veramente andata al congresso, o è morta e non glielo dicono?
Come si affronta il dolore. Diminuendolo un po’. Solo un po’. Il dolore fa parte della vita, dell’essere uomo. La morte si affronta con il rito. Il rito deve essere bello, non è il momento del minimalismo, bello e complesso, ( che non vuole dire caro: vuol dire che ognuno farà del suo meglio per ricordare) perché nel fare operazioni ci distraiamo dal dolore e superiamo l’impotenza. È importante mettere il vestito buono, cercare un maglione che non sia troppo colorato , perché è giusto che questi segni ci siano e fare attenzione a questi segni ci leva dalla frustrazione di non poter fare niente: stiamo facendo qualcosa. Possiamo manifestare il nostro amore alla nonna. Se siete credenti pregare insieme ai vostri figli. La comunione dei santi è il termine con cui si indica che la morte non separa coloro che se ne sono andati da chi sta pregando per loro, e pregare per loro aiuta le anime a trovare la strada: non siamo impotenti. Se non siete credenti a maggior ragione riempite i vostri figli di compiti pratici : trovare il fioraio dove hanno le gerbere che piacevano alla nonna, fabbricare un bouquet di rose bianche (purezza) e edera ( ricordo) , scrivere qualche riga da leggere davanti alla bara. Il dolore esiste e quindi i bambini piangeranno , piangeranno abbracciati a mamma e papà e sapranno che se si piange insieme è meglio. Poi alla fine si torna tutti a casa , insieme ai parenti e agli amici, e qui devono esserci i dolci , ci devono essere un paio di torte fatte da vicine volenterose o comprare, che si mangeranno scoppiando qualche volta a piagnere, ma anche a ridere (ti ricordi quella volta che …) La sera del funerale solo dolci , e forse mezzo dito di passito, insieme al dolore e alla dolcezza del ricordo. 

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