Mattanza di cristiani in Kenia e Nigeria

Non sono i latrati dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici che ci ferisce maggiormante. (M. L. King)

Mentre continua allegramente la mattanza di cristiani in Nigeria e Kenia, mentre allegramente il popolo di Israele viene minacciato di un olocausto nucleare, i nostri intellettuali , parola dall’etimologia sempre più impenetrabile, ci spigano che dobbiamo aumentare i nostri sforzi.

I nostri sforzi per proteggere i cristiani che vivono nella terre dell’islam?

I nostri sforzi  perché la minaccia nucleare ad Israele cessi?

I nostri sforzi perché  sia difeso il diritto di tutti i popoli, inclusi quelli europei ad avere una terra dove la loro lingua e le loro tradizioni regnino incontrastate. A questo proposito date un’occhiata qui

http://www.youtube.com/watch?v=fLhQW3kg-5s

Ovviamente no. I nostri intellettuali, sempre più in corsa per il titolo del più zuzzurellone del reame, ci spiegano che dobbiamo aumentare i nostri sforzi per capire l’islam.

L’islam non necessita di alcuno sforzo per essere compreso.

L’islam è stato fondato da un generale particolarmente brutale e violento anche per gli standard dei suoi tempi, particolarmente brutale e violento nella soddisfazione dei suoi appetiti sessuali indipendentemente dal consenso, anche per gli standard dei suoi tempi ( quando sposa una bambina di 8 anni il padre di lei è perplesso e fa un tentativo per proteggerla,) generale che ha imposto con le armi il suo credo e che ha annientato fisicamente il cristianesimo e l’ebraismo.

Chiunque affermi che la religione fondata da un individuo del genere possa essere una religione di pace, o è un disinformato o sta mentendo.

Cristianesimo ed ebraismo  esistevano nella penisola arabica forti e floridi, al punto tale che Maometto ha una conoscenza di entrambi. È una conoscenza non solo  superficiale, ma  fondamentalmente errata, errata nei fondamenti cioè, perché Maometto i testi sacri dell’ebraismo e del cristianesimo non li consoce se non per sentito dire. Alla fine della vita di Maometto né l’ebraismo né il cristianesimo esistono più nella penisola arabica.

La conquista del mondo con relativo annientamento delle preesistenti civiltà e religioni si è interrotto dopo l’assedio di Vienna a causa dell’arretratezza culturale e tecnologica dell’islam, salvo riprendere nel secolo scorso grazie al denaro del petrolio nell’ultimo secolo.

Le armi di penetrazione dell’islam sono la ricchezza, fiumi di petrodollari, che ovunque, occidente compreso, premiano i sudditi che frequentano la moschea e che si adeguano nei costumi, in particolare quelli femminili, e la miseria, dovuta ad una politica demografica di tipo nazifascista, che permette l’esistenza di enormi masse pronte ad essere lanciate contro l’occidente sotto l’apparente forma di immigrati, in realtà come truppe di conquista.

Lo sterminio degli Armeni fu la prima fase del processo che si sta completando ora: lo sradicamento del cristianesimo e dell’ebraismo dalla costa meridionale e orientale del mediterraneo. L’annientamento fisico delle popolazioni preesistenti ne causa l’oblio. I cristiani erano il 30% della popolazione turca all’inizio del secolo scorso, oggi sono lo 0,6% Quanti lo ricordano? Molte persone non sanno nemmeno che Istanbul si è chiamata Costantinopoli. Quanti ricordano la presenza ebraica in tutte le nazioni da cui negli ultimi 60 anni è stata cancellata, a cominciare dalla Giordania e dal nord Africa?  Chi ricorda che Siria, come la Persia,  e Libia, come anche  tutto il nord Africa, sono state due culle del cristianesimo? Il Sudan, i regni copti di Dongola e Axum?  Chi ricorda che Pakistan e Afganistan sono culle del buddismo? Bangladesh e Indonesia culle dell’induismo.

Israele è l’unico, l’unico, intoppo sulla strada dello sradicamento di tutte le civiltà non islamiche, visto che il Libano ormai è allo sbando, a maggioranza islamica.

 

Lo scopo dell’islam è la conquista militare e/o politica del mondo con l’annientamento fino all’oblio delle culture e religioni precedenti.

E con questo l’islam lo abbiamo capito.

Il problema è capire l’occidente. E i suoi intellettuali.

Silvana De Mari