mamma

di Silvana De Mari

Nel suo ultimo sms mentre aspettava di essere abbattuto come un cane arrabbiato, come si abbattono gli animali che per un qualsiasi motivo epidemiologico non siano più ritenuti degni di vivere, una della vittime della strage di Orlando si è rivolto a sua madre. Sto per morire mamma. Mentre le fiamme si avvicinavano sempre di più una giovane donna intrappolata in una della due maledette torri ha telefonato alla madre. Sto per morire mamma.
Il legame enorme, ancestrale, il legame per eccellenza è con la madre. Esistono orfani, esistono abbandonati, certo , ma questa è la patologia, l’eccezione. Ma persino quegli orfani, quegli abbandonati sanno che una madre è esistita, forse è morta come quella di Voldemort, forse se li è venduti come la mamma di Raperonzolo, forse è una demente criminale, anche questo è possibile, ma è esistita. Le non maternità criminali dove due uomini ricchi comprano gli ovuli di una donna in genere bionda e affittano l’utero di una tizia in genere più scuretta (costa meno) creano un individuo che non ha una madre, che quando morirà ammazzato come un cane dal terrorista di turno non avrà nessuno da invocare. E intanto che il terrorista di turno si prepara girerà per i giardinetti pigolando questa unica parola mamma come un disperso in un mondo alieno. Donazione di ovuli è un ammasso di sillabe. Uno pensa a un colpo di bacchetta magica e l’ovetto esce dal corpo in maniera incruenta e indolore per essere impacchettato in carta dorata come un dono appunto. La donazione di ovuli presuppone una sberla di ormoni che causano una serie di rogne, la sindrome da iper stimolazione, dalla nausea alla ritenzione idrica, invecchiamento del corpo e delle ovaie (qualche donazione e si arriva alla sterilità) fino alla trombosi venosa e, perché no, anche quella arteriosa, fino alla CID coagulazione intravasale disseminata che per fortuna è rarissima perché può essere mortale. Oibó! Non lo sapevate? Pensavate che fosse indolore e innocuo? Sul serio? Maddddai! Forse quella parola donazione vi ha suggerito un’idea così scema, chiedo scusa ma è l’unico termine per indicare chi pensa che un prelievo trans vaginale (rischi: infezione pelvica, sanguinamenti gravi per interessamento involontario dei vasi iliaci, che preferirebbero che a loro non si interessasse nessuno ma anche i chirurghi migliori sbagliano. La chirurgia sicura al 100 % non esiste ) in narcosi (nemmeno la narcosi sicura al 100% esiste ) dopo un “bombardamento” di ormoni fosse una cosa che lascia uguali a prima? Ci sono i datori di lavoro che sfruttano il corpo del lavoratore, ci sono quelli che sfruttano la sua salute, la sua fertilità, la sua anima, perché non è come donare un rene, per tutta la vita la donna che si è lasciata convincere a questo abominio si chiederà che fine avranno fatto i suoi ovuli, che portano il suo patrimonio genetico, chi è nato, qualcuno che forse ha il suo sorriso i suoi occhi e che forse nel buio dirà la parola mamma. È ora arriviamo al secondo step di questo tripudio di civiltà: la proprietaria dell’utero.
Segue.
Non ve lo perdete.
La verità vi renderà liberi, la verità non il politicamente corretto che è la più aberrante firma di annientamento del pensiero mai vista.