Mali Algeria Europa. Un po’ di conti

Nel suo mitico libro Allegro non troppo  l’economista Carlo Maria Cipolla spiega le immutabili leggi dell’imbecillità umana, asserendo che il numero degli imbecilli è sempre approssimato per difetto. La stupidità è così diffusa ed enorme perché ci sono  persone che prima decidono cosa è giusto pensare, poi cancellano tutti i dati a sfavore. Si chiama dissonanza cognitiva. Tollerare la dissonanza cognitiva è doloroso e non tutti hanno gli attributi per tollerare la sofferenza, quindi i vili e quelli tanto buoni si inventano una storiografia fantastica e ci sguazzano dentro.

Le periferie in fiamme, la “collera” degli islamici, gli intellettuali europei, quelli veri, i bravi devono vivere con la scorta, la libertà di stampa è già saltata e l’anatroccolo di turno ci viene a dire che siamo xenofobi e razzisti.

Tra i gli infedeli ammazzati dagli islamici perché colpevoli di non essere islamici ci sono gli ostaggi massacrati in Algeria. Non necessariamente cristiani. Ci sono anche giapponesi. A proposito di non cristiani, quanti sono i buddisti massacrati dall’islam? Nella sola Thailandia circa 5000 negli ultimi 8 anni e la Thailandia è una nazione dove i buddisti sono la maggioranza.

http://hinduexistence.org/2012/12/18/islamic-militants-killed-more-than-5000-buddhists-including-50-children-150-teachers-and-450-women-in-thailand-so-far/

Nelle patrie del Buddismo, Afganistan e Pakistan il buddismo è stato completamente sradicato, statue di Buddha incluse, 40.000 distrutte negli ultimi 30 anni, esattamente come l’ebraismo è stato sradicato completamente dal Nord Africa e del medio oriente con l’unica eccezione dello stato di Israele. Lo sradicamento del Cristianesimo e dal Nord Africa, sarà completo tra 20 anni.

I buddisti tailandesi possono affermare che l’islam è il nemico mortale, o li accusano di razzismo e xenofobia?

Torniamo all’Algeria. Penso all’angoscia degli ostaggi, la loro vita in mano a dei folli criminali, penso alle loro mogli, i genitori e tutta questa angoscia è intollerabile, quindi cambio argomento e parlo di quattrini.

Quando c’era Moubarak, che era la il fiore all’occhiello dell’Islam moderato, anzi la prova che l’Islam moderato poteva esistere, l’Egitto produceva ed esportava gas in Israele e Giordania. Questa produzione e soprattutto l’ esportazione sono state fermate da più di 20 attentati al gasdotto fatti da Al Quaida,  e poi direttamente bloccata dall’attuale governo egiziano, così da non favorire il “nemico sionista”. In questo momento l’Egitto non solo non esporta gas, ma lo importa addirittura dal Quatar.

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Benché il prezzo normale del mercato sia di 4 dollari per unità termica, l’Egitto lo paga 14. La differenza alimenta i Fratelli Musulmani al potere. L’Egitto è più povero. La disoccupazione è raddoppiata dall’epoca di Mubarak, è al 60%.

Il fatto che ora sia stata attaccata la produzione petrolifera dell’Algeria, determinerà una fuga di occidentali e di capitali da quel paese, come era già successo ai tempi della terribile guerra civile algerina. A favore evidentemente del petrolio dell’Arabia Saudita e del Qatar. In questa maniera le due anime nere dell’Islam sunnita, Arabia Saudita e Qatar, si preparano all’attacco definitivo dell’Europa. La maggiore potenza economica permetterà loro di intervenire come già stanno facendo delle economie europee. Il Qatar ha generosamente  proposto alla Francia il suo “aiuto economico”, Arabia Saudita lo ha fatto in Italia.

Il secondo effetto collaterale sarà un aumento vertiginoso della disoccupazione e quindi del numero di disoccupati che arriveranno in Europa. Grazie la primavera araba dovuta a Obama, nella parte settentrionale dell’Africa la disoccupazione passata dal 30% a 70% favorisce un’enorme massa di disoccupati disposti a varcare il Mediterraneo qualsiasi prezzo. Se a queste persone sia i governi arabi che gli intellettuali  europei e tutto il mondo politico di sinistra, hanno detto che la causa di qualsiasi dolore delle loro terre è dovuta all’Europa, possiamo dedurre con che spirito queste persone traversino il Mediterraneo.

Si chiama, "youth bulge" letteralmente “rigonfiamento della fascia giovanile” della piramide dell’età la teoria elaborata alla metà degli anni ’90 dal sociologo tedesco Gunnar Heinsohn.

C’è sempre una stretta correlazione tra la rapida crescita di popolazione giovanile e lo scoppio di rivolte, guerre e terrorismo. Secondo Heinsohn, lo “youth bulge” si sviluppa quando, in una nazione, la fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni supera il 20 per cento della popolazione. A quel punto, l’eccedenza di figli maschi genera frustrazione sociale, dato che solo la metà di loro potrà aspirare a ruoli all’interno della collettività; gli altri saranno costretti a emigrare o a conquistarsi una posizione con la violenza. Dato che ogni iman afferma che ogni donna islamica deve avere almeno 5 figli, questo problema è enorme nei paesi islamici. Mubarak si era permesso di dire che la demografia era il problema fondamentale , ma Mubarak non c’è più e quindi il discorso è chiuso. Una popolazione dove la popolazione si moltiplica esponenzialmente, non può che essere condannata alla miseria. È su questa frustrazione sociale di masse giovanili incontrollabili che si innestano integralismi religiosi e nazionalismi: il  denaro del Qatar e dell’Arabia Saudita è l’unica fonte di denaro disponibile, e il revanscismo permette di non sentire la frustrazione di appartenere a una società che non riesce a uscire da una crisi assoluta. L’India è un gigante informatico, il

Viet-Nam un gigante industriale. Il Nord Africa è ogni anno più miserabile.

 

Il risultato di tutto questo è che il Mali e l’Algeria tra venti anni saranno in Europa.

A meno che non invertiamo lo schema.