Magdi Critiano Allam, una delle più formidabili voci

La quinta colonna del terrorismo islamico si avvale di entrature rilevanti negli ambienti sia dell’estrema destra sia dell’estrema sinistra, così come si diffonde anche grazie alla pavidità e al relativismo religioso che permea la Chiesa cattolica e talune Chiese protestanti, che tacendo o non denunciando adeguatamente il genocidio dei cristiani d’Oriente finiscono per avallare seppur tacitamente le atrocità dei terroristi islamici.

Ugualmente beneficia di cospicui aiuti finanziari e logistici da parte di una pletora di Ong (organizzazioni non governative), italiane e straniere, laiche, cattoliche e islamiche, che simpatizzano più o meno pubblicamente ed esplicitamente con il terrorismo islamico, e che a loro volta drenano risorse elargite dallo Stato e da privati italiani. Questo si rende possibile anche perché la posizione del nostro Governo nei confronti del terrorismo islamico è assolutamente ambigua finendo per risultare compiacente. Pensiamo ad esempio al fatto che il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha assunto una politica di equidistanza tra Israele e Hamas, equiparando uno Stato legittimato dalle Nazioni Unite con un’organizzazione terroristica

messa al bando dall’Onu, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Ma pensiamo anche alla miriade di sigle islamiche in Siria e in Iraq riconducibili ai Fratelli Musulmani, ai Salafiti, ad Al Qaeda e ai cosiddetti jihadisti qual è l’Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante), che di fatto beneficiano di aiuti e di armi occidentali, direttamente o tramite la Turchia, l’Arabia Saudita e il Qatar, per il semplice fatto che anche l’Italia si è ciecamente schierata contro il regime e l’esercito regolare di Assad rincorrendo il mito suicida della cosiddetta “Primavera araba”.

L’insieme di questa strategia non potrebbe emergere senza la condivisione di giornalisti che per affinità ideologica o subendo la “Sindrome di Stoccolma” nei confronti dei potenziali carnefici islamici, li rappresentano in modo compiacente.

Questa realtà è stata inequivocabilmente svelata dalla delicata e sconcertante vicenda di due nostre ragazze, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, rapite la notte dello scorso 31 luglio, insieme al giornalista del Foglio Daniele Raineri che sarebbe riuscito a fuggire e a dare l’allarme. Il condizionale è d’obbligo dato che Raineri coltiva amicizie e simpatizza per la causa islamica. Ebbene in un cartello in arabo con cui Vanessa e Greta si sono fatte immortalare nel corso di una manifestazione svoltasi in Italia si legge: "Agli eroi della Brigata dei Martiri – Grazie dell’ospitalità – Se Allah vorrà presto Idlab sarà liberata – E noi ci torneremo". La “Brigata dei Martiri”, in arabo Liwa Shuadha, è anch’essa un gruppo di terroristi islamici il cui capo, Jamal Maarouf, ha ammesso di collaborare con Al Qaeda.

Il fronte siriano ha evidenziato la tragica realtà di un terrorismo islamico che infierisce anche con chi mostra simpatia nei suoi confronti, come è il caso del padre gesuita Paolo Dall’Oglio, da oltre un anno rapito dai terroristi dell’Isis, e del giornalista Domenico Quirico, che ha finito per odiare il terrorismo islamico dopo essere stato rapito e messo per due volte di fronte a un plotone d’esecuzione.

Se l’espulsione dell’imam di San Donà di Piave è stata l’ultima di una lunga serie che ha coinvolto le moschee di tutt’Italia, compresi ben due imam della Grande Moschea di Roma, tutti dediti a predicare la morte degli ebrei, dei cristiani e degli infedeli, il “fronte di Internet” si sta rivelando sempre più fertile nell’opera di lavaggio del cervello e di arruolamento dei militanti della guerra santa islamica. Ed è qui che il ruolo dei convertiti eccelle grazie alla maggiore capacità linguistica e forza culturale. Sulla pagina Facebook "Musulmani d’Italia – organizzazione comunitaria" si legge: “Che se ne dica sull’Isis, la maggioranza delle notizie sono comunque bugie e propaganda, almeno applicano la Jiziah (la tassa di protezione per ebrei e cristiani, ndr) e la Zakat (elemosina islamica, ndr) in modo islamicamente corretto”. Sempre su Facebook Silvia Layla Olivetti, del Movimento per la Tutela dei Diritti dei Musulmani, scrive: “Sono italiana, chiedo che l’ambasciatore israeliano in Italia venga espulso perché il nostro Paese si oppone al terrorismo, al genocidio, all’olocausto”.

Di fronte all’avanzata di questa quinta colonna del terrorismo islamico noi per ora ci limitiamo a reagire tardivamente, quando scopriamo l’esistenza di un terrorista o di un imam che fa apologia di terrorismo, oppure ci sottomettiamo al loro arbitrio concedendo sempre più moschee e consentendo il lavaggio di cervello attraverso Internet. È bene che Grillo, i protagonisti e i comprimari di questa quinta colonna sappiano che sono solo dei burattini. Se un giorno l’Italia dovesse essere sottomessa all’islam, il burattinaio li eliminerà con la stessa ferocia con cui sgozzano e decapitano i cristiani e gli yazidi di fronte a casa nostra.

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