Madri surrogate? – Ordine e Organizzazione del DNA Parte III

Qui e qui troverete le precedenti parti

 

  1. D) Madre (?)-surrogata

Ogni embrione, che possiede una sua identita’ genetica, quando e’ naturalmente all’interno del grembo materno viene “suonato” dalla mamma e si sviluppa non solo secondo l’ordine del suo proprio DNA ma anche e soprattutto secondo l’organizzazione del DNA della sua propria mamma, con la quale l’embrione dialoga continuamente e diffonde una melodia in perfetta sintonia con la melodia che essa diffonde nell’ambiente del suo sviluppo.

Questa e’ la “Musica della vita”!… e non servono ulteriori spiegazioni per coloro che capiscono la Biologia.

La organizzazione del DNA dell’embrione si auto-organizza SOLO e UNICAMENTE nella organizzazione del DNA della mamma. La mamma assiste, sostiene e dialoga biochimicamente e persino “mentalmente” con il suo proprio embrione, che essa avvolge e protegge all’interno del suo corpo.

KINSLEJ C.H., LAMBERT G., “Il cervello materno”, Le Scienze (2006): 62-69.

C’e’ una differenza abissale tra la cellula (il tuorlo) dell’uovo di un uccello, che e’ “circondata” da una gelatina organica non vivente (l’albume) e la cellula uovo di un essere umano fecondata (lo zigote), che e’ “circondata” da un essere vivente (la madre).

Percio’, l’ectogenesi, il completo sviluppo embrionale “in provetta” (poi, incubazione in un termostato, come avviene per i pulcini) e’ un grande inganno “scientifico”. Perche’ si dovrebbe creare un “contenitore” dell’embrione complesso e perfetto come una mamma. Questo, non solo e’ troppo costoso, ma – proprio per la fondamentale complessita’ del DNA, della cellula  e dell’individuo umano -, e’ fisicamente, chimicamente, biologicamente impossibile.

Anche perche’, l’embrione che appartiene alla sua propria mamma e la mamma che lo ha concepito si riconoscono perfettamente. Meta’ del DNA dell’embrione e’ quello derivato dalla sua propria mamma.

 Conclusione

Quale e’ il piu profondo significato della diversita’-distinzione tra ordine/organizzazione del DNA nel caso delle riproduzione surrogata?

Quando una donna-cliente genera un embrione, suo e del suo uomo, o soltanto suo, o soltanto del suo uomo (con il suo coinvolgimento, o con il conivolgimento di una altra donna, che si deve sottoporre ad iperstimolazione ovarica, con tutte i possibili effetti negativi sulla sua salute e sulla salute di quella donna ( = discriminazione!)) e (pagando tutte le spese) lo fa impiantare nell’utero di una altra donna, la madre-surrogata che accetta solo per la miseria materiale, morale e sociale in cui vive ( = discriminazione!), il bambino che nasce e’ geneticamente della donna-cliente ma e’ biologicamente della madre-surrogata (e’ discriminato!).

Durante la gravidanza surrogata l’ambiente materno, con le sue ritmiche coerenze, soprattutto ormonali, e’ in grado di produrre piccole fluttuazioni all’interno dell’embrione. Qualsiasi perturbazione (rumore) di tali coerenze puo’ essere stabilizzato dai prodotti molecolari del DNA, ma puo’ anche essere amplificato fino a coinvolgere tutte le cellule dell’embrione e modificare,  disturbare (alterare) il suo piu naturale sviluppo (= discriminazione!).

 NOBLE., The Music of Life…, p. 49, 93, 48: “DNA does not come to us in a ‘pure’, unalloyed form. It must necessarily be inherited together with a complete egg cell. So any environmental or maternal effect that can influence the egg cell [come, per esempio, la iperstimolazione (ormonale) ovarica per ottenere oociti (alterati),  necessari per eseguire la IVF e ottenere gli embrioni (alterati) da impiantare (ndt)] and/or the early embryo might in principle imprint itself on the genome or even be handed down in parallel with the genome”. “When they [the cells] divide to generate new cells, they transfer the information concerning their acquired pattern of gene expression to the daughter cells. This is called epigenetic inheritance. It does not depend on difference in DNA sequences” [l’ ordine del DNA (ndt)]. “Mediated through the mother in a variety of ways and through the father in the germ-line, these effects are comparable to the way in which characteristics are induced in an individual during development (Chapter 7), but with the significant difference of being transmitted across the generation”; “Downward causation is not limited to effects on gene expression and transmission of influences through the egg cell”. “A mother transmits to the embryo adverse or favourable influences on its gene expression levels. This can determine the eventual adult pattern of health and disease many years later. The influences, called “maternal effects”, can extend over several generations. The genome alone, therefore, does not carry all the information that a mother transmits to her offspring. That is to say, some acquired characteristics can be inherited and passed on for a generation or two”. “DNA does not come to us in a pure unalloyed form. It must necessarily be inherited together with a complete egg cell.

Cosi’, nel caso della maternita’ (?) surrogata – piu precisamente e correttamente: dell’utero in affitto -, il bambino viene a possedere due identita’:

  • genetica della donna-cliente (sua e di un uomo) [oppure dell’uomo-cliente (sua e di una donna!)]
  • biologica (determinata anche e soprattutto) della madre-surrogata [che molto spesso incide negativamente sul proseguimento della gravidanza e si conclude con un aborto. E, se succede questo la madre-surrogata non viene pagata ( = altra discriminazione!].

Il bambino e’ stato manomesso nella sua piu’ intima natura genetica e biologica [= discriminazione!]. E lo e’ stato, proprio dalla donna-cliente che dovrebbe essere la sua mamma, se l’embrione impiantato e’ il suo (?). Il bambino non e’ suo completamente della donna-cliente e nemmeno suo completamente della madre-surrogata.

La donna-cliente ruba “mezzo” bambino della madre-surrogata: e’ una sfruttatrice e una ladra di un bambino che non e’ tutto suo!

La madre-surrogata cede “mezzo” bambino alla donna-cliente: e’ una sfruttata che svende per poverta’ (per fame) un bambino che e’ anche suo!

Le due madri di quel bambino sono due ‘mezze” madri.

La donna-cliente non puo essere felice perche’ non e’ interamente mamma del suo bambino e che ha acquistato (comperato) dalla Clinica medica. Una clinica (medica?) che sfrutta le madri-surrogate (= discriminazione!)

La madre-surrogata e’ infelice perche’ non e’ interamente mamma del “suo” bambino e che ha dovuto cedere (vendere) subito dopo il parto (senza nemmeno poterlo vedere!).

 COOK M.’s article: The pain of Indian surrogate mothers, BioEdge, Australian on line Journal, 20 Aug 2016 (http://www.bioedge.org/bioethics/the-pain-of-indian-surrogate-mothers/11964):

 Anandi Chelappan, 34, mother of two:

“I never saw the baby after it was born. I told the doctor that I would like to see it, at least once. But she said, ‘No, it will make you feel guilty’. For the first month, I cried a lot but my husband kept reminding me that ‘it’s not our baby, it belongs to others, we did this for money’…”.

Jothi Lakshmi, 30, mother of three boys, 12, 10 and 7:

“I never laid eyes on the baby and I think maybe it was for the best because if I had seen it, I would have felt very guilty giving it up. But it was hard, I had felt the baby move in my belly, I had become attached to it, and I couldn’t see it. It just disappeared… “.

  1. Sumathi, 38, mother of four:

“I never met the real parents and have no idea who they are. I was still under sedation when they removed the baby. I never set eyes on it. I have no idea whether it’s white or black, whether it’s Indian or foreigner, I don’t even know whether it’s a boy or a girl! When I gained consciousness, my first words to my husband were, ‘Did you see the baby? Is it a boy or a girl?’ He said he hadn’t seen it. I asked my doctor, but she didn’t answer my question. ‘You are a surrogate mother, you shouldn’t ask these questions,’ she said. But I want to know about the baby. I want to know where he or she is and what it is studying…”

Il bambino non ha la mamma. Ha due “mezze” madri, diverse che non “combaciano” in una sua propria, unica e vera mamma. Una condizione biologica di innaturale (anomala) dicotomia e biforcazione.

BOZZATO., Madri-Surrogate? Ordine e organizzazione del DNA (inviato a Silvana De Mari, Marzo 2017): “Un bambino che nasce da madre-surrogata soffre per tutta la vita una innaturale (anomala, ingiusta) dicotomia e biforcazione biologica. Le persone normali (maschi e femmine: uomini e donne), devono difendere i bambini fin dal loro concepimento, perche’ sono esseri umani deboli e indifesi. I bambini non devono nascere in modo innaturale o contro-naturale. E’ un vero delitto, anche perche’ e’ contrario all’ordine della riproduzione umana, se viene permesso… anche dalla Legge. La donna-cliente [addirittura, l’uomo-cliente!] che desidera e vuole un bambino in questo modo – egoistico, ambiguo e discriminatorio – non e’ una persona normale. Ha la mente ambigua, alterata e gravemente malata. Per le ragioni biologiche che segnano i confini della normalita’ della nostra natura umana e orientano il nostro comportamento per un fine giusto e buono, la donna-cliente che vuole “ad ogni costo” un “figlio” in questo modo malvagio, non deve essere accontentata per pieta’ ma curata per pieta’ ed educata al rispetto della complessita’, perfezione e bellezza della vita umana. Con la cura e l’educazione della donna-cliente da parte delle persone normali anche la sua complessita’- perfezione-bellezza viene rispettata.

Gianni Bozzato