Madri surrogate? – Ordine e Organizzazione del DNA Parte II

Qui la prima parte

 

Implicazioni e conseguenze della diversita’-distinzione

ordine/organizzazione (e genetica/biologica)

La diversita’-distinzione ordine/organizzazione (e genetica/biologica) e’ importantissima e ha implicazioni e conseguenze rilevanti, piu evidenti in particolari settori della Biotecnologia (Embrione umano, Terapia genica, Clonazione terapeutica (Cellule staminali), Medicina rigenerativa, Riproduzione artificiale, ecc.). Ma essa non viene (quasi) mai considerata e (quasi) mai chiaramente evidenziata dai piu autorevoli “esperti” e viene “superata” con “scientifiche” ambiguita’ linguistiche che permette loro di diffondere impunemente inganni comunicativi:

  • sulle reali possibilita’ di curare i pazienti che soffrono di gravi malattie (e, ovviamente, il cancro!)
  • sulla indentita’ di genere.

Perche’ essa non viene chiaramente considerata ed evidenziata?

Semplice! Perche’:

  • ridurebbe drasticamente i finanziamenti governativi a taluni Istitutiti ricerca e Istituzioni pubbliche e private (Universita’ e Fondazioni) per molte delle ricerche che sono potenzialmente… .. ma ricche di promesse. Finanziamenti che vanno ad arricchire (non solo di conoscenza) una folta schiera di ricercatori, professori universitari, esperti, politicanti e che servono anche ad accrescere il prestigio di taluni Paesi (in particolare USA-California, Australia-Victoria, Giappone, Spagna,…) nell’arena internazionale.
  • ridurebbe sensibilmente le reali possibilita’ di cura di molte gravi malattie e la speranza di guarigione di molti pazienti. Peraltro, curare la malattia non significa guarire l’ammalato e, per la maggior parte delle comuni malattie, la prevenzione e’ molto piu efficace della terapia.
  • darebbe un colpo decisivo all’ambiguita’ di genere che e’ utile soltanto per coloro (i pochi) che detengono il potere sulla scienza ed esercitano la scienza del potere per mantenere una societa’ umana eticamente disorientata e confusa (priva di valori assoluti), e rendere gli individui piu deboli e docili. Una societa’ che e’ molto piu facile da sfuttare e governare.

Di seguito, nei paragrafi contrassegnati con le lettere A), B) e C), sono indicate alcune delle implicazioni e conseguenze. Il contenuto di ciascuno dei tre paragrafi e’ la necessaria premessa “biologica”, avvalorata da citazioni di esperti molto competenti in materia (e intellettualmente onesti) per comprendere nel dettaglio il successivo paragrafo D) e cogliere la coerenza logica e scientifica espressa nella Conclusione che risponde alla domanda posta dal titolo di questo saggio.

 

  1. A) Medicina personalizzata e Farmacogenomica

Una folta schiera di autorevoli “esperti” afferma, sulla base delle potenzialita’ – sono possibilita’ reali o solo virtuali (ipotetiche, teoriche)? – e delle enormi promesse della Medicina personalizzata e Farmacogenomica, che con l’analisi del DNA (del genoma) di un (di ogni!) individuo umano finalizzata a conoscere tutti i suoi geni (spesa di soli 1.000 $), e dalla loro lettura ed “interpretazione scientifica” (spesa di ….?… $), si possono (o si potranno) conoscere:

  • i rischi, le tendenze, le predisposizioni, la suscettibilita’ alle comuni malattie,
  • i pregi e difetti, le qualita’ personali psicologiche, morali e sociali,
  • classificare il livello genetico dell’individuo rispetto a quello degli altri individui umani (razzismo e discriminazione!) e perfino prevedere (e modificare con la Farmacogenomica) quale sara’ il “destino” della sua vita.

Questa affermazione “scientifica” possiede un punto debole, che poggia proprio sulla diversita’-distinzione ordine/organizzazione (di cui non si trova mai alcun chiaro riferimento-citazione nei saggi di tali “esperti”). Ossia, possiede un punto critico e di rottura proprio nella fuorviante relativa “semplicita’” dell’ordine del DNA al quale la irriducibile “fondamentale” complessita’ dell’organizzazione del DNA viene ridotta (identificata).

Affermare che alcuni “geni” (e il loro “polimorfismo”) sono associati, connessi, collegati con il rischio, coinvolti, legati…, oppure che essi partecipano, contribuiscono, facilitano, promuovono, giocano un ruolo… nel determinare un “carattere” individuale (un pregio o difetto nei confronti di una comune malattia o della personalita’), e che tali “geni” possono influenzare la “predisposizione”, la “suscettibilita’”, la “propensione”, e il “potenziale rischio” per quel “carattere”, non implica che essi siano i responsabili (la causa).

Non lo sono, semplicemente perche’ a livello fisiologico o mentale superiore non c’e’ (eccetto per le rare malattie monogenetiche) alcuna univoca, diretta, semplice e precisa corrispondenza tra l’effetto biochimico di ogni gene, perche’ gli effetti biochimici interagisono in ogni individuo umano con gli effetti del suo ambiente naturale, famigliare, economico, sociale e culturale.

NOBLE., Genes and causation, Published 13 September 2008.DOI: 10.1098/rsta.2008.0086

http://rsta.royalsocietypublishing.org/content/366/1878/3001

Top of FormTop of Form“Relating genotypes to phenotypes is problematic not only owing to the extreme complexity of the interactions between genes, proteins and high-level physiological functions but also because the paradigms for genetic causality in biological systems are seriously confused”; “Genes, as we now define them in molecular biological terms, lie a long way from their phenotypic effects, which are exerted through many levels of biological organization and subject to many influences from both those levels and the environment.”

Infatti, la macchina cerebrale non e’ riducibile al gene. Le parole del linguaggio ordinario non hanno i corrispondenti geni nel linguaggio del DNA umano. Un gene quasi mai corrisponde ad una parola (un aggettivo, un nome, un concetto astratto) del linguaggio umano, perche’ il livello molecolare del gene (DNA) e il livello culturale del cervello (MENTE) appartengono a due differenti ed incommensurabili domini linguistici.

ANDREOLI V., La norma e la scelta, Mi: EST-Mondadori, 1984: 62: “Per superare queste difficoltà, i sociobiologi hanno “creato” i geni del comportamento: unità comportamentali arbitrarie e comunque identificate su base puramente fenomenologica, e poi reificate in un genoma che, però, quale specchio di sole fantasie, diventa pura invenzione.”

La complessita’ fondamentale della organizzazione del DNA e’ irriducibile ai geni perche’ ad ogni livello inclusivo superiore dell’individuo emergono proprieta’ (qualita’) nuove che sono imprevedibili e non deducibili dalla analisi dei componenti di piu basso livello (i geni).

MORIN E., La conoscenza della conoscenza, Mi, Feltrinelli, 1989: p. 89-91.

NOBLE., The MUSIC of LIFE…, pp. 3, 5, 7: “Indeed, there is a popular dogma that is reinforced daily in the media – and, it must be said, by many scientists – that rest on a crude mistake, … . Andrè Pichot has called it DNA-mania.”; “How did so many people come to interpret this view as genetic determinism? The idea is that, if we know all about the lowest-level elements, genes and protein, then everything about the organism would be clear to us. We could work out what happens at the higher level, and explain it completely, in terms of low-level knowledge.”; “So the first step in the reductions chain of cause and effects is not simple causal even at all.”Ibidem, pp. 9, 10, 17, 104-105: “Not only do many genes co-operate in coding for the proteins that interact to produce any given biological function, which makes it difficult to label genes with functions”; “So, while it is relatively easily to label gene with low-level functions, which proteins they code for, it is much more difficult to label genes with high-level-function”; “The same genes expressed in a different pattern can produce a quite different physiological function”; “… is much more difficult to label genes with high-level functions”; “We sometimes say things like, ‘This gene does such-and-such.’ But that sort of statement tends to be misleading. A gene will do one thing in one set of circumstances and another if circumstances change. Indeed, it might be more helpful to avoid saying the genes do anything at all; it is more that genes are used. They operate under control. There is regulation as biologists say. Conditions in the cellular environment will switch a gene on or off to varying degrees.”

La fondamentale complessita’ dell’organizzazione del DNA rende imprecisa e incerta – percio’ debole, poco o non attendibile – anche la semplice associazione tra termini come “marcatori”, “geni”, “fattori genetici”, “fattori di suscettibilita”, “geni candidati”, SNPs (gran parte dei quali individuati nel DNA “spazzatura”) e altri termini soltanto qualitativi (e altrettanto imprecisi) come “predisposizione”, suscettibilita”, “propensione”, il “potenziale rischio”, …  per ogni comune malattia.

Sulle questioni della Farmacogenomica e la Medicina Personalizzata – un grande affare della Industria genomica Californiana, della Cliniche di fecodazione in vitro e delle Compagnie farmaceutiche:

BOZZATO G. Potenziali rishi di attentare alla salute individuale da parte della Medicina Personalizzata, pro manuscripto Taipei, 2014.

  1. B) Il libro della vita

Il DNA di ogni individuo umano non e’, come molti autorevoli “esperti” continuano a definire, con una metafora molto riduttiva, equivoca ed estremamente fuorviante:

ll “libro della vita”,

Il “programma genetico” (v. F. Jacob, J. Monod),

La “ricetta”, il “codice”, la “mappa” della vita.

Un “libro” che e’ gia’ prefigurato in ogni cellula umana, gene dopo gene, capitolo dopo capitolo, e che e’ pronto per essere aperto, letto ed interpretato. Un “libro” di cui, individuati tutti i suoi geni e rivelata la sequenza delle basi di ciascuno e la loro successione lungo la molecola (vedi il Progetto Genoma Umano), sara’ possibile leggere dall’inizio alla fine, cosicche’ si potra’ conoscere “tutto” di ogni individuo umano.  In realta’, contrariamente a quanto affermano tali “esperti”, nel DNA non c’e’ alcun “programma genetico”.

NOBLE., The MUSIC of LIFE…, p. 105, (pp. xii, 51, 54, …): “Talk of ‘gene networks’ adds to the impression of a program that is all in the genes and control the development and maintenance of life. There is not such program”. Vedi anche MATURANA H., VARELA F., Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente, Ve: Marsilio Ed., 1985: 105-106; WOLPERT L., Il trionfo dell’embrione, Londra: Sperling & Kupfer Editori, 1993: 228; DAWKINS R., The Greatest Show on Earth, Black Swan: London, 2010: 215-216; BONCINELLI E., Biologia dello sviluppo, Rm: NIS, 1994: 193. E ancora: WOLPERT., Il trionfo dell’…, pp. 69-72 e EDELMAN G., Topobiologia, To: Bollati Boringhieri, 1993: 28, 56.

Perche’ esso non esiste come tale nella molecola ma si crea e si genera progressivamente (con una successione di regole di regole, di regole di…) solo durante la interazione del DNA con l’apparato della cellula (solo durante il suo svolgimento). E, nel caso dello sviluppo embrionale in gravidanza, solo durante la interazione dell’embrione con la sua propria mamma. Proprio ed esattamente, come si genera una “scia nel mare”.

Antonio Machado: “Caminante, son tus huellas el camino, nada màs; caminante, no hay camino se hace camino al andar. Al andar se hace camino y al volver la vista atràs se ve la senda que nunca se ha volver a pisar. Caminante, no hay camino, sino estelas en la mar”  (Viandante son le tue orme la via e nientre altro; viandande non c’e’ via. La via si fa con l’andare. Andando si fa la via. Guardando indietro si vede la via che mai piu’ si percorra’. Viandante non c’e’ via, ma solo una scia nel mare).

La scia si genera soltanto con l’avanzare della nave.

  1. C) Creazioni di tessuti e organi di ricambio

Sempre tali auterevoli “esperti” lasciano perfino credere che conoscendo il “programma genetico”, ossia, aprendo il “libro della vita”, sara’ possibile leggere (ed eventualmente correggere con la Terapia genica), isolare e prelevare (foto-copiare e riprodurre) singoli capitoli contenenti le istruzioni per generare in laboratorio, partendo da una singola cellula umana (staminale embrionale, adulta o pluripotente indotta, oppure anche uno zigote), direttamente (separatamente!) singoli tessuti e organi, oppure singole parti di “ricambio” del corpo umano (Medicina rigenerativa), per salvare la vita (… ringiovanire… e donare l’immortalita’).

In realta’, per creare in laboratorio tessuti e soprattutto organi umani, distinti e separati, a partire da cellule umane, ci sono intrinseci e insuperabili limiti fisici, chimici e biologici.

HIRST M. (Department of Life, Health & Chemical Sciences), The biology of cloning: “We don’t understand how it does it but it turns into a mouse. That’s a property of two things. First of all, the cell itself knows what it has the potential to become but it also has to react to other things around it. So a liver, for example, doesn’t develop as a liver separately, it develops as a liver in the context of all the other organs and all the other body tissues. So in a culture of these cells, what scientists have had to work out is how you reproduce those signals.” http://www.open.edu/openlearn/nature-environment/natural-history/the-biology-cloning

Per cui, e’ un tentativo ingenuo o ridicolo. E, certamente, e’ un grande inganno.

Fino ad ora, sembra che nessun autorevole “esperto” (scienziato, bioeticista, Professore, Dottore, …) abbia chiaramente indicato (elencato) questi limiti che, in ultima analisi, dipendono proprio dalla “fondamentale” complessita’ dell’organizzazione del DNA.

JAENISCH R., video: Induced pluripotent stem cells

https://www.youtube.com/watch?v=JUFi_DTdh1o (al tempo 5 min, 30 sec in poi.  Ed e’ piu’ interessante soprattutto al tempo 9.10-9.50, dove si afferma chiaramente che non si possono creare organi).

BOZZATO. Generare e rigenerare-riparare tessuti e organi con le cellule staminali – Santiago del Cile, rivista Berit Internacional, 11 (2010), 15-38.

  1. La Musica della Vita

Infatti, lo sviluppo di un tessuto o di un organo (parte del sistema) di un embrione (l’intero sistema) e’ un processo di irreversibile progressiva auto-organizzazione (in-formazione = acquisizione di forma) della materia, in ordinate e inclusive sequenze di sistemi di sistemi, di sistemi di… che si auto-organizzano esclusivamente tutti insieme ed esclusivamente all’interno di un sistema (l’embrione) che si auto-organizza esclusivamente all’interno di un sovra-sistema (la madre). La madre e’ un sistema di elevata (fondamentale) complessita’ che, nella interazione con i suoi propri sistemi, riorganizza se’ stessa e ricorsivamente organizza quei sistemi.

Tale sviluppo puo’ essere metaforicamente visualizzato come una continua generazione, all’interno di un vortice principale, di vortici dentro a vortici, dentro a… , ognuno dei quali si genera insieme agli altri, vicino agli altri, contro gli altri ed esclusivamente all’interno del vortice principale che li precede e li determina. La mamma, durante la gravidanza, e’ proprio simile al vortice principale e la sua “rotazione” (auto-organizzazione) emette e diffonde una melodia che e’ in perfetta sintonia (armonia) con la quella emessa dal suo proprio embrione…

This is the Music of Life!… and “no words are needed for those who understand music”

(NOBLE D., The MUSIC of LIFE: Biology beyond Genes, Oxford University Press, 2006: 138)

Cosi, ancora una volta, esclusivamente nella auto-organizzazione dell’intero embrione – ed esclusivamente nel grembo materno – le sue cellule (di tipi differenti) si auto-organizzano (si informano) per sviluppare un organo.

Detto in altro modo, con l’uso di una altra metafora (che e’ indispensabile per semplificare e per comprendere la “fondamentale” complessita’ e perfezione della vita umana e, in particolare, la perfezione della donna soprattutto durante la gravidanza): esclusivamente durante lo sviluppo di un intero albero si sviluppano i suoi singoli rami prerferici. Senza lo sviluppo del tronco (l’embrione) non si sviluppa alcuno dei suoi rami periferici (gli organi).

L’idea antiscientifica di poter produrre in laboratorio un (distinto, separato) organo umano a partire da una qualsiasi cellula umana isolata e’ la conseguenza di una riduzione dell’embrione umano che e’ stata avviata in Australia dal teologo cattolico N. M. Ford, con il suo famoso saggio When did I Begin? Conception of Human Individual in History, Philosophy and Science, New York 1988. Una tesi che ha ridotto l’embrione – che e’ individuo umano fin dal concepimento – ad un pre-embrione (pre-individuo) e ha cosi facilitato (assolto) l’aborto o la sperimentazione prima del 15^ giorno del suo sviluppo.

In questo saggio l’autore ha ripetutamente confuso (con sottili ambiguita’ linguistiche e concettuali) il termine biologico con genetico. Ossia, ha ridotto la organizzazione del DNA all’ordine del DNA e cosi ha distrutto l’organizzazione cellulare dell’embrione iniziale, in cui ogni cellula esclusivamente nella interazione con le altre cellule dell’embrione puo’ sviluppare un organo, ad una semplice somma di un “cumulo” di cellule distinte (?), tutte identiche (?) e totipotenti (?) che, qualora separate – proprio senza tale organizzazione! -, non possono assolutamente produrre alcun singolo organo.

BOZZATO.,“Lay” Reduction of The Human Embryo-Individual, The Linacre Quarterly Volume 74 | Number 2 Article 5 May 2007, 122-134 http://epublications.marquette.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2377&context=lnq

BOZZATO., Is the Pellucid Membrane of the Early Human Embryo an Extraneous “Zone” or a Constitutive External Part of It? The Linacre Quarterly, 2008 August; 75(3): 245-256

http://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1179/002436310803888600

BOZZATO.,The Early Human Embryo Is Scarred by Terms of Ambiguous Meaning, The Linacre Quarterly 77(4) (November 2010): 445–467.

http://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1179/002436310803888600

Eppure c’e’ chi dichiara di essere impegnato, per rimediare alla scarsita’ di organi per trapianti e “salvare vite umane”, a produrre distinti organi umani in laboratorio.

BOZZATO., Commento (Hobart, pro manuscripto, 25. 12. 2015) all’articolo di Bridie Smith, Lab-grown human kidney a breakthrough for medical researchers (The Morning Sydney Herald, October 8, 2015)

http://www.smh.com.au/technology/sci-tech/labgrown-human-kidney-a-breakthrough-for-medical-researchers-20151007-gk35g5.html

E anche:

http://www.bioedge.org/bioethics/researchers-grow-organ-in-petri-dish/11610#sthash.CMCZzyvu.dpuf

http://www.bioedge.org/bioethics/researchers-grow-organ-in-petri-dish/11610

http://www.abc.net.au/news/2015-10-08/proto-kidney-grown-in-a-dish/6833882

http://www.aduc.it/notizia/staminali+rene+coltivato+laboratorio_131820.php

E c’e’ chi ancora da credito a tali “esperti” e generosamente finanzia, per questo nobile fine umanitario, la loro ricerca… “scientifica”!

Segue III Parte

Gianni Bozzato

Rispondi