Ma smettetela, ipocriti.

E basta con questa schizofrenia ed il cripto linguaggio complice della deriva che i giornali adottano, strizzando l’occhio alla nuova casta di intoccabili. Per cui certe pratiche oscene possono essere sottintese nelle pubblicità (quando non direttamente pubblicizzate in certi siti altamente educativi) però non si possono dire le cose come stanno perché poi le espressioni che si usano sono “irripetibili”.
Ma smettetela, ipocriti.
La verità è che volete solo censurare, zittire l’avversario perché siete senza argomenti, senza logica, senza decenza e soprattutto senza bellezza.
Io dico e ripeto le cose che penso: non esiste un “sesso anale”: promuoverlo come una variante naturale della sessualità è una roba da dementi. Praticarlo, pure. Ed è contro natura: l’ano è fatto per defecare, non per infilarci dentro delle cose. Ed il pene non è uno spingi-merda. Ognuno fa quel che vuole, ma nessuno può impedirmi di dire quello che penso. O di dirmi quello che mi può/non mi può fare schifo. Se una pratica mi fa schifo, devo poterlo dire. E nessuno si deve azzardare a darmi dell’omofobo, a zittirmi, a denigrarmi, ad insultarmi. Io tollero lui, lui tollera me. E’ così che funziona. E nel dire quello che penso non c’è alcuna istigazione all’odio o alla violenza: anche questo è un volgare trucco che viene utilizzato da chi non ha argomenti per zittire gli avversari politici. Perché di politica, si tratta.
L’istigazione alla violenza è dire “picchiate tizio”. Non “questa è una pratica che fa schifo e non andrebbe mostrata ai ragazzi come qualcosa di normale, perché normale non è”.
Oggi la censura tocca a chi dice queste cose.
Domani – statene certi – col cappello in mano, zitti e a cuccia ci starete voi, quando difenderete la vostra libertà. Allora direte: ahi, la libertà! Dovevamo difenderla quand’era il momento.
Ma sarà tardi.
 Alessandro Benigni
Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Sorgente: Ma smettetela, ipocriti. – Alessandro Benigni

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