libertà di parola e religione

Libertà di parola e religione

Metri cubi di mail stanno arrivando all’editore Giunti, la loro pagina fb deve sempre essere ripulita Metri cubi di posta a me. La violenza incredibile di molte mail che ricevo, se ancora avessi avuto dei dubbi, mi dicono che sono sulla strada giusta, sull’unica percorribile. Se non lasciamo ai nostri figli la stessa libertà che abbiamo ricevuto dai nostri padri saremo stati degli indegni. Quando io ero bambina, subito dopo il terrificante bagno di sangue della seconda guerra mondale la nostra libertà di parola era molto alta. Ora il cosiddetto politicamente corretto ha imbavagliato la libertà di parola.
Sono stata per un certo tempo presidente dell’associazione Salviamo i Cristiani. Nonostante la cosmica mancanza di fondi, prima di sparire, l’associazione ha comunque risolto qualcosa, il soccorso a un gruppo di cristiani siriani rifugiati in Libano. Mi sono rimaste terrificanti foto, sul mio computer precedente, foto che non metto sul web per evitare l’effetto imitazione nel Jihad islamico. Ho la foto di un uomo cui è stata strappata la faccia da vivo, ho le innumerevoli foto di innumerevoli corpi carbonizzati sui pavimenti anneriti delle chiese nigeriane, innumerevoli crocefissi a Mosul non ci sono chiodi, le persone sono legate su croci, si muore per asfissia, impossibilità a espandere il torace. Sono 100.000 i cristiani assassinati ogni anno per la loro fede, sono 500 milioni i cristiani che vivono in luoghi dove la libertà di religione è vietata. Eppure l’ossessione è l’omofobia. L’ONU; la UE, Amnesty International ( bizzarra associazione di simpatici filoislamici che considera il negare il matrimonio gay una forma di tortura) hanno fatto dei gay la loro bandiera: i gay occidentali, ovviamente . Quelli asiatici e africani continuano a subire persecuzioni, ma la stessa ONU che perseguita “l’omofobia” in occidente accetta che a presiedere la sua commissione Diritti Umani sia l’Arabia Saudita, che condanna a morte chi è attratto dal proprio sesso.
Chiediamo e pretendiamo per chi è attratto dal proprio sesso il diritto di vivere, di sopravvivere e di vivere come meglio crede, ma con altrettanta potenza rivendichiamo il diritto all’”omofobia”, ad affermare cioè che l’attrazione per i proprio sesso e l’erotismo con il proprio sesso siano deviazioni della sessualità, in cui compito è creare la generazione successiva mediante incontro di gamete maschile e femminile. Perché i poteri forti, tutti, che hanno un’indifferenza così atroce e granitica per interi popoli calpestati, per 100.000 cristiani uccisi ogni anno, insorgono contro l’omofobia? Perché i cosiddetti omosessuali e la loro protezione sono il grimaldello per scardinare la libertà di pensiero e di espressione, e per affossare definitivamente il cristianesimo.
Chiedo anche alle persone che si ritengono omosessuali di aiutarmi, di affiancarmi: la libertà di parola è un bene assoluto. Non approvo quello che dici , ma sono disposto a combattere perché tu lo possa dire ( No, non è una citazione di Voltaire, non lo ha mai detto) è un punto fondamentale e irrinunciabile. Altrimenti avrete dato la primogenitura, il diritto di vivere in un paese dove la libertà di parola è assoluta, in cambio di un piatto di lenticchie, il dubbio diritto di non dover ascoltare cose sgradite. Occorre essere liberali: se io penso che il vostro sia un disordine, un’incompletezza, a voi cosa vi cambia? Se io e gli amici miei pensiamo che San Paolo avesse ragione, a voi cosa vi cambia? Ve ne importa così tanto di essere approvati da tutti e sempre? È così irrinunciabile?
La libertà di parola è sotto attacco ed è sotto attacco la libertà religiosa. Se è vera la bizzarra affermazione dell’APA che l’omosessualità sia normale, allora il cristianesimo che la condanna va bandito. Le chiese che rifiutano di sposare persone dello stesso sesso saranno chiuse, le scuole cattoliche costrette a insegnare che il matrimonio gay è buono e giusto, i sacerdoti che leggono San Paolo o la distruzione di Sodoma saranno arrestati.
Secondo voi perché sono scesa in campo, cosa me lo fa fare?
La liberà di parola e di religione.
Quindi
#l’omofobia è un diritto umano#
Silvana De Mari: l’erba è verde.
Domani si parla di religione, ci risentiamo su questi argomenti lunedì.

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