L’evoluzione e la sua Mente

L’evoluzione e la sua Mente

L’universo, le galassie, le stelle, i pianeti, la Terra, la vita e l’essere umano sono il risultato di una evoluzione che avviene secondo le leggi naturali e che, proprio con lo sviluppo della mente umana – che contempla l’ordine dell’Universo, delle galassie, delle stelle, dei pianeti, della Terra, degli esseri viventi, dell’essere umano e della stessa mente umana – offre il motivo di pensare alla esistenza di una Mente.

 

Prima Parte

Ci sono numerose prove scientifiche che la Teoria evolutiva degli esseri viventi, per selezione naturale (TE) e’ molto solida.

Perche’ dico “solida” e non dico “vera”?

Perche’ la scienza ha scoperto di essere essa stessa evolutiva. Cioe’, la ricerca scientifica e’ “senza fine” e la conoscenza e’ “aperta” a nuove scoperte che possono sostituire le precedenti. Dunque, la conoscenza scientifica e’ sempre parziale perche’ incompleta.

“Le creazioni piu’ creative sono quelle che concepiscono un nuovo concetto, che costituiscono un nuovo sistema di idee (teoria), che apportano un principio di intelligibilita che modifica i principi e le regole che governano la teoria. Queste creazioni del pensiero cambiano contemporaneamente la nostra visione delle cose, la nostra concezione del mondo e la realta’ stessa di questo mondo. Copernico, Galileo, Klepero, Newton, Plank, Erinstein, Bohr hanno tutti generato un nuovo mondo” (E. Morin, La conoscenza della conoscenza, 1989, Feltrinelli: 212-213).

Affinche’ la scienza sia sempre piu’ vera, le teorie scientifiche devono essere falsificate (Popper). Cioe’, sostituite da altre teorie. Percio’, non sapremo mai completamente (esattamente) come e’ la realta’ nella quale viviamo e che la scienza vuole svelare. Non conosceremo mai completamente (esattamente) la realta’ che ci circonda. E non riusciremo mai a conoscere noi stessi, perche’ anche noi siamo parte della realta’.

Il motivo e’ semplice: ci sono limiti umani che rappresentano le condizioni di possibilita’ alla conoscenza. Essi sono dovuti alla particolare biologia (natura) dell’essere umano: le soglie di sensibilita’, il condizionamento dei sensi, i limiti linguistici, l’autoreferenza, le “categorie” della mente (Kant), ecc..

Tali limiti riducono la possibilita di conoscere la realta’ cosi come essa e’ perche’:

  • “il soggettivo e l’oggettivo non sono ancora dissociati”,
  • “l’obiettivita’ richiede la soggettivita’ e la soggettivita’ richiede l’obiettivita’”,
  • “la rappresentazione si confonde con la cosa rappresentata (mentre essa e’ la traduzione)“,
  • “La immagine della realta’” diventa la “realta’ della immagine”. (Morin)
  • “Tutto cio che e’ detto e’ detto da un osservatore”. (Maturana & Varela)
  • “Siamo spettatori e attori” della realta’. (N. Bohr)

 “In conclusione, il tutto e’ nella parte che e’ nel tutto. Cioe’, il mondo e’ dentro alla nostra mente che e’ dentro al nostro mondo (la osservazione dipende da cosa si osserva, ma cosa si osserva dipende dall’osservatore. Ancora una volta: “Il mondo e’ inseparabile dal soggetto, ma da un soggetto che e’ solo una proiezione del mondo” (Merleau-Ponty’s Phenomenology of perception, 1965, Basic Books, Mi).

Questa citazione e’ stata presa da F. Varela, E. Thompson e E. Rosh: The mittle way of knowledge, 1992 Feltrinelli, Mi, p. 26.

 Dunque. l’ ”essere condiziona il conoscere” e noi abbiamo soltanto una “mappa” della realta’ (il territorio) in cui viviamo. Ma la “mappa” non e’ la realta’ (non e’ il territorio).

 “In un senso, la conoscenza umana e’ la piu chiusa possibile perche’ il mondo esterno le giunge solo sotto forma di quelle traduzioni di traduzioni di traduzioni che sono le rappresentazioni, le parole, le idee, e le teorie” (E. Morin, La conoscenza della conoscenza, 1989, Feltrinelli: 231).

             La “mappa” rappresenta una realta’ piu’ o meno dettagliata, perche’ la nostra realta’ e la realta’ filtrata dalla nostra mente. E “l’intelletto prescrive alla natura la sue leggi” (Kant). Diversi tipi di organismi intercettano catteristiche diverse dell’ambiente nel quale e col quale si trovano ad interagire:

  • una formica conosce solo una parte della realta’. E’ la sua propria realta’ (il suo Umwelt)
  • un gabbiano (o un pipistrello) conosce solo una parte della realta’. E’ la sua propria realta’.
  • l’essere umano conosce una parte della realta’. E’ la sua propria realta’.

L’essere umano conosce anche una parte della realta’ della formica e del gabbiano (del pipistrello). Ma, sebbene usa strumenti (eso-somatici) molto sofisticati per indagare la realta’ (microscopio, telescopio, rivelatori elettronici, ecc, ecc), non conosce l’intera realta’.

Percio’, l’universo che noi conosciamo (cioe, l’universo fisico) e’ una maschera dell’Universo. Una maschera che si modifica nel tempo e si evolve con il continuo progredire della scienza. Ma la maschera non e’ il volto dell’Universo. L’Universo sara’ sempre sconosciuto. Noi siamo come avvolti in una nube: la “nube della non conoscenza”.

Dunque, anche nel caso della TE, “solida” (forte) significa che puo’ essere molto attendibile (cioe’, molto vera, piu’ vera). Esattamente come e’ vero che:

  • se si lancia una mela nell’aria, essa cade giu’.

Ma, questo e’ vero, solo sulla superficie di un corpo celeste (per esempio, un pianeta!).

Dunque, la Scienza dice molte verita’. Verita’ che sono sempre parziali e incomplete.

Cosi e’ anche per la TE.

Poiche’ molti concetti di paleontologia, geologia, biologia (in particolare di zoologia, botanica, genetica) non sono noti ai non specialisti, provo a spiegare la TE in maniera semplice, usando una metofora “musicale” del DNA (vedi la Seconda Parte).

La scienza ha scoperto che l’evoluzione, dal semplice al complesso, dal disordine all’ordine, e’ un fenomeno (evento) minoritario, ma molto comune in tutto l’universo (fisico). L’universo puo’ creare, localmente e temporaneamente, discontinuità, forme e strutture a vortice (galassie, stelle, pianeti). Cioè, informazione, ordine, organizzazione e complessità (ß freccia evolutiva). Nello stesso universo che si espande (à freccia cosmologica) e si raffredda (à freccia temodinamica), la scienza ha individuato il mutamento: la tendenza al disordine (à freccia entropica) e l’irreversibilita’ del mutamento (à freccia del tempo).

Il tempo, allora, non è soltanto una dimensione di natura psicologica che viene creata unicamente dalla mente umana:

 “il numero del movimento nella prospettiva del prima e del poi” (Aristotele);

  • l’estensione dell’anima” (S. Agostino);
  • “il turbinoso vortice dell’autoriferimento” (D.R. Hofstadter).

Il tempo, non è soltanto:

  • una “illusione” (A. Einstein),
  • una “categoria della mente” (un apriori di E. Kant).

Perche’:

  • “non è la mente umana che ha prodotto il tempo, ma è il tempo che ha prodotto la mente umana”. (J. Prigogine)

Il tempo esiste veramente, poiché senza di esso non esisterebbe ne l’uomo ne la sua conoscenza del tempo. Nell’universo fisico, unitamente alla atemporalità fotonica e al tempo ciclico, reversibile, che compare come pura dimensione nelle equazioni fondamentali della fisica classica, di quella relativistica e quantistica (l’essere parmenideo), esiste anche il tempo lineare ed irreversibile (il divenire eracliteo). Esiste, cioe’:

  •  il “tempo che non aspetta, perchè il cerchio non è rotondo

Dunque, esiste anche un tempo creativo che si è iscritto nella materia, la quale si è auto-organizzata fino a produrre la complessità della vita e l’ipercomplessità della mente umana.

La scienza ha scoperto un universo singolare, avente alla sua origine una temperatura e densità infinite (!?) e una curvatura infinitamente piccola (!?), che attualmente è in fase di espansione – raffreddamento (E. Hubble e A. Penzias-R. Wilson) e le cui “coincidenze” di costanti fisiche sembrano portare la materia inevitabilmente ad autorganizzarsi verso la complessità dell’essere umano (il Principio antropico).

La scienza ha scoperto che l’universo, partendo da un iniziale “singolarita’” (il Big Bang), nel successivo disordine generalizzato della sua espansione, ha creato, al suo interno – proprio con il suo raffreddamento e per la “forza di gravita’ (I. Newton) o per la ‘curvatura del cronotopo’ (A. Einstein), dovuta alle masse -, energia, materia, regolarita’: le forze e le interazioni tra particelle elementari e gli atomi, e le affinita’ tra gli elementi chimici e le molecole (Le “interazioni” e le Leggi della Fisica e della Chimica).

L’universo, dallo stato iniziale di espansione e disordine, crea al suo interno piccole “isole” di ordine. Un ordine minoritario. Come accade, per esempio:

  • con le piccole gocce di rugiada che cristallizzano sulle foglie in una notte fredda e umida.
  • con un piccolo mulinello d’acqua (l’ordine di un vortice) che gira e mantiene la sua forma conica, e rimane quasi immobile o addirittura che risale la corrente, in uno torrente la cui acqua si insinua fra i massi rocciosi e scende tumultuosamente (disordinatamente) verso valle.
  • quando, nelle nuvole, durante un temporale e con le correnti d’aria fredda (disordine), si formano fiocchi di neve che scendono in basso e che contengono cristalli di ghiaccio perfettamente esagonali (ordine).

Ordine evolutivo significa che all’interno di un grande disordine maggioritario (segnato dalla à freccia termodinamica; dalla à freccia entropica) si crea ordine minoritario (la ß freccia anti-entropica). Ma, significa anche che, in un sistema aperto (vedi avanti), all’interno dell’ordine minoritario, si crea un ordine minoritario ancor piu’ elevato. E, all’interno di questo ordine elevato, si crea un ordine minoritario ancora piu’ elevato. E, all’interno…

Si provi a pensare, per esempio, all’ordine del corpo umano. Il corpo umano e’ un sistema aperto costituito da cellule, riunite in tessuti, riuniti in organi. Al suo interno, l’ordine del cervello, che e’ un altro sistema aperto costituito da rete sinaptica e circuiti neuronali, e, al suo interno, l’emergenza dell’ordine della mente umana: il pensiero. Il corpo umano e’ un sistema di ordine gerarchico superiore (simile ad una matrioska) di sistemi aperti ed inclusivi, con un progressivo aumento di ordine e l’emergenza di proprieta’ nuove in ciascuno di tali sottosistemi. C’e’ un incremento di complessita’ e perfezione, un miglioramento, dalla cellula, al cervello, alla mente, allo spirito.

Ossia, all’interno dell’universo, c’e’ EVOLUZIONE:

  • dal caos (dal disordine generalizzato)… all’ordine (minoritario al suo interno);
  • dal disordine iniziale… all’ordine finale;
  • dal privo di forma (informe)… al dotato di forma. Come accade in una fiamma, nella quale avviene una esplosiva reazione chimica di combustione (disordine), ma che produce la sua inconfondibile forma (ordine). Una forma che incanta chi la osserva.
  • dal semplice… al complesso.

In un certo tempo della evoluzione dell’universo (ß freccia storica) e dall’esplosione di una stella (supernova), si e’ “formato” il sole, con intorno tutti i suoi pianeti con i loro satelliti. Sulla superficie di uno di essi, la Terra, costituita da combinazioni (reazioni) di elementi chimici semplici (H, B, Na, O, C, N, P, S, ecc.), nel caos dei temporali e delle esalazioni di gas vulcanici, si sono in-“formate” miliardi di molecole inorganiche e organiche (esperimento di Muller). Molecole, queste, contenenti atomi di Carbonio legati tra loro.

Dalla fusione di talune di tali molecole organiche (altre combinazioni chimiche!) si sono in”formate” altre molecole piu’ complesse: le molecole prebiotiche che sono come i mattoni per la costruzione di una casa. Milioni di molecule prebiotiche, nell’immenso volume d’acqua degli oceani ma, soprattutto, in miliardi di anni! Tempi “profondi” che sono inimmaginabili per l’essere umano che vive soltanto miliardi di minuti.

Talune di queste molecole prebiotiche hanno consentito la sintesi (altre combinazioni chimiche!) di poche molecole ancora piu complesse. Molecole, addirittura in grado di replicarsi (RNA, DNA). Cioe’, di creare copie di se stesse. Talune (poche) di tali molecole, in immensi spazi della superficie terrestre e in immensi volumi d’acqua degli oceani, in miliardi di anni, hanno interagito con altre molecole organiche (altre combinazioni chimiche e fisiche!) formando corpuscoli microscopici stabili.

Pochi di questi corpuscoli stabili si sono associati tra loro (altre combinazioni!) per in”formare” strutture ancora piu’ piu stabili e piu complesse. In milioni di anni, miliardi di tali strutture – o addirittura a partire da una soltanto (vedi la stereoisomeria degli amminoacidi), la cellula primordiale – hanno generato per scissione e riproduzione, tutte le cellule di tutti gli esseri viventi sulla terra. Esseri viventi che sono stati in grado di duplicarsi per semplice scissione o di riprodursi per fusione.

Nell’universo (sulla Terra, solo sulla Terra?) e’ accaduto quasi esattamente cio’ che accade per lo zigote umano nel ventre materno. Da un unica cellula (la prima cellula di ogni individuo umano), per scissioni ripetute, si formano miliardi di cellule. Cellule molto diverse tra loro, distribuite in organi molto diversi.

EVOLUZIONE (filogenesi):

  • da un semplice ordine ad una complessa outo-organizzazione.
  • da una uniforme semplicita’ ad una molteplice e diversificata complessita’.

E sulla Terra, ogni altra cellula ha ripetuto il fenomeno di divisione, per milioni di anni, su tutta la sua superficie e nell’acqua degli oceani. Qualche cellula, con qualche difetto, dovuto alla cusualita’ delle mutazioni nel suo DNA (al rumore molecolare), non e’ riuscita, nell’atto di duplicazione, a separarsi dalla cellula gemella. In questo modo si sono in”formati” i primi micro-organismi pluricellulari.

E via, via, in milioni di anni e dopo milioni di anni, anche se miliardi di miliardi di organismi non sono riusciti ad evolvere per i “mortali” difetti nel loro DNA – che ha subito modificazioni (mutazioni) con errori fatali e che hanno reso tali organismi inadatti alla vita -, alcuni di essi, invece, nel disordine generale di miliardi di moltiplicazioni, hanno subito modificazioni (errori fortunati nel loro DNA!), con conseguenti vantaggi inaspettati.

Con questo meccanismo, totalmente casuale, di “prove ed errori” (dovute alle mutazioni) e di “proposte di vita e non vita” (dovute alla scelta da parte dell’ambiente naturale), soltanto alcuni organismi hanno continuato a riprodursi e a sopravivere sulla Terra. In questo modo – con questo meccanismo di mutazione “cieca” (il caso) e di “selezione naturale” non casuale (la necessita’) -, si e’ creata ed evoluta una complessita’ vivente che e’ diventata sempre piu’ ordinata, complessa e perfetta.

Dunque, da una semplice cellula primordiale, un sistema termodinamicamente aperto, morfologicamente e organizzativamente chiuso – vedi ancora l’esempio dello zigote, il cui DNA e’ “suonato” dalla mamma che lo porta in grembo e da cui si svilupppa e cresce la forma anatomica completa e definitiva del corpo del bambino costituito da miliardi di miliardi di cellule! -, si e’ evoluta tutta la vita sulla terra. Tutti gli esseri viventi, estinti o ancora oggi viventi.

Esseri dalle forme semplici (amebe, spugne, alghe,… vermi, granchi, farfalle,..) che hanno continuato a subire modificazioni ed evolvere in forme sempre piu’ complesse e, addirittura, dotate di cellule specializzate in un sistema nervoso centralizzato e di una mente (anfibi, serpenti, uccelli, dinosauri, topi, …), fino a sviluppare un essere vivente impensabile, imprevedibile fin dall’inizio, anche perche’ l’ambiente naturale si e’ esso stesso continuamente modificato (co-evoluto) nel tempo:

l’essere umano. Homo sapiens!

Un essere che, contrariamente a tutti gli altri esseri viventi, e’ in grado di pensare alla propria origine evolutiva. L’Universo nella sua evoluzione ha creato la mente umana la quale pensa all’universo. Guardando l’universo, l’uomo contempla se stesso e la sua origine. L’essere umano rappresenta quasi un “modo” (il mezzo) con cui l’Universo puo’ pensare a se’ stesso.

Dunque, l’Universo pensa!

Ogni essere umano ora sa che il suo antenato piu’ vicino nel tempo (nel suo proprio passato) e’ stata una semplice cellula (lo zigote) e che, nel tempo piu’ lontano (nel passato piu profondo della sua specie e di tutte le altre specie), e’ stata una semplice cellula (la cellula primordiale). Egli ora sa che essa e’ l’antenato comune a tutti gli esseri viventi sulla terra.

C’e’ stata una evoluzione il cui sviluppo ha una forma simile a quella di un cespuglio da cui si e sviluppato un albero (l’albero evolutivo). Un unico sottilissimo tronco con tanti rami: primari, secondari, terziari e cosi via. Anche l’essere umano e’ uno di tali rami. Egli e’ anche imparentato con tutti gli altri esseri viventi.

  • Il codice di traduzione del DNA in proteine e’ lo stesso ed identico per tutti gli esseri viventi

Dal nostro “ramo” noi scorgiamo altri “rami” a noi piu’ “vicini”. Sono i nostri parenti piu’ stretti: le mucche, gli elefanti, i cervi, i leoni… le scimmie. Le scimmie sono i parenti che piu’ ci assomigliano. La forma del loro corpo e’ molto simile alla nostra. E anche il suo funzionamento (la sua fisiologia) e quasi identica alla nostra e cosi il DNA. Loro, le scimmie, vedono noi esseri umani come i loro parenti piu’ stretti e piu evoluti.

 Come valutare il grado di parentela tra gli esseri viventi, non soltanto dal confronto della forma anatomica (esteriore) del loro corpo?

Il DNA, che e’ una molecola comune a tutti gli esseri viventi (pur essendo diversa, unica e irripetibie per ciascuno di essi), puo fornire una valida prova che la TE e’ “solida”. Cioe’: che essa puo’ essere corretta; che puo’ essere piu’ vera. Ma ancora e sempre incompleta.

 Cosa e’ il DNA?

E’ una molecola complessa con doppia elica a forma spirale. Essa e’ costituita dalla successione casuale di 4 tipi di molecule complesse (4 basi). Puo’ essere paragonata alla tastiera di un pianoforte con innumerevoli tasti, ma, invece di avere soltanto due tipi di tasti (bianco e nero), possiede 4 tipi di tasti: “bianco” (Adenina), “nero” (Citosina), “verde” (Guanina) e “blu” (Timina). La successione dei tasti di diverso colore e’ del tutto casuale.

Una molecola di DNA si trova nel nucleo di ogni cellula di ogni organismo vivente, dal piu’ semplice microscopico (monocellulare) a quello piu complesso (pluricellulare). Nel piu’ semplice microorganismo, essa e’ (di solito) una molecola piu’ breve (una tastiera piu corta). Nel piu’ complesso, e’ una molecola molto piu’ lunga (una tastiera lunga anche piu’ di 100.000 tasti).

Il DNA contiene sequenze di basi e sequenze di gruppi di basi (geni) che possono essere confrontati tra differenti organismi. Piu’ l’organismo e’ distante nel ramo e piu e’ vicino alla origine  dell’albero evolutivo, maggiore e la differenza delle sequenze.

Nel DNA di un organismo c’e’ scritta la storia (il passato) di quell’organismo e da quale piu’ vicino antenato esso discende. Dal confronto del DNA tra due diversi organismi si puo risalire al loro antenato comune. Si puo’ “scendere” (nel passato) di antenato, di antenato, fino… all’origine della vita ed osservare dal basso (dal suo inizio), l’evoluzione.

Gianni Bozzato

G. BOZZATO has a doctorate in Biological Science from the University of Padua and a master’s in Bioethics from the Pontifical John Paul II Institute (PUL), Rome, Italy.