L’evoluzione e la sua Mente (Parte II)

La Musica della Vita

  1. Il DNA

Dunque, ogni organismo possiede in ogni sua cellula un singolare DNA. Il DNA e’ caratterizzato da un ordine che e’ dato dalla successione del tutto casuale (disordine) di basi e sequenza di geni, che presenta solo qualche regolarita’ (palindromi) o ripetizioni.

Se si confronta il DNA di tutti gli organismi che appartengono alla stessa specie (che si possono incrociare e riprodurre tra loro) esso e’ molto simile. Ci possono essere piccole differenze di ordine quasi ad indicare che esse sono responsabili del grandi (o piccole) differenze di aspetto fisico di ogni singolo organismo.

Tuttavia, molte differenze sono dovute anche (e soprattutto) alla organizzazione del DNA. Cioe’, a come esso viene “suonato” per produrre i suoni musicali (cioe’, le proteine). Questo e’ il motivo per cui viene paragonato alla tastiera di un pianoforte.

Cioe’, il DNA, da solo e isolato dalla propria cellula, oppure se posto in una cellula di differente specie, e’ una bella molecola ma non e’ in grado di funzionare. E’ silenziosa. E’ come un CD senza il CD player. Il DNA ha bisogno della sua propria cellula, perche e’ la cellula con le sue “mani” (il suo apparato cellulare) che interagisce con esso e che lo “suona” (lo fa funzionare).

Cio’ significa che il DNA determina comunque e in qualche modo il “brano musicale” che la cellula suona. Ma sia la tastiera, con piccole differenze, sia la cellula possono suonare un brano musicale che e’ diverso da un organismo ad un altro della stessa specie. Anche se la differenza di aspetto tra individui della stessa specie puo’ essere evidente, il brano musicale (come il DNA) rimane inconfondibile e tipico di quella specie.

Tuttavia, anche piccole differenze nell’ordine del DNA, che possono avere origine del tutto casuale (le mutazioni), possono provocare grandi differenze della sua organizzazione e del tipo di brano musicale. Come, per esempio, inserire o togliere, a caso, un “non” in una frase, puo provocare il suo totale cambiamento di significato. Cioe’, tali differenze, quasi sempre, possono determinare la impossibilita’ di suonare il brano musicale correttamente. Oppure, produrre soltanto rumore o totale silenzio. In questo caso l’organismo non puo’ vivere (non puo’ suonare la musica del suo DNA) e con l’ordine mutato del suo DNA scompare dalla specie. Tuttavia, in rari casi, piccole differenze nell’ordine del DNA possono produrre una variazione della organizzazione e del brano musicale e creare un organismo leggermente diverso, che e’ addirittura piu adatto (perche’ possiede molti vantaggi) a vivere in un particolare ambiente naturale.

Se due gruppi di organismi della stessa specie rimangono isolati per lunghi periodi e vivono in ambienti diversi, puo succedere che le differenze dell’ordine e della organizzazione del loro DNA e del brano musicale che essi suonano siano via via maggiori e tali da rendere impossibile il loro incrocio e riproduzione. In questo caso, da una stessa specie si sono formate due specie distinte. Queste due specie proseguiranno indipendentemente la loro evoluzione in due diversi rami evolutivi e, a causa della irreversibilita’ (à freccia del tempo), si diversificheranno – gradualmente in lunghi tempi geologici – sempre di piu’, senza piu alcuna possibilita’ di ritorno agli antenati comuni (al loro precedente comune DNA).

Come dal confronto del DNA tra diversi organismi della stessa specie si puo risalire al loro comune antenato, cosi dal confronto del DNA di specie diverse si puo risalire alla loro comune specie originaria e dalla quale essi sono entrambi discendenti. Cosi’, con il confronto del DNA di specie molto diverse tra loro, si puo “percorrere” l’albero evolutivo a ritroso nel tempo e “scendere” (nel passato), di nodo (di ramo terziario) in nodo (di ramo secondario), in nodo (in ramo principale), verso l’antenato comune (il tronco).

Ossia, si puo’ “scendere” nel passato fino all’origine della vita sulla Terra ed osservare dal basso (dall’inizio) quale e’ stata  l’intera evoluzione. Si possono anche fare “salti” da un ramo ad altri rami e, in questo caso, si notano differenze (variazioni) del DNA maggiori e, ovviamente, brani musicali molto diversi e distinti, anche se originati dello stesso brano musicale iniziale (la stessa musica della vita). Scendendo l’albero evolutivo da ogni singolo ramo (scendendo nel passato), si nota che tutti i rami (tutti gli organismi, tutte le specie, i Phylum) convergono in pochi rami maggiori e questi in un unico sottile tronco che e’ alla origine della vita.

Un semplice brano musicale che, tuttavia ha rotto il silenzio della natura non vivente. Esattamente come accade per una piccola luce che appare in un immenso buio.

  1. Teoria Creazionista e Teoria Evoluzionista

Se si osserva la forma di un leone e quella di una sciemmia, viene subito da pensare che essi abbiano antenati completamente diversi e nessun antenato comune. E che Dio (a cui fa riferimento anche la Religione Cristiana) abbia creato in due momenti diversi (con due atti) due distinte specie di animali: il leone e la scimmia.

Questa e’ la tesi sostenuta dalla Teoria Creazionista (TC).

Essa si oppone alla tesi della Teoria Evoluzionista (TE).

Se si osserva la forma di una scimmia e quella di un verme, viene ancor piu da pensare che essi abbiano antenati completamente diversi e nessun antenato comune. E che Dio abbia creato in due momenti diversi (con due atti) due distinte specie di animali: la scimmia e il verme.

Se si osserva la forma della scimmia e quella di un albero di ciliegio, viene veramente da pensare che essi abbiamo antenati veramente diversi e nessun antenato comune. E che Dio abbia creato in due momenti diversi (con due atti) due distinte specie di esseri viventi: la scimmia e l’albero di ciliegio.

Cosi’ in base alla teoria Creazionista, cioe’ dalla lettura della Bibbia, cercando di interpretare il suo significato (tentando di comprendere la Mente del Dio) si deve desumere che Dio ha creato le innumerevoli specie di esseri viventi sulla terra, con innumerevoli e distinti atti.

Tuttavia, oggi, che si conosce la chimica organica, la chimica biologica e il DNA e che si intuisce l’abisso del “tempo profondo” e l’immensita’ dello spazio terrestre (superficie e volume dell’aria e delle acque) in cui la vita ha avuto la sua origine ed evoluzione, si puo pensare che il leone, la scimmia, il verme e l’albero di ciliegio abbiano antenati comuni che sono ormai scomparsi (estinti). Antenati comuni, che hanno antenati comuni, che hanno antenati comuni, che…, nel passato profondo di milioni di milioni di anni, convergono in un antenato comune che e anche esso e’ ormai scomparso dalla Terra.

  1. La MENTE

Se e’ proprio cosi che la vita ha suonato nel passato e suona ancor oggi i suoi diversi brani musicali, con all’inizio un brano musicale molto semplice, ma che ha potuto complessificarsi (evolvere) nel tempo e diventare una meravigliosa sinfonia di meravigliose sinfonie, allora l’evoluzione rivela all’essere umano la possibile esistenza di una MENTE. Una MENTE molto ingegnosa. Molto, molto, molto… piu ingegnosa delle diverse teorie scientifiche che si susseguono nel tempo e, percio’, della stessa mente umana.

L’evoluzione dell’universo fisico (dal Big Bang?) e, al suo interno, l’evoluzione degli esseri viventi per selezione naturale (TE) rivela che il disordine iniziale ha in se’ gia’ la “idea” di ordine. L’evoluzione mostra, soprattutto per chi e’ umile (proprio perche’ conosce bene la chimica organica, la chimica biologica e il DNA), che c’e’ la MENTE e che ESSA e’ veramente degna di profondo rispetto ed ammirazione.

Siamo noi, a causa dei difetti nel nostro DNA, della nostra ignoranza scientifica, e soprattutto della nostra arroganza, che siamo incapaci di capire subito e completamente la MENTE dell’ORDINE-ORDINATORE di tutti gli ordini.

Anche noi, per creare nella nostra mente ordinata un ordine piu’ elevato, che rispecchi nel nostro universo l’ordine dell’Universo, abbiamo bisogno di tempo.

Di molto, molto, molto tempo… per la nostra EVOLUZIONE.

 

Gianni Bozzato