La zona grigia

Bloccati nella zona grigia.

Quando l’assertività viene sconfitta, quando le aspettative degli altri compromettono l’integrità personale, il risultato può essere  la zona grigia, che è stata ben descritta da Shakespeare, il quale comprendeva bene la paralisi emotiva che accompagna la depressione:

La ragione per cui son così triste,

in verità, non so nemmeno dirla;

mi sento come oppresso internamente,

e anche voi mi dite che lo siete;

ma da dove mi venga quest’umore,

dov’io l’abbia trovato,

come ci sia caduto, di che è fatto,

da che nasce, lo devo ancora apprendere;

m’intorpidisce a tal punto lo spirito

che stento a riconoscere me stesso.

(W. Shakespeare, Il mercante di Venezia 1.1.1)

La zona grigia si scatena quando persone significative rifiutano o mancano di reagire alle espressioni vitali del soggetto, in particolare ai suoi tentativi di assertività. La zona grigia non è uno stato dell’io, perché non c’è un senso percepito dell’io. La letteratura psicodinamica la descrive come “posizione depressiva” (Melania Klein); “depressione anaclitica continuata” (Schore) o “depressione d’abbandono” (Masterson). La zona grigia è caratterizzata da uno stato di delusione, con frustrazioni vaghe e indefinite, sentimenti feriti, solitudine.

Gilberto Gobbi

Sorgente: La zona grigia – G.G. | Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi

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